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Appello: In difesa dell'economia sociale
05/04/2008

Siamo per un sistema sociale, economico e ambientale basato sulla libertà, la giustizia, la solidarietà e il rispetto dell'ambiente: siamo per l'elogio della diversità, per affermare cioè un'altra visione della società e della civiltà umana rispetto al pensiero unico e al liberismo globale.

Nella società umana e nell'economia vanno promossi il pluralismo delle forme di organizzazione, di rappresentanza, di associazione e di proprietà pubblica, privata, sociale e cooperativa. La solidarietà sociale si esprime anche attraverso lo sviluppo di esperienze di democrazia economica, capaci di rendere protagonisti i lavoratori nelle scelte che li riguardano e i soci-cooperatori nel governo democratico dell'impresa cooperativa. Perciò riteniamo necessario recuperare i valori fondativi della cooperazione, assunti nella Costituzione repubblicana, per evitare le degenerazioni che si sono prodotte negli ultimi tempi, ad esempio con i casi Unipol e Coopservice.

Nei mercati finanziari sono nate e cresciute forme societarie inedite e anonime, che superano le vecchie società per azioni e che, pur prevedendo il ricorso al pubblico risparmio, operano senza essere sottoposte alla vigilanza di autorità nazionali, europee e universali. L'opacità della governance delle società per azioni e dei gruppi multinazionali, quotati o non quotati in borsa, il conflitto d'interessi e la mancanza di regole lasciano intravedere una profonda patologia del capitalismo finanziario, mentre riprende l'inflazione e avanza il rischio di recessione e di crisi dell'economia reale.
Le cooperative rappresentano una parte importante del sistema produttivo nazionale, associano oltre 10 milioni di cittadini e danno lavoro a più di un milione di persone, assicurando un contributo rilevante allo sviluppo del paese e alla crescita dell'occupazione.

La scelta è di promuovere a tutto campo la forma di impresa cooperativa, che va affermata sul piano economico, perché è lì che va situato il suo specifico. La cooperativa non è nata come associazione di volontariato; il volontariato ha un ruolo fondamentale da svolgere nelle nostre società, ma guai a confondere le due forme di agire. Quali ragioni vi sono per sostenere, nelle condizioni storiche attuali, il cosiddetto vantaggio comparato della forma cooperativa rispetto a quella capitalistica? La cooperativa è un autentico Giano bifronte. Unisce in sé due dimensioni distinte sia pure non rivali: quella economica di soggetto che opera entro il mercato e la dimensione sociale, che genera effetti positivi a vantaggio di altri soggetti e virtualmente dell'intera collettività. E' questa sua duplice natura che rende la cooperativa una realtà difficile da spiegare e complessa da governare.

Per l'impresa cooperativa vale il principio di trasparenza, che presuppone l'assunzione di criteri, regole e procedure in sintonia con le norme della legislazione societaria e cooperativa, con le direttive nazionali e internazionali in materia di responsabilità etica e sociale.
La lotta contro il fenomeno delle cooperative false, del lavoro nero e irregolare, del non rispetto dei contratti di lavoro assume senz'altro un carattere di priorità e su questo tema il protocollo sul welfare del 23 luglio 2007 e l'accordo fra governo e centrali cooperative è già un inizio.
Ma assume importanza più generale il rilievo che oggi, in Europa, solo i governi di Francia e Germania si stanno occupando di economia sociale, mentre a Bruxelles la legislazione cooperativa italiana, che nei pilastri andrebbe estesa all'Unione europea, è sottoposta all'attacco della destra economica e politica.
La cooperazione può, viceversa, entrare in nuovi settori. In una società che presenta nuove priorità nella scala dei bisogni e dei beni materiali e immateriali si aprono vasti campi per una cooperazione che sia capace di efficienza imprenditoriale, di nuova mutualità e di originali forme di welfare.

Renzo Testi, pres. Commissione valori e regole cooperativa consumatori Nordest; Gianni Tasselli, segretario Prc per la federazione di Reggio Emilia e responsabile nazionale per la cooperazione; Franco Ferretti, vice sindaco di Reggio Emilia; Gianfranco Riccò, Sinistra europea; Mauro Bocchia, Parma, Cda Coop consumatori Nordest; Angelo Giampietri, Sinistra democratica; Andrea Rizzi, Consiglio distrettuale Collecchio Parma; Ermes Corradi, Parma, membro Commissione valori e regole cooperativa consumatori Nordest; Guido Saccardi, presidente cooperativa sociale Coopselios; Remo Azzolini, presidente cooperativa sociale Eumeo; Lorenzo Roffinella, Comitato regionale Legacoop Liguria; Annalisa Lusuardi, Reggio Emilia, segretaria circolo cooperativo Ya-Coop; Flavio Attolini, segretario Prc circolo di Correggio -Re; Fulvio Bucci, consigliere comunale di Correggio; Fabrizio Tavernelli, consigliere comunale di Correggio; Rina Zardetto, consigliera comunale di Correggio; Maurizio Salami; Stefania Silva; Maria Maddalena Jovene; Cristina Ragni; Sara Stevanin; Francesca Fontanesi; Rosetta Barberio; Roberta Zema; Laura Bini, scuola Coop - Ancc; Claudio Catoni, Inres- Ancc; Guido Galardi, Sinistra democratica - Camera deputati); Fulvia Bandoli, Camera deputati

Il Manifesto 4/4/08



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