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<title>dBlog</title><link>http://www.dimensionidiverse.it/dblog/</link>
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	<title><![CDATA[Un mese di mobilitazione per dire NO ai caccia F-35]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" vspace="3" hspace="5" src="/public/a_Un-mese-di-mobi.gif" alt="" />Il mese di Febbraio 2012 sar&agrave; caratterizzato dalle azioni della campagna che culmineranno con una manifestazione a Roma di &ldquo;consegna delle firme&rdquo; al Governo<br /><br /><b>Comunicato della campagna &ldquo;Taglia le ali alle armi&rdquo;<br /> </b><br />Dal 7 febbraio associazioni e gruppi locali si attiveranno a sostegno della campagna &quot;Taglia le ali alle armi&quot; promossa da Sbilanciamoci!, Tavola della Pace e Rete Italiana per il Disarmo con il sostegno di Unimondo, GrilloNews e Science for Peace per chiedere al nostro Governo di non procedere all'acquisto di 131 caccia bombardieri Joint Strike Fighter F-35.<br /><br />
<p>La data di inizio di questa nuova fase della campagna, che &egrave; attiva del 2009 e gi&agrave; ha raccolto oltre 45.000 adesioni, non &egrave; scelta a caso: &quot;In quello stesso giorno nel 2007 il sottosegretario Forcieri firmava l'accordo per la partecipazione alla seconda fase del programma - sottolinea Francesco Vignarca coordinatore di Rete Disarmo - in cui si mettevano le basi anche per il successivo acquisto. Ma senza prevedere, come recentemente &egrave; stato dimostrato, alcuna penale prima della firma di un nuovo contratto: qualcosa che non &egrave; mai avvenuto e che ci permetterebbe ancora un dietro-front&quot;<br /> 	<br /> 	Proprio quanto chiedono le realt&agrave; promotrici della campagna, che sottolineano gli enormi costi che avrebbe per il nostro paese una tale decisione (almeno 15 miliardi per l'acquisto e circa il triplo considerando anche il successivo mantenimento) in una fase di crisi economica che impone grossi sacrifici a tutti gli italiani.<br /> 	<br /> 	&ldquo;In un momento di grave crisi per tutto il Paese troviamo fuori luogo che il Ministro-Ammiraglio Di Paola nei suoi monologhi televisivi continui imperterrito a difendere l&rsquo;F-35, promettendo al massimo qualche sforbiciata &ndash; precisa a riguardo Massimo Paolicelli della Rete Italiana per il Disarmo - Parlare di un programma di elevato valore operativo, tecnologico e industriale vuol dire non tenere in considerazione i rilievi negativi dello stesso Pentagono ed i ripensamenti di molti paesi partner nel progetto&rdquo;. Sono infatti diverse che denunciano il continuo lievitare dei costi a causa dei tempi di sviluppo e produzione che si allungano per mettere mano ai forti deficit qualitativi dell&rsquo;aereo. Chi oggi dovesse firmare il contratto per l&rsquo;acquisto dell&rsquo;F-35 si assume la forte responsabilit&agrave; di gettare al vento ingenti somme di denaro pubblico. &ldquo;Che motivo abbiamo per farlo? Per la velleit&agrave; di alcuni Generali di spacciare l'Italia per media potenza militare industriale, violando palesemente il dettato della nostra Costituzione&rdquo;, conclude Paolicelli.<br /> 	<br /> 	La campagna &ldquo;Taglia le ali alle armi&rdquo; &egrave; disponibile in qualunque sede ad un confronto con il Ministro Di Paola e i funzionari del Ministero della Difesa sui dati e sulle prospettive del programma F-35<br /> 	<br /> 	Gli stessi soldi stanziati per i caccia potrebbero essere impiegati in mille altri modi pi&ugrave; utili sia economicamente che socialmente. &ldquo;Con i 15 miliardi da spendere per gli F-35 potremmo costruire 45mila asili nido pubblici, creando oltre 200mila posti di lavoro &ndash; sottolinea Giulio Marcon, portavoce di Sbilanciamoci! - oppure mettere in sicurezza le oltre 13mila scuole italiane che non rispettano le norme antisismiche e quelle antincendio&rdquo;; anche in questo caso il risultato sarebbe positivo anche sul fronte economico con nuove opportunit&agrave; per moltissime imprese e decine di migliaia di posti di lavoro creati.<br /> 	<br /> 	Le giornate di sostegno alla campagna (che si annunciano numerose e creative) culmineranno poi nella data del 25 febbraio, scelta come giornata delle &quot;100 piazze d'Italia contro i caccia F-35&quot;.<br /> 	<br /> 	&ldquo;Il primo obiettivo di questa nuova mobilitazione &egrave; spingere il Parlamento e ogni singolo parlamentare a discutere in modo aperto e trasparente sugli F-35. L'appello lanciato dalla Marcia Perugia-Assisi dello scorso 25 settembre non deve cadere nel vuoto &ndash; ricorda Flavio Lotti, coordinatore nazionale della Tavola della Pace - Il Parlamento deve impedire innanzitutto che si crei il fatto compiuto. L'Italia non pu&ograve; permettersi oggi di impegnare ulteriori 15 miliardi di euro, oltre ai quasi 3 gi&agrave; spesi, per l'acquisto e il mantenimento di questi bombardieri, senza che ci sia un chiaro e onesto dibattito pubblico sulle esigenze e le priorit&agrave; a cui dobbiamo rispondere&rdquo;.<br /> 	<br /> 	In maniera simbolica l'avvio della mobilitazione &egrave; stato dato nel fine settimana a Verona, dal palco che ha ospitato la festa per il 50&deg; anniversario del Movimento Nonviolento. &quot;La costruzione di un avvenire di nonviolenza parte anche da scelte concrete di disarmo e riduzione delle spese militari - sottolinea Mao Valpiana presidente dell'associazione fondata da Aldo Capitini - ed &egrave; quindi naturale che chi lavora quotidianamente in questa prospettiva di costruzione della pace sia tra i primi a muoversi contro questo mastodontico progetto d'armamento costosissimo, contrario allo spirito della nostra Costituzione e forse anche inutile militarmente&quot;.<br /> 	<br /> 	L'invito che la campagna lancia a tutti i gruppi locali impegnati su questi temi &egrave; quindi quello di organizzare momenti di informazione e raccolta firme, cercando anche di coinvolgere gli Enti Locali nell'approvazione di una mozione di sostegno alla mobilitazione.<br /> </p>
<p>****</p>
<p>Tutte le informazioni sulla campagna si possono trovare sui siti delle organizzazioni promotrici:  www.perlapace.it (Tavola della Pace) &ndash; www.sbilanciamoci.org (Campagna Sbilanciamoci!) - www.disarmo.org (Rete Italiana per il Disarmo)<br /> </p>
<p>La petizione online (con i dettagli per la raccolta di firme cartacee) &egrave; invece raggiungibile all'indirizzo www.disarmo.org/nof35<br /> 	<br /> 	**Per contatti stampa<br /> 	Rete Italiana per il Disarmo: segreteria@disarmo.org &ndash; 328/3399267<br /> 	Tavola della Pace - Ufficio Stampa: Floriana Lenti 338/4770151 <br /> 	stampa@perlapace.it 075/5734830 - Fax 075/5739337 <br /> 	Sbilanciamoci! - Ufficio Stampa: 06/8841880 info@sbilanciamoci.org </p>
<p>&nbsp;</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.dimensionidiverse.it/dblog/articolo.asp?articolo=3110]]></link>
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	<dc:date>2012-01-24T23:28:34+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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	<title><![CDATA[Energia elettrica e carburanti: liberalizzare cosa e per cosa?]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" vspace="3" hspace="5" src="/public/a_Energia-elettrica-carburanti.gif" alt="" />La separazione fra Snam ed Eni &egrave; certamente la decisione potenzialmente con maggiori conseguenze sulle bollette degli italiani. Ma non avr&agrave; effetti immediati perch&eacute; nel decreto c&rsquo;&egrave; solo l&rsquo;impegno ad emanare entro sei mesi uno specifico decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri e perch&eacute; attuare un divorzio cos&igrave; complesso richieder&agrave; un paio d&rsquo;anni. <br /><br />Ma Snam separata da Eni cosa comporter&agrave;? Dunque va spiegato che oggi chi importa gas (Eni) e chi possiede i tubi per farlo arrivare in Italia (Snam) sono la stessa cosa, nel senso che Eni &egrave; proprietaria di Snam. Con la rivoluzione annunciata non sar&agrave; pi&ugrave; cos&igrave;: questo cosa cambier&agrave;? In teoria significher&agrave; concorrenza fra Eni e altre societ&agrave; per importare il gas e maggior concorrenza uguale prezzi pi&ugrave; bassi (sempre in teoria).<br /><br />Ma partiamo dal problema altrimenti ci si capisce poco: oggi il gas che in Austria arriva al confine italiano di Tarvisio, non appena lo passa aumenta d&rsquo;incanto di circa 8 euro al MWh, perch&eacute;? Perch&eacute; questo sarebbe il costo che serve a Snam per trasportarlo in Italia, cos&igrave; dice Snam. <br />
<p>Ma come importiamo il gas? Lo importiamo da Russia, Norvegia, Olanda, Algeria e Libia con la clausola &ldquo;take or pay&rdquo; che non significa &ldquo;prendi o paghi&rdquo; ma &ldquo;paghi comunque&rdquo;, anche se non lo consumi il gas, per cui se non lo prendi &egrave; peggio per te.<br /> </p>
<p>A quale prezzo sono siglati questi contratti? Ad un prezzo ancorato ad un paniere di prodotti composto per il 60% da greggi e per il rimanente 40% da prodotti petroliferi. Capite che con questa clausola se i consumo cala come negli ultimi tempi la bolletta sale comunque, specie col petrolio sempre ad alti livelli.<br /> 	<br /> 	Viene naturale chiedersi perch&eacute; continuiamo a fare questi contratti&hellip;.<br /> </p>
<p>Beh in passato hanno funzionato e sono stati una garanzia degli approvvigionamenti nazionali, la stessa indicizzazione del prezzo del gas a quello del greggio per molti anni &egrave; stata conveniente e ha garantito prevedibilit&agrave; di prezzi e conseguentemente permesso di pianificare investimenti. E poi Eni sinora ha &hellip; scaricato il prezzo su tutti noi e la politica dei &ldquo;campioni nazionali&rdquo; &egrave; stata sostenuta in passato anche da parti politiche contrapposte.<br /> 	<br /> 	Ma anche i prezzi spot in Italia sono superiori ai prezzi spot in Europa, sul perch&eacute; ciascuno ha la sua spiegazione ma &egrave; indubitabile che esista una mancanza di collegamento fra Italia ed Europa anche su questi prezzi. Perch&eacute; lo scorso anno non &egrave; stato acquistato gas da paesi europei sui mercati spot, visto che costava meno che in Italia? Beh perch&eacute; anche se i tubi non erano utilizzati al 100% erano prenotati al 100% e non esiste un meccanismo che rilasci al mercato la capacit&agrave; prenotata ma non utilizzata e visto che Eni acquista con contratti &ldquo;take or pay&rdquo; &egrave; ovvio che prenoti il massimo della capacit&agrave; di trasporto ed essendo Snam di sua propriet&agrave; non ha problemi a farlo.<br /> 	<br /> 	In sintesi separare Snam da Eni dovrebbe forzare quest&rsquo;ultima ad abbandonare i contratti di lungo termine e garantire un uso pi&ugrave; efficiente dei &ldquo;tubi&rdquo; che portano gas in Italia. Senza comunque dimenticare &ndash; per evitare di raccontar favole &ndash; che se a livello internazionale in futuro il gas dovesse tornare a salire (cosa non da escludere) non potremmo che &hellip; allinearci.<br /> 	<br /> 	Ma la vicenda Snam fa sorgere l&rsquo;ennesima riflessione sulla politica energetica del nostro paese poich&eacute; la cessione di Snam era gi&agrave; prevista da un legge del 2003 (ben otto anni fa), mai messa in pratica. Come mai? perch&eacute; non c&rsquo;&egrave; mai stata una politica con l&rsquo;obiettivo di avere prezzi bassi, il ministero del tesoro negli ultimi dieci anni ha semplicemente perseguito l&rsquo;obiettivo di avere i massimi dividenti dai &ldquo;campioni nazionali&rdquo; e la parola liberalizzazione &egrave; sempre stata usata con questo unico obiettivo: far cassa. <br /> 	<br /> 	L&rsquo;Enel &egrave; stata l&rsquo;unica utility mondiale ad elargire dividenti tutti gli anni pur in mezzo a una crisi senza fine, Terna ha fatto lo stesso e da Eni Mincato era stato allontanato perch&eacute; non voleva una  politica di dividendi ma pensava ad una espansione come pura gas &amp; oil company nel mondo. Il  contorno &egrave; stato una politica di sussidi, aiuti e contentini per tutti proprio per la mancanza dell&rsquo;obiettivo di un sistema efficiente che servisse ai cittadini.<br /> 	<br /> 	Ora, sempre che l&rsquo;operazione vada in porto, l&rsquo;importante &egrave; che si cambi musica, che si evitino le parole vuote per decidere una politica decente che unisca l&rsquo;esigenza di contenere i costi per la gente, con l&rsquo;obiettivo di creare posti di lavoro, di ridurre l&rsquo;inquinamento (basta carbone), aumentare la salute e la sicurezza del sistema dell&rsquo;energia in Italia una volta per tutte. <br /> </p>
<p>In Europa si progetta una Roadmap per il 2050 e da noi si modificano le regole sulle fonti  rinnovabili ogni sei mesi, per lamentarsi ogni giorno dei costi delle bollette, dei costi delle    rinnovabili, dei costi dei carburanti, dell&rsquo;incapacit&agrave; della nostra industria di produrre pannelli e aerogeneratori, del mancato sviluppo del nucleare, delle reti insufficientemente sviluppate, eccetera.<br /> 	<br /> 	<b>Il prezzo dell&rsquo;elettricit&agrave;<br /> 	</b>Un accenno al discorso della riduzione delle bollette, motivo sbandierato per questo decreto.<br /> 	La stampa recentemente aveva sottolineato il rincaro delle tariffe elettriche scattato il primo gennaio 2012, giustificandolo come effetto dell&rsquo;aumento della generazione fotovoltaica (inutile parlare genericamente di fonti rinnovabili visto che il vero aumento &egrave; relativo a questa fonte, l&rsquo;eolico &egrave; fermo). Dunque colpa del sole se la corrente costa di pi&ugrave;?<br /> 	<br /> 	Cosa ha scritto l&rsquo;Autorit&agrave; per l&rsquo;energia elettrica e il gas (che ha deciso gli aumenti) ? L&rsquo;AEEG ha parlato di rialzi del prezzo di generazione &ldquo;influenzati anche dal cambiamento della curva di domanda e offerta nel nuovo scenario dominato dallo sviluppo delle rinnovabili&rdquo;.  <br /> 	Ok dunque iniziamo col chiarire che stiamo parlando di mercato elettrico all&rsquo;ingrosso, il costo al  MWh &egrave; cresciuto pur in presenza di offerta maggiore della domanda perch&eacute; risulta cresciuto il costo   di generazione, in primis del gas: l&rsquo;indice ITECccgt che indica il costo di generazione per le centrali a ciclo combinato &egrave; aumentato del 30% nel 2011, ovvio che come conseguenza aumenti anche il costo dell&rsquo;elettricit&agrave; prodotta, anzi viene da chiedersi perch&eacute; sia aumentata cos&igrave; poco.<br /> 	<br /> 	Nel 2011 la PED, la componente energia della bolletta, per le utenze residenziali &egrave; aumentata dell&rsquo;8,3% nelle fasce F2 e F3 (sera, notte e finesettimana) mentre nella giornata feriale (dalle 8 alle 19, fascia F1) &egrave; addirittura scesa del 3,3%! Bene &egrave; scesa grazie al sole perch&eacute; di giorno 12,5 GW di fotovoltaico (ormai 13) producono e rimpiazzano una quota di gas nel fornire elettricit&agrave;.<br /> 	C&rsquo;&egrave; poi il costo del dispacciamento, che nonostante fiumi di parole sulla difficolt&agrave; a gestire in rete le fonti rinnovabili nel 2011 &egrave; calato, dunque Terna ce l&rsquo;ha fatta a gestire l&rsquo;abbondante generazione rinnovabile dimezzando pure l&rsquo;uso dei sistemi di pompaggio, forme sostanziali di batterie, molto utilizzate in passato per gestire le ore di picco della domanda. Ergo nell&rsquo;aumento del costo dell&rsquo;energia all&rsquo;ingrosso il sole centra poco, piuttosto va detto che il sole ha limitato l&rsquo;incremento. <br /> </p>
<p>Certamente il sole centra nella componente oneri della bolletta ma &egrave; inutile continuare a lamentarsene: abbiamo fatto un mutuo ventennale cos&igrave; come si fa per la casa con l&rsquo;obiettivo di trasformare un sistema fossile e dipendente dalle importazioni estere in un sistema pi&ugrave; pulito, sicuro, sano e indipendente da Russia, Libia, Algeria eccetera.<br /> 	<br /> 	Va comunque ricordata una cosa, anzi due: innanzitutto che l&rsquo;energia ha un costo e che al di sotto di certi valori &egrave; inutile pensare che vada, per questo investire nell&rsquo;efficienza &egrave; la via migliore per ridurre la bolletta, ma di efficienza il governo non parla. <br /> 	Secondariamente quando si parla di questi argomenti sulla stampa la gente comune pensa alla  propria di bolletta e allora va loro ricordato che &ldquo;In Italia, come confermato dall&rsquo;Autorit&agrave; per l&rsquo;energia elettrica e il gas, circa una famiglia su due paga prezzi per l&rsquo;energia elettrica pi&ugrave; bassi della media UE mentre per tutte le altre il divario negativo si va riducendo (&ndash;63% negli ultimi due anni). Nel secondo semestre 2010, rispetto a quello 2011, l&rsquo;Italia si &egrave; distinta per il calo del prezzo (&ndash;4%) e nell&rsquo;UE-27 &egrave; uno dei sette Paesi in cui le tariffe sono scese mentre in tutti gli altri sono salite.&rdquo; (vedi &ldquo;Energia, un nuovo inizio&rdquo;, Mc editrice 2011)<br /> 	<br /> 	Per ridurre il prezzo dell&rsquo;energia elettrica oggi come oggi si pu&ograve; solo attendere che il collegamento della rete con la Sicilia sia migliorato in modo da ridurre la differenza di prezzo rispetto al resto del continente (cosa che secondo Cattaneo, a.d. di Terna, avverr&agrave; a fine 2013) oppure &ndash; con effetto immediato &ndash; basterebbe smettere di applicare l&rsquo;IVA sulla parte di oneri che tutti paghiamo in bolletta (una tassa su una tassa).<br /> 	<br /> 	<b>E i benzinai?<br /> 	</b>Una battuta anche riguardo alla fatidica liberalizzazione dei benzinai: un sacco di parole avulse dalla realt&agrave;. Oggi abbiamo 23.500 distributori in Italia, met&agrave; di propriet&agrave; delle compagnie petrolifere e met&agrave; nelle mani dei &ldquo;retisti&rdquo;, I primi sono costruiti dalle compagnie e affidati ai gestori con contratti di 6 anni pi&ugrave; 6. A fronte del comodato d&rsquo;uso il gestore accorda alla compagnia il privilegio di vendere solo i suoi carburanti (ovvio). <br /> 	I retisti gi&agrave; oggi possono decidere se rifornirsi da una Compagnia o direttamente da una raffineria. Il  decreto stabilisce che i gestori potranno vendere benzine di marchi diversi, riducendo al 50% la quantit&agrave;  da vendere della compagnia proprietaria. Vedremo dunque distributori con colonnine di marche diverse? Una colonnina Eni, una Esso, eccetera? Cosa cambia per me che ho gi&agrave; un Esso e un Eni e un Erg a  meno di 1 km di distanza uno dall&rsquo;altro?<br /> 	<br /> 	Il mercato non &egrave; strozzato lato distribuzione ma nella struttura logistica: dove ci sono pi&ugrave; depositi e raffinerie &egrave; pi&ugrave; facile avere prezzi bassi per le cosiddette pompe bianche (cos&igrave; &egrave; in Veneto ad  esempio) pompe bianche che oggi vedono nella Saras (Moratti), il loro principale fornitore perch&eacute; Saras ha raffinazione e deposi ma non ha una rete col proprio marco e cos&igrave; fa concorrenza alle compagnie integrate vendendo alle pompe bianche.<br /> 	<br /> 	Le proposte di liberalizzazione avranno un effetto ridicolo (se lo avranno) sui prezzi finali, se abbiamo i prezzi alla pompa pi&ugrave; alti d&rsquo;Europa &egrave; perch&eacute; per ogni litro di benzina paghiamo quasi un euro di tasse: la componente fiscale sul prezzo finale della benzina &egrave; pari al 59%, nel diesel al 53% (fonte UP). Con buona pace delle &ldquo;liberalizzazioni&rdquo;.<br /> 	<br /> 	P.S: Riguardo al fotovoltaico, il decreto contiene una norma che stabilisce che &ldquo;Dalla data di entrata in vigore del presente decreto, per gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole, non &egrave; consentito l&rsquo;accesso agli incentivi statali di cui al decreto legislativo 3 marzo 2011, n. 28.&rdquo; <br /> 	Fine Dunque degli impianti a terra? Beh, per i grandi impianti fotovoltaici l&rsquo;era era gi&agrave; segnata dal  quarto conto energia ed &egrave; gi&agrave; finita poich&eacute; il 20 gennaio il GSE ha comunicato che, coerentemente  con il conto in vigore, essendo finite le risorse non avr&agrave; luogo l&rsquo;apertura del Registro per i grandi impianti fotovoltaici relativamente al secondo semestre 2012.<br /> 	<br /> 	Roberto Meregalli<br /> 	23 gennaio 2012<br /> 	<br /> 	http://www.martinbuber.eu/energia/newsletter/Energia%20elettrica%20e%20carburanti.pdf</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.dimensionidiverse.it/dblog/articolo.asp?articolo=3111]]></link>
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	<dc:date>2012-01-24T23:08:43+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
</item>
<item>
	<title><![CDATA[Strong food - Una dieta forte]]></title>
	<description><![CDATA[<img align="left" vspace="3" hspace="5" src="/public/a_Strong.gif" alt="" />Quando diventiamo sensibili all'importanza della dieta, tendiamo a riconoscere gli eccessi e i problemi legati alla qualit&agrave; dei nostri alimenti. Uno diventa vegetariano o vegano ed evita qualsiasi alimento che contiene sostanze chimiche o OGM. In una societ&agrave; di eccessi e dove il punto di vista dominante &egrave; basato sulla biochimica, queste scelte sono altamente condivisibili ma secondo me dobbiamo andare oltre e dare un'enfasi diversa alle nostre scelte, dobbiamo utilizzare cibo forte e creare una dieta che fornisce grande forza vitale.<br /><br />Quando parlo con persone che hanno problemi di salute chiedo come mangiano - ovviamente. La risposta &egrave; spesso mango bio, sono vegetariano, sono vegano o mangio poca carne ecc. Queste risposte non mi danno l'informazione pi&ugrave; importante, cio&egrave; &quot;cosa mangiano&quot;. <br />Le risposte citate mi chiariscono quello che non mangiano ma non mi danno una minima idea su quello che realmente stanno mettendo in bocca. &Egrave; quello che mangiano che determina la qualit&agrave; della loro dieta e la loro salute. In questo periodo dell'anno abbiamo bisogno di assicurarci una dieta molto forte, abbiamo bisogno di Strong Food, vediamo di cosa si tratta.<br /><br />Il mese di gennaio &egrave; il momento pi&ugrave; yin dell'anno, il momento pi&ugrave; freddo, spesso pi&ugrave; umido e abbiamo alle spalle altri mesi di freddo e umido che ci hanno gi&agrave; un po' affaticati. In questi mese abbiamo bisogno di cibo che ci riscaldi e che porti energia nel profondo del corpo, energia che rafforzi i reni (gli organi pi&ugrave; a rischio nel freddo) che asciughi eccessi di liquidi (muco e debolezze nel sistema respiratorio sono spesso causati da una condizione fredda e umida nel corpo) e che crei sangue forte (i globuli rossi sono le cellule pi&ugrave; piccole - yang - del corpo e la loro creazione richiede grande energia). Il sistema immunitario pu&ograve; essere inteso come le nostre riserve e la forza vitale accumulata e queste questo sistema va rafforzato continuamente e ancora di pi&ugrave; in questo periodo.<br /><br />Allora il fatto di non mangiare cibo animale o prodotti raffinati ecc. mi sta molto bene ma cosa mangiamo? Tante insalate bio? Tanti omega-3 e sotto forma di olio di semi di lino? Tanti anti-ossidanti e spremute? Che cosa intendiamo per Strong Food?<br /><br />Andiamo con ordine:<br />
<p>1. Non mangiare Weak food &egrave; importante per una dieta forte.  Weak food o cibo debole include soprattutto cibo di scarsa qualit&agrave; come lo zucchero o cereali raffinati ecc. Ma include anche alimenti di buona qualit&agrave; che non sono in armonia con una dieta vegetariana (o maggiormente vegetariana) durante la stagione fredda; frutta cruda o qualsiasi alimento crudo - olio di qualsiasi tipo, semi e frutta secca e verdure, qualsiasi alimento di origine tropicale - spezie, caff&egrave;  e cacao (anche cioccolata fondente), curcuma e frutta tropicale, alcool (vino o altri alcoolici sono pi&ugrave; indicati per chi consuma tanto cibo animale perch&egrave; possono aiutare a metabolizzare i grassi.<br /> </p>
<p>2. Gli alimenti pi&ugrave; forti nella dieta umana, quelli proprio Strong, sono i cereali integrali in chicco. I cereali in chicco hanno l'essenza della forza vitale - sono al contempo:<br /> 	 -  semi (l'inizio della vita della pianta e dove la scintilla di vita  risiede)<br /> 	 -  frutta (prodotto finale della pianta dove si concentra l'energia matura della pianta).<br /> 	50 o 60% della dieta dovrebbe essere composto da cereali  maggiormente in chicco. Questi  cereali dovrebbero essere anche cotti nel modo giusto, non al dente, cereali al dente hanno meno forza vitale e piacciano a chi ha una dieta pesante e ottiene la forza vitale da alimenti di origine animale.<br /> </p>
<p>3. Le verdure dovrebbero essere circa un terzo della dieta e, fermo restando il principio sacrosanto di variare molto con le verdure, l'utilizzo di radici e verdure che necessitano di cotture lunghe  (zucca, verza ecc..) aiuta in questa stagione, cos&igrave; come le verdure estive come insalate e pomodori non aiutano.<br /> </p>
<p>4.  Gli stili di cottura sono tra i fattori pi&ugrave; importanti per creare armonia con la stagione e le esigenze personali. Gli stili di cottura sono poco apprezzati da nutrizionisti, si parla quasi solo di cotto o di crudo ma non dei vari tipi di stili di cottura. Tanti vedono gli stili di cottura come un fattore che toglie qualcosa agli alimenti e che &egrave; meglio mangiare tantissimi alimenti crudi. La realt&agrave; (che  chiunque pu&ograve; verificare semplicemente osservando come si sente) &egrave; che gli stili di cottura conferiscono energia agli ingredienti in meglio o in peggio (micro-onde in particolare). Per rafforzare profondamente l'organismo ci vogliano cotture lunghe, cotture intense (forno o frittura) e doppie cotture (riso cotto utilizzato per fare riso saltato o crocette di miglio). Ci vuole comunque sempre variet&agrave; e cotture leggere ma in proporzione minore in questo periodo.<br /> </p>
<p>5. Strong condiments (condimenti forti) come miso e shoyu (fermentati con sale per 18 mesi) gomasio (sale e sesamo tostato), sale marino di buona qualit&agrave; (suggeriamo sale dal mediterraneo) insieme a olio di altissima qualit&agrave; e altri aromi e condimenti tradizionali. Miso e shoyu in particolare hanno delle qualit&agrave; uniche; sono 100% di origine vegetale, subiscono procedure naturali e tradizionali e complementano la dieta mediterranea alla perfezione.<br /> </p>
<p>6. &quot;Come&quot; si mangia &egrave; importante quasi come quello che si mangia.  Ordine nei pasti &egrave; uno dei fattori che contraddistingue l'essere umano. Ordine vuol dire mangiare in momenti prestabiliti, seduti e masticando. Ognuno di questi punti &egrave; importante e va curato ma per la maggiore parte di noi la masticazione &egrave; la parte pi&ugrave; difficile e va imparato (Al mare quest'estate avremo con noi Lino Stanchich...il grande maestro della masticazione)<br /> 	<br /> 	Ci sono altri punti ma penso che questi possono aiutare a capire quello che ci pu&ograve; aiutare a superare  il periodo freddo e ridurre l'incidenza e intensit&agrave; di disagi stagionali. Possiamo arrivare in gran forma in primavera pronti per la bella stagione quando possiamo alleggerire la dieta e lasciare al sole il lavoro di riscaldarci.<br /> 	<br /> 	Visto la presenza di tante parole in Inglese vi lascio con un saluto degli anni '70 in America:<br /> </p>
<p>&quot;Keep strong&quot;<br /> </p>
<p>Martin Halsey<br /> 	http://www.lasanagola.com/template.php?pag=18015</p>]]></description>
	<link><![CDATA[http://www.dimensionidiverse.it/dblog/articolo.asp?articolo=3122]]></link>
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	<dc:date>2012-01-23T16:01:18+01:00</dc:date>
	<dc:creator>Admin</dc:creator>
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