Cerca nel sito
Articolo nella Sezione:
 
La tratta e il traffico di migranti
27/11/2006

Le ondate di barconi che trasportano «carne umana» sulle nostre coste impongono di chiarire i limiti delle normative in vigore per contrastare e prevenire il traffico e la tratta di migranti.

La Convenzione contro il crimine transnazionale organizzato dell' Onu, definisce tratta: «Il reclutamento, trasporto, trasferimento l'ospitare o accogliere persone tramite l'impiego o la minaccia della forza o di coercizione, di rapimento di frode, inganno, abuso di potere o di una posizione di vulnerabilità o tramite il dare o il ricevere somme di denaro o vantaggi per ottenere il consenso di una persona che ha autorità su un'altra a scopo di sfruttamento».
Si definisce traffico di persone/migranti il: «Procurare al fine di ricavare direttamente o indirettamente un vantaggio finanziario o materiale, l'ingresso illegale di una persona in uno stato di cui la persona non è cittadina o residente permanente».
Si evidenzia come le differenze socio economiche, la povertà e il sottosviluppo siano le cause delle migrazioni internazionali.

L'Italia ha ratificato i due protocolli solo nell'agosto di questo anno, dopo ben sei anni di attesa. Questo ha portato a una più chiara identificazione dei reati di tratta e traffico, introducendo le aggravanti per danno ai minori, la confisca dei beni criminali, e due articoli di tutela che istituiscono il Fondo per le misure anti-tratta, e il Programma di assistenza, ai quali sono assegnate somme specifiche nonché i beni confiscati. Ed è proprio su questi punti che si evidenziano gravi carenze.
Spesso, infatti, le questure negano alla vittima l'accesso ai programmi, in mancanza di una denuncia contro gli sfruttatori, mentre i tempi di rilascio dei permessi di soggiorno, che prendono dagli otto ai dodici mesi, hanno conseguenze negative sull'effettività della protezione sociale e rispetto dei diritti umani delle vittime.

La mancanza di dati statistici raccolti in modo uniforme e continuativo, comporta inoltre l'impossibilità di offrire un'attendibile valutazione sulle politiche realizzate in questi anni.
Per questo abbiamo deciso di proporre l'istituzione di un organo referente su scala nazionale per la raccolta dei dati.
Vogliamo sottolineare che:

  1. a oggi non risulta l'entità finanziaria del Fondo per le misure anti-tratta;
  2. nulla si sa dell'utilizzo dei beni confiscati ;
  3. solo lo scorso agosto è stato pubblicato il primo avviso per finanziare il Programma di assistenza per le vittime.

Sarebbe necessario: intervenire sulla dotazione finanziaria del fondo anti tratta e sul coordinamento della raccolta dati, promulgare una legge sull'asilo, e aumentare i fondi per le attività di Aiuto pubblico allo sviluppo.

R. K Salinari, presidente e M. Lanciotti, responsabile giuridico Terre des Hommes
Il manifesto 25/11/06



powered by dBlog CMS ® Open Source  | Crediti