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2017: che ci resta da fare?
01/01/2017

Se avete ancora voglia di auguri, provate questi.

2017: che ci resta da fare?

Una lotta qui, una crisi là
Una critica qui, una rivendicazione là
Un obiettivo qui, una mobilitazione là
Una mossa politica qui, una pratica là
……
E quindi …
Un po’ decrescita, un po’ mercato
Un po’ sovranità, un po’ cliente
Un po’ personale, un po’ politico
Un po’ solidale, un po’ privato
Un po’ ambientalista, femminista, antirazzista, pacifista, …

E così, «un po’ qui, un po’ là» … è sempre «un po’» che non cambia molto.
Anche la narrazione di sé che recita «un po’» (meglio di niente), lascia le cose come stanno … anzi.
Salvare quella stravagante approssimazione della soggettività politica che fatica a voler cambiare perché «tanto non cambia niente», … sconfina ai limiti della miseria.

Altro è possibile fare per un anno ricco di sovvertimenti.
Cambiare il paradigma dell’essere soggetto della politica: meno parole più memoria.
Un paradigma della differenza: una cultura includente.
Una prospettiva basata sull’attitudine alla multiculturalità e all’accoglienza: serve a fare la differenza.

Il lungo elenco delle ingiustizie e delle miserie sollecita conflitti troppo spesso rancorosi che agitano il malessere, genera odio e violenza malaugurante: “noi, loro” … dissociazione.

Pronti a partire per essere accolti.

2017 – riprendiamoci il diritto di amare

L’amore è il principio, la sua pratica è il dono.
Un linguaggio vivo che attraversa il corpo e lo rende attivo alle miserie del presente, capace di creare risposte lungimiranti senza rancore e odio che ghettizzano ogni prospettiva.
L’amore non porta inganno, comprende le diversità e con esse persegue il cambiamento oltre ogni limite del possibile.

Senza amore non c’è libertà
Senza libertà non c’è giustizia
Senza giustizia non c’è diritto

Chi ama non ha nulla da perdere, non conosce limiti, non teme conflitti, li ricerca come sviluppo proprio nella pratica per il bene comune.  

Il paradosso della crisi e delle sue terribili conseguenze è la spietata arroganza  del potere in sé e per sé che si contrappone alla giustizia: sostanza dell’amore.

Amore e bellezza sono patrimonio dell’universo mondo, una dimensione globale che anima e lega ogni lotta necessaria a voler significare politiche di cambiamento.

Diversi per essere liberi - Uniti per essere forti




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