Monthly Archives: ottobre 2016

Omaggio a Dario Fo, il giullare che ha deriso beffardo il potere

Dario-FoMa che aspettate a batterci le mani / a metter le bandiere sul balcone? / Sono arrivati i re dei ciarlatani / i veri guitti sopra il carrozzone. / Venite tutti in piazza fra due ore / vi riempirete gli occhi di parole / la gola di sospiri per amore / e il cuor farà tremila capriole…

Di seguito il manifesto scritto da Dario Fo nel 2006 per presentare la sua candidatura a sindaco di Milano: Io non sono un moderato!

Il candidato.

Se cercate un moderato state attenti a votare per me, perché con me si rischia!
Ma veramente volete un sindaco moderato?
Il moderato è forte con i deboli e debole con i forti.
Il moderato finge di risolvere i problemi senza affrontarli!
Il moderato chiude un occhio sulle speculazioni edilizie.
Il moderato caccia gli inquilini dalle case in centro e poi le rivende ai magnati della speculazione.
Il moderato trasforma in ghetto la periferia.
Il moderato accetta una scuola per ricchi e una per i poveri.
Il moderato lascia intristire la città, e applaude ai grattacieli.
Il moderato teme di dispiacere ai cittadini che contano
E non concede la parola a quelli che non hanno voce.
Il moderato non cambierà mai nulla.
Il moderato non risolverà il problema dell’inquinamento di Milano, non salverà i polmoni da settantenni dei bambini di 5 anni.
Il moderato non vi libererà dal traffico, dal milione di automobili spernacchianti che hanno trasformato la città in una camera a gas.
Oggi sembra che non essere moderati sia un difetto o un delitto; oppure che sia un privilegio dei giovani.
Ma ci vogliono tanti anni … per diventare veramente giovani!
Milano, se la mi musica è troppo forte, allora vuol dire che stai diventando troppo vecchia.
Nessun moderato ha mai fatto la storia, e nessun moderato ha mai preso un Nobel.

Io non sono un moderato!
Sarò un sindaco che rischia.
Perché credo che il rischio del cambiamento sia l’unica risposta corretta per chi investe il suo voto in un progetto per Milano.
Se scegliete di votare per me, rischiate molto … rischiate persino di trovarvi finalmente a vivere in una città migliore!

Coraggio Milano!

Non solo ambiente, anche sviluppo sostenibile

Cop22-MarrakeshMarrakech in Marocco alla conferenza mondiale sul clima Cop 22, sono arrivate le intenzioni politiche di Trump in materia di clima e ambiente che  sembra voler accreditare Myron Ebell al vertice dell’Epa – Agenzia Usa di Protezione ambientale,  che appartiene alle fila dei negazionisti in tema di cambiamenti climatici, ed avrà il compito di smontare il Piano di Azione climatica voluto dall’amministrazione Obama.

Va comunque tenuto presente che le politiche energetiche di Obama negli ultimi 8 anni sono state politiche che non hanno minimamente scoraggiato l’utilizzo delle fonti fossili.
Anche se il Governo degli Stati Uniti ha aderito all’Accordo di Parigi, la politica di Obama è decisamente finalizzata agli interessi nazionali, alla ricerca dell’autosufficienza in materia energetica. Lo dimostrano i grandi investimenti (1000 miliardi di $) per le sabbie bituminose di Alberta in Canada, e ancora per estrarre petrolio e gas dalla frantumazione idraulica delle rocce (fracking).

L’accordo di Parigi è stato molto magnificato in realtà l’accordo è stato raggiunto con i presupposti di mantenere la situazione così come, cioè non mettere i bastoni alle grandi industrie energetiche.

Ne è prova la presenza pesante e sconcertante, ai tavoli negoziali, dei rappresentanti delle lobbies dell’energia fossile. Tra esse spiccano Chevron, Shell, Total, ExxonMobil e Glencore, aspramente criticata dalle Ong e dai movimenti ambientalisti.

L’Italia è arrivata al vertice di Marrakech con il ministro Galletti con una delegazione di 44 ma con una politica che smentisce la volontà reale espressa con la sottoscrizione dell’accordo di Parigi.

l’Italia infatti continua a puntare sulle energie fossili, ne sono prova le due nuove concessioni di trivellazioni nell’adriatico in un’area di 30.000 km2  e nello Ionio a sud della Sicilia in un’area di 4000 km2. Inoltre sta imponendo alle regioni la costruzione di 8 nuovi inceneritori che secondo i calcoli immetteranno nell’ atmosfera 1.500.000 ton di CO2.
Nonostante stia pagando caro e in modo crescente l’imprevedibilità degli eventi climatici: 174 morti e danni per 2 miliardi di dollari

La Banca Mondiale stima che le calamità naturali causate dal disordine climatico costano 520 miliardi l’anno (e colpiscono i più poveri)

E’ notizia di ieri – 15 novembre 2016 – che Teheram ha chiuso le scuole per inquinamento.

In ogni modo, quanto previsto attualmente non risulta sufficiente a garantire il raggiungimento degli obiettivi contenuti all’art.2 dell’Accordo: secondo l’Agenzia Onu per l’Ambiente, con gli impegni attualmente fissati i gas serra raggiungerebbero le 54-56 Gton di Co2 al 2030 e porterebbero lo scenario climatico ad un aumento di temperatura dai +2,9 ai +3,4°.

Nel mentre i mari si alzano di 3 millimetri ogni anno.
La desertificazione minaccia un quarto delle terre del pianeta e un miliardo di persone allocate in circa 110 paesi.

Ma è in Africa che si registra la situazione più drammatica.
Il continente Africano, responsabile solo del 3% della produzione di CO2, è quello che più drammaticamente soffre gli impatti dei cambiamenti climatici in termini di siccità, desertificazione, perdita di biodiversità la prospettiva per l’Africa è un aumento di 3-4 gradi di temperatura.
Le terre diventano sempre meno adatte alle coltivazioni.  A causa delle minori rese agricole si stima un aumento tra i 35 e i 122 milioni di persone in condizioni di povertà estrema, costrette a scappare da condizioni ambientali e climatiche non più compatibili con la vita umana.

Oltre a guerre, persecuzioni e conflitti, I cambiamenti climatici hanno assunto un ruolo determinante tra le cause ambientali di migrazione. Nel 2015 su 27,8 milioni di sfollati interni, 14,7 milioni sono stati determinati da eventi climatici estremi

I disastri naturali sono stati determinati per il 90% da eventi climatici estremi.
E ancora oggi l’82% dell’energia prodotta è ancora originata da fonti fossili.

Bisogna riconoscere e che si prenda coscienza che non è solo un problema di ambiente ma anche di sviluppo sostenibile

COMUNICATO N.4 – La Sagra non è per tutti, PERCHÉ?

solidarietaLa Giunta del Municipio 7 si è assunta la responsabilità di giudicare e condannare due associazioni di Baggio, Dimensioni Diverse e Share Radio, per “commissione di reato”, pur senza produrre l’ombra di prove concrete.

La Giunta fa riferimento all’occupazione degli spazi di via Cancano e di via Don Gervasini ad opera del collettivo Soy Mendel, il quale in un comunicato pubblicato sulla sua pagina facebook si è addossato l’intera responsabilità dell’occupazione.

Le due associazioni, Dimensioni Diverse e Share Radio, hanno solo pubblicamente espresso solidarietà “con chi ha operato per aprire spazi di aggregazione sociale che erano vuoti da moltissimi anni” e questo per la Giunta del Municipio 7 e il suo Presidente Marco Bestetti,  costituisce un “Reato”.

Di fatto non c’è mai stata nessuna denuncia, verso le due Associazioni,  alla magistratura. Va anche precisato, che subito dopo lo sgombero dello spazio pubblico di via Gervasini, il Comune di Milano ha finalmente emesso un bando e assegnato lo spazio all’Associazione “Il Gabbiano”.
L’esclusione dalla Sagra di Baggio delle Associazioni Dimensioni Diverse e Share radio da parte della Giunta del Municipio 7, è stata inoltre valutata “priva di idonea motivazione” dal Direttore di Settore dott. Mario Almasio, ma questo non è bastato.

Perché a distanza di oltre un anno, la Giunta del Municipio 7 si è arrogata il diritto di giudicare e condannare, oltretutto retroattivamente, le due Associazioni escludendole dalla Sagra?

Alle domande poste dai cittadini durante la riunione del Consiglio del Municipio 7 avvenuta il 5/10/2016, il Presidente della Giunta Marco Bestetti ha risposto che “non è stata una decisione amministrativa, bensì una decisione politica”.

Quindi le due Associazioni sono in realtà accusate di “Reato di Opinione”, reato non ammesso dall’art. 21 della Carta Costituzionale e dall’art.19 della “Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo”.

Non vogliamo aprire un dibattito sul tema delle occupazioni, su cui ognuno può avere un’opinione diversa ma ci chiediamo come possa un giudizio di natura politica giustificare un atto amministrativo di esclusione; e se questo non costituisca un precedente pericoloso per la libertà di espressione e di azione delle associazioni presenti sul territorio.

E comunque sia, Dimensioni Diverse e Share Radio, intendono continuare a essere partecipi e solidali per una umanità del diritto alla cittadinanza che include tutte e tutti e non esclude nessuno.

—–===ooOoo===—–

Art. 21 – Costituzione italiana:  “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
Art. 19 – Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo:Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo”.

—–===ooOoo===—–

“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari,
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei,
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare”

Bertolt Brecht

Solidarietà pervenute
Ass. Tam Tam, Ass. Spazio Aperto Multietnico, Volontari Emergency-Zona7, Coop. Azione Solidale, Baggio Bene Comune, Ass. Libreria Linea di Confine, Ass. Il Balzo, Ass. Duetti e 1/2, Tuttinsieme Coop.sociale, Donne a Confronto, Marchiondi Il Documentario, Milano Senza Frontiere, Rete delle Scuole Senza Permesso, Coordinamento Nord Sud del Mondo, Comitato Milanese Acquapubblica, Ass. Parco Piazza d’Armi – Le Giardiniere, Distretto di Economia Solidale Rurale Parco Sud Milano, Ass. Gruppo di Acquisto Salidale di Baggio, Gruppo Acquisto Solidale di Quarto Cagnino, Ass. Dynamoscopio, A.N.P.I. Zona 7, Medicina Democratica – Milano, Lorenzo Zacchetti – Consigliere di Zona 7.

COMUNICATO N.4 – La Sagra è per tutti, PERCHÉ?

solidarietaLa Giunta del Municipio 7 si è assunta la responsabilità di giudicare e condannare due associazioni di Baggio, Dimensioni Diverse e Share Radio, per “commissione di reato”, pur senza produrre l’ombra di prove concrete.

La Giunta fa riferimento all’occupazione degli spazi di via Cancano e di via Don Gervasini ad opera del collettivo Soy Mendel, il quale in un comunicato pubblicato sulla sua pagina facebook si è addossato l’intera responsabilità dell’occupazione.

Le due associazioni, Dimensioni Diverse e Share Radio, hanno solo pubblicamente espresso solidarietàcon chi ha operato per aprire spazi di aggregazione sociale che erano vuoti da moltissimi anni” e questo per la Giunta del Municipio 7 e il suo Presidente Marco Bestetti,  costituisce un “Reato”.

Di fatto non c’è mai stata nessuna denuncia, verso le due Associazioni, alla magistratura. Va anche precisato, che subito dopo lo sgombero dello spazio pubblico di via Gervasini, il Comune di Milano ha finalmente emesso un bando e assegnato lo spazio all’Associazione “Il Gabbiano”.

L’esclusione dalla Sagra di Baggio delle Associazioni Dimensioni Diverse e Share radio da parte della Giunta del Municipio 7, è stata inoltre valutata “priva di idonea motivazione” dal Direttore di Settore dott. Mario Almasio, ma questo non è bastato.

Perché a distanza di oltre un anno, la Giunta del Municipio 7 si è arrogata il diritto di giudicare e condannare, oltretutto retroattivamente, le due Associazioni escludendole dalla Sagra?

Alle domande poste dai cittadini durante la riunione del Consiglio del Municipio 7 avvenuta il 5/10/2016, il Presidente della Giunta Marco Bestetti ha risposto che “non è stata una decisione amministrativa, bensì una decisione politica”.

Quindi le due Associazioni sono in realtà accusate di “Reato di Opinione”, reato non ammesso dall’art. 21 della Carta Costituzionale e dall’art.19 della “Dichiarazione Universale dei diritti dell’uomo”.

Non vogliamo aprire un dibattito sul tema delle occupazioni, su cui ognuno può avere un’opinione diversa ma ci chiediamo come possa un giudizio di natura politica giustificare un atto amministrativo di esclusione; e se questo non costituisca un precedente pericoloso per la libertà di espressione e di azione delle associazioni presenti sul territorio.

E comunque sia, Dimensioni Diverse e Share Radio, intendono continuare a essere partecipi e solidali per una umanità del diritto alla cittadinanza che include tutte e tutti e non esclude nessuno.

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Art. 21 – Costituzione italiana:  “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.

Art. 19 – Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo:Ogni individuo ha il diritto alla libertà di opinione e di espressione, incluso il diritto di non essere molestato per la propria opinione e quello di cercare, ricevere e diffondere informazioni e idee attraverso ogni mezzo”.

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“Prima di tutto vennero a prendere gli zingari,
e fui contento, perché rubacchiavano.

Poi vennero a prendere gli ebrei,
e stetti zitto, perché mi stavano antipatici.

Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.

Poi vennero a prendere i comunisti,
e io non dissi niente, perché non ero comunista.

Un giorno vennero a prendere me,
e non c’era rimasto nessuno a protestare”

Bertolt Brecht

 

Solidarietà pervenute

Ass. Tam Tam, Ass. Spazio Aperto Multietnico, Volontari Emergency-Zona7, Coop. Azione Solidale, Baggio Bene Comune, Ass. Libreria Linea di Confine, Ass. Il Balzo, Ass. Duetti e 1/2, Tuttinsieme Coop.sociale, Donne a Confronto, Marchiondi Il Documentario, Milano Senza Frontiere, Rete delle Scuole Senza Permesso, Coordinamento Nord Sud del Mondo, Comitato Milanese Acquapubblica, Ass. Parco Piazza d’Armi – Le Giardiniere, Distretto di Economia Solidale Rurale Parco Sud Milano, Ass. Gruppo di Acquisto Salidale di Baggio, Gruppo Acquisto Solidale di Quarto Cagnino, Ass. Dynamoscopio, Lorenzo Zacchetti – Consigliere di Zona 7.

 

La “politica in comune” ci può appartenere

Politica-ComuneA Sesto Fiorentino sabato 8 e domenica 9 si sono incontrate liste civiche e il mondo variegato  della politica diffusa: associazioni, campagne, movimenti, organizzazioni dei lavoratori, per costruire la “politica in comune”.

Per dire che si può stare insieme – non a partire dai rigidi schieramenti – ma dalla condivisione di un impegno per il cambiamento, fondato sui contenuti e sulle pratiche.

Questo è quello che fa ogni giorno la sinistra sociale, lavorando sui posti di lavoro, con i migranti, per i diritti, per l’ambiente e la pace, cercando di trasformare le aspirazioni in azioni concrete di cambiamento reale, anche a livello locale.

Per questo nell’incontro è stato deciso di lanciare tre campagne – o meglio azioni – di carattere nazionale: una sulla questione del debito e dei bilanci, della spesa pubblica – falcidiata in questi anni dai tagli ai trasferimenti agli enti locali; una seconda sul tema del territorio e del risanamento ambientale; una terza sulla questione del welfare locale e del riconoscimento dei diritti e dell’accoglienza dei migranti.

A partire da queste macro azioni concrete, dentro le quali si possono riconoscere le molte e articolate iniziative rivendicative e di lotta nelle periferie dei territori, si vuole esplorare la possibilità di dare un contributo alla costruzione di un percorso unitario che riconnetta i frammenti e i limiti della dispersione identitaria che colpisce una parte del nostro mondo.

Non si tratta di negare la legittima ricerca di un autonomo percorso di ciascun soggetto in grado di crescere e svilupparsi, ma di renderci tutti consapevoli della necessità di dialogare e ricercare lo spazio comune di un’azione politica capace di essere utile ed avere efficacia quando serve:
ridare dignità alle persone, per rapporti partecipati di solidarietà e uguaglianza.

Il populismo dei personaggi della politica stanno accelerando la distruzione della coesione sociale e democratica, spingendo verso un deleterio autoreferenzialismo, anche le molte realtà sociali che operano dal basso per il bene comune.

Sempre più si assiste al dilagare del menefreghismo, dell’indifferenza, del razzismo.

La situazione sociale del nostro Paese è insostenibile.
Oggi 11 milioni di italiani non riescono più a curarsi per mancanza di soldi (CENSIS), abbiamo quasi 5 milioni di persone che vivono in povertà assoluta (ISTAT), un giovane su tre è senza lavoro (ISTAT): c’è una sofferenza sociale che viene affrontata solo con il marketing politico e la filantropia sociale.

Occorre una responsabilità consapevole, piani di lavoro condivisi capaci di coordinare pratiche concrete di salvaguardia e di umanizzazione della vita sociale, forte della solidarietà di inclusione e di uguaglianza dei diritti per tutte e per tutti.

Vogliamo dare avvio alla ricerca e alla costruzione di un percorso capace di far dialogare ed incontrare le diverse esperienze sociali, locali. Una contaminazione che preluda la costruzione di un nuovo “vocabolario” non autoreferenziale capace di pratiche concrete per un cambiamento possibile.

Con il dolore del mondo

Leuropa-che-vogliamoQuesta mattina ha preso avvio la “Marcia Perugia – Assisi” sotto lo slogan “Non tutti sono indifferenti“, per «contrastare il linguaggio del razzismo e della violenza».

Ogni giorno 42mila persone si mettono in cammino per fuggire dalle guerre e dalla miseria.

Il loro dolore, la loro angoscia, sono, in qualche modo, anche i nostri perché sentiamo le loro grida di aiuto, vogliamo fare qualcosa, reagire, rispondere.

Il problema è che ci sentiamo in pace mentre siamo in guerra. Una guerra vera. Una guerra mascherata da pace.

Ogni tanto una foto, un’immagine, un attentato, una tragedia, un fatto ci colpisce e abbiamo un soprassalto di consapevolezza, di coinvolgimento. Ma dura poco.

Ciascuno è interessato ai fatti che lo coinvolgono direttamente.

Nel frattempo, i fatti si muovono, si moltiplicano, si complicano modificando rapidamente la realtà, sconvolgendo le nostre convinzioni, costringendoci a fare i conti con problemi sempre più difficili e complessi.

Il senso della marcia: rimetterci in cammino.

Vincere l’indifferenza, la rassegnazione, la sfiducia, recuperare la capacità di pensare, di agire e di farlo assieme.

Riconnetterci con il dolore del mondo perché il dolore ci rende tutti più umani.

La sofferenza delle persone sta crescendo in tante parti del mondo come nelle nostre città, nelle nostre famiglie.

C’è il dolore terribile, angosciante di tutte le persone che stanno agonizzando per la fame, la sete e la mancanza di cure (di questi giorni la Nigeria, lo Yemen,..), di quelle che sono martoriate dalle bombe e dal terrore ad Aleppo o in qualche altro mattatoio dimenticato, di quelle che cercano di scappare e trovano muri, respingimenti, di quelle che perdono il lavoro, delle donne abusate, violentate,…

E c’è il dolore che ci portiamo dentro, il dolore profondo della vita che viene da un malessere diffuso e accompagna il senso di inquietudine e smarrimento.

E poi c’è il dolore della natura che a forza di alte temperature, di bombe d’acqua, di scioglimento dei ghiacciai, di innalzamento del livello dei mari e di desertificazione manifesta le conseguenze dei disastri che abbiamo causato.

Guerre, nazionalismi, muri, xenofobia, corsa al riarmo, trafficanti di armi e di spese militari …

E, all’ombra di una democrazia e libertà sempre più virtuali, scorrazzano gli imprenditori della paura e i fomentatori d’odio.

Non c’è uno spazio pubblico internazionale dove non si respiri un’aria di tensione e di scontro: tutti contro tutti. Veniamo da un lungo tempo dominato dalla cecità e dalla sordità politica ed economica.

«Restiamo umani» ci implorava Vittorio Arrigoni dalla Striscia di Gaza.

Le nostre città non sono isole ma spazi attraversati, spesso investiti, dalle correnti di tutto il mondo. Dobbiamo pensare alle nostre città-mondo come un laboratorio del mondo nuovo che vogliamo costruire.

È arrivato il tempo di ripescare la nostra umanità nel mare in cui l’abbiamo lasciata sprofondare,

ri-unire le energie positive, le persone che hanno deciso di non rassegnarsi, di assumere le proprie responsabilità, di cercare di capire cosa non va nel nostro modo di vivere e di «fare società», di cambiare qualcosa nella propria vita e di unirsi ad altri per capire come costruire nuovi rapporti economici, sociali.

(da un artcolo di Flavio Lotti – su il Manifesto)

COMUNICATO N. 2 – IL DADO E’ TRATTO

Forse-loro-non-lo-sannoSeduta del Consiglio del Municipio 7 – mercoledì 5 ottobre 2016.
Sono entrato nella sala come un cittadino che voleva ascoltare, capire, sono uscito come una persona disillusa dopo che con insistenza ha cercato di capire il Guernica di Picasso guardandolo da sotto e a un metro di distanza“.

Mercoledì voleva essere la giornata del confronto e delle spiegazioni.

Abbiamo incominciato alle 17,30 distribuendo un volantino informativo (Vol_5 Ott 2016) ai rappresentanti delle associazioni che erano stati convocati per la partecipazione alla Sagra.
Come era naturale prevedere, durante l’incontro alcune associazioni sono intervenute chiedendo di quali “reati” fossero accusate le Associazioni Dimensioni Diverse e Share Radio per essere state escluse dalla Sagra.
La risposta della vice presidente della Giunta del Municipio 7 Ernestina Ghilardi (in capo alla Lega Nord) è stata: “Questo è un fatto privato non possiamo discuterlo pubblicamente“.
Eppure la delibera di Giunta del 13 settembre è un atto pubblico.

Più tardi, alle 19, un folto gruppo di cittadini singoli e in rappresentanza di associazioni, si è presentato nella sala del Consiglio esponendo cartelli richiamanti la libertà di opinione. (Vedi foto)

L’intervento del Presidente dell’Ass. Dimensioni Diverse (Intervento WALTER al CdZ) ha messo in evidenza:

  • la negligenza della Giunta del Municipio 7 che, a fronte di una delibera che esclude l’Associazione Dimensioni Diverse, non si è sentita in dovere di convocarla per un chiarimento prima di accusarla di “Commissione di un reato“, come ha scritto il Presidente della Giunta Marco Bestetti (in capo a Forza Italia) nella mail di risposta alla richiesta di spiegazione;
  • l’assoluta inconsistenza di accusa di reato nei confronti di una associazione che già dai primi anni 70 ha sempre operato su diversi fronti in difesa dei diritti.

Dapprima gli interventi di alcuni consiglieri di minoranza hanno sottolineato la necessità di un chiarimento anche dal punto di vista amministrativo, poiché il Direttore di Settore Dott. Mario Almasio, nell’atto deliberativo ha sottolineato: “tale esclusione risulta carente di idonea motivazione“.

E’ seguito un forte battibecco tra il Presidente e un consigliere di minoranza, “sedato” dalla Presidente del Consiglio Norma Iannacone (in capo a Fratelli d’Italia) con la minaccia di sospendere la seduta, fra la grande ilarità dei cittadini.

Prende la parola il Presidente del Municipio 7, Marco Bestetti, che già aveva assunto un atteggiamento irridente nei confronti della minoranza del Consiglio.
Prima di entrare nel merito del “corpo di reato” per il quale le due associazioni, tra le più riconosciute nella zona, sono state escluse dalla Sagra, con la stessa supponenza si è messo a disquisire su un cartello in prima fila che affermava che “la Solidarietà non si processa“, attirandosi da subito le invettive dei cittadini presenti.

Di seguito il succo del suo intervento a motivazione dell’accusa di “reato“:
Questa giunta è un organo politico, le sue decisioni sono politiche” – è falso,la delibera è un atto amministrativo;  … Se una associazione partecipa all’occupazione è falso, nessuna delle due associazioni escluse ha partecipato all’occupazione; … Se una associazione promuove iniziative all’interno di uno spazio occupato” – è falso, nessuna delle due associazioni escluse ha promosso iniziative all’interno dello spazio occupato.
Invitato a produrre le prove di ciò che sostiene il presidente Marco Bestetti, tace.

La confusione è grande e i presenti non possono che manifestare la loro costernazione e il proprio disgustato dissenso di fronte a un atto di bullismo così evidente verso due tra le associazioni più conosciute del quartiere.

Prende forzatamente la parola un membro dell’Associazione Dimensioni Diverse sedendosi su una  poltrona del Consiglio: “Presidente, ciò che sostiene è gravissimo, mostri anche UNA sola prova di queste affermazioni!”.

Lo sconcerto è grande anche per l’avvocato Marco Bestetti che spostando da sé il microfono si rifiuta di rispondere.

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Una riflessione finale di natura politica.

L’incontro nel Consiglio del Municipio 7 è vissuto nello scontro tra il Presidente della Giunta Bestetti e la Presidente del Consiglio Jannacone da una parte e alcuni Consiglieri della opposizione dall’altra; il resto del Consiglio non ha aperto bocca, solo silenzio, quasi fossero dei “sudditi fedeli”.

Il Presidente Bestetti ha espresso una chiara volontà della Giunta ad erigersi garante del legalismo fuorviante: giudicando, condannando, reprimendo e discriminando tutte e tutti coloro che intendano osare o avanzare qualche criticità.

Questo è un atteggiamento di scarsa lungimiranza politica, addirittura ricattatoria perché: “noi abbiamo distribuito soldi a tutti, il doppio del precedente Consiglio di sinistra“, quasi a voler tacitare ogni possibile dissenso.

Non vogliamo usare parole forti per denunciare la situazione che si sta creando, da parte della Giunta e del suo presidente, con manifestazioni e atteggiamenti di “razzismo viscerale“, piuttosto mettere in guardia “loro” e “noi” che questa politica «non s’ha da fare, né oggi, né mai».

Cittadini presenti alla seduta del Consiglio del Municipio 7.

Una tragedia consumata

Una-TragediaDallo scorso 21 marzo 2016, con la legge n. 45, la data del 3 ottobre è stata istituita come ‘«Giornata della Memoria e dell’Accoglienza», diventando così il giorno ufficiale in cui ricordare e riflettere sulla tragedia che si consuma quotidianamente nei nostri mari.

Riteniamo sempre utile e significativo definire una “Giornata della Memoria“, ma non la si può ritenere appagante o risolutiva di un fatto molto grave – naufragio del 3 ottobre 2016 – al quale non si è dato seguito a soluzioni con la dovuta urgenza e necessità.

Il naufragio del 3 ottobre 2013, al largo delle coste di Lampedusa, morirono 368 migranti: solo 30 i corpi identificati, tutti eritrei.

Quella tragedia suscitò scandalo. “Mai più” promisero allora le istituzioni europee.

Eppure dal 1 gennaio 2014 al 1 ottobre 2016 i morti nel “cimitero” Mediterraneo sono stati complessivamente 10.688, in un crescendo pauroso e vergognoso:

  • 2014 419  morti
  • 2015 771  morti
  • 2016 ottobre  498  morti – almeno 600 i bambini (Save the Children)

Un ciclo di vite umane spezzate dalla ipocrisia e dalla indifferenza che sbarrano percorsi umanitari, che alzano muri, dopo aver bombardato, rapinato, creato miseria nelle loro Patrie di origine.

Vite umane, uomini, donne e bambini, che ogni giorno affrontando gravi pericoli e sofferenze cercano una Terra dove una «Giornata della Memoria e dell’Accoglienza», possibile, possa ricevere e riconoscere loro il diritto alla vita.

DOMANDA:

Quale relazione umanitaria intercorre tra le 368 vittime del naufragio del 3 ottobre 2016 alle quali è stata dedicata una “Giornata della Memoria e dell’Accoglienza” e le 10.688 vittime di decine di altri naufragi che si sono verificati?

NON SONO NUMERI, SONO VITE UMANE

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MIO ADORATO AMORE

Mio adorato amore, per favore non morire, io ce l’ho quasi fatta. Dopo mesi e giorni di viaggio sono arrivato in Libia. Domani mi imbarco per l’Italia.

Che Allah mi protegga. Quello che ho fatto, l’ho fatto per sopravvivere. Se mi salverò, ti prometto che farò tutto quello che mi è possibile per trovare un lavoro e farti venire in Europa da me. Se leggerai questa lettera, io sarò salvo e noi avremo un futuro.

Ti amo, tuo per sempre Samir“.

 

Samir, Egiziano 20 anni, arrivato cadavere a Pozzallo, aveva questa lettera in una busta di plastica sigillata, che è stata tradotta dalle autorità italiane.

Purtroppo, lui non ce l’ha fatta e non ha potuto spedire questa lettera.

Siamo tutti esseri umani, viviamo sotto lo stesso cielo, abbiamo per Madre la stessa Terra, possiamo pensare di essere diversi, ma non possiamo negare di essere parte della stessa umanità.

Per questo non possiamo rimanere indifferenti.

Addio SAMIR

Condividere un’opinione, quand’anche un forte dissenso, non possono e non devono essere oggetto di repressione.

Dar-voceQuest’anno l’Associazione Dimensioni Diverse-Onlus non potrà partecipare alla Sagra di Baggio.
Abbiamo chiesto chiarimenti circa l’esclusione ad un evento a cui abbiamo sempre partecipato e della cui attuale modulazione abbiamo contribuito alla creazione.

La Giunta del Municipio 7, ora insediata, così si è espressa:
questa Giunta non può assegnare spazi o concedere contributi a chi ha sostenuto e preso parte attiva alla commissione di un reato (vedi allegati sotto), quale è l’occupazione abusiva di immobili privati (Via Cancano) e pubblici (Via Don Gervasini). Le attività di un’Associazione non possono mai essere contrarie allo Statuto del Comune di Milano e alle leggi dello Stato”.

Come chiunque possa prendere visione degli allegati, qui condivisi, “Dimensioni Diverse” non compare mai come promotrice dell’occupazione degli spazi, quanto invece sostenitrice di momenti condivisi con la cittadinanza e le altre associazioni operanti sul territorio affinché l’iniziativa fosse democraticamente partecipata e potesse raccogliere idee e desideri degli stessi baggesi da mettere poi in pratica, tutti insieme.

Non è infatti un mistero che manchino luoghi di aggregazione e socializzazione nel nostro quartiere e che da anni chiediamo il recupero e la rimessa in funzione di strutture ed edifici sempre più in degrado.

Il nostro nome porta la nostra identità. Il dialogo e il confronto sono alla base della nostra tradizione, anche con punti di vista e modi di agire differenti o addirittura lontani dal nostro.
Possiamo anche non pensarla nello stesso modo, ma ascoltiamoci, parliamoci e cerchiamo di capire, insieme.
E nel momento in cui siamo di fronte ad una totale mancanza di dialogo e di mediazione, non possiamo esimerci dal fare domande e da esternare pubblicamente la nostra opinione

« Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.
 » (art.21 della Costituzione Italiana).

Ed esprimere un pensiero non è commettere un reato.

Come testimonia la nostra storia, crediamo fortemente nella partecipazione di ognuno, nel coinvolgimento del singolo nella dimensione che lo circonda.

Per noi è un diritto dell’uomo, che sia nato in Italia o meno. L’uomo.
Come già fatto, così promuoveremo momenti di reciproca conoscenza e di informazione, di condivisione a tutti i livelli.

Questo è agire politico.
E noi, politicamente, siamo per l’apertura e la conoscenza, non per la chiusura e la repressione.

L’essere umano è sociale ed è chiamato alla gestione critica e quindi politica del proprio territorio.

E vedere luoghi chiusi che rimandano ad esclusione e isolamento, tanto più nel momento storico attuale, non possono essere oltre una ferita nel nostro territorio.

Federica
Associazione Dimensioni Diverse

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Allegati:
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Risposta al Presidente del Municipio 7-3

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