Le guerre non si devono fare!

Il rifiuto della guerra non nasce dall’indolenza o dalla paura ma solo dalla consapevolezza.

La guerra è un male assoluto e va ‘ripudiata’, come recita la nostra Costituzione all’Articolo 11.

La manifestazione di ieri a Milano in Piazza Duca d’Aosta “Contro la guerra e il terrorismo di stato”, oltre alle altre diffuse manifestazioni in Italia e nel mondo, richiamano l’attenzione di tutte e di tutti ad una maggiore determinazione.

Occorre riaffermare il diritto alla sovranità popolare per fermare il delirio di onnipotenza dei potentati che non si fanno scrupoli di alcun tipo per annettersi il controllo di territori per lo sfruttamento del petrolio e di altre ricchezze naturali, oltre che per superare le loro crisi economiche e finanziarie.

Il raid militare Usa in Iraq finalizzato all’uccisione del generale iraniano Qassem Soleimani si configura come un atto criminale al di fuori di ogni “procedura”, sia pure discutibile, delle relazioni internazionali, mira ad acutizzare la conflittualità nell’incandescente scacchiere Medio Orientale, uno scenario in cui centrale sarebbe il ruolo di Israele-potenza nucleare.

Il presidente Usa non ha ordinato l’attacco mortale al generale iraniano per fermare una guerra, ma piuttosto per provocarla.

La guerra, da sempre, è lo strumento privilegiato delle fabbriche di morte le cui esportazioni di armamenti riempiono gli arsenali militari che trovano nelle guerre la risposta alle necessità di aggiornamento. Così le spese militari saranno sempre più imponenti – 1822 miliardi di dollari, +2,6% vedi: https://www.money.it/spese-militari-classifica-Sipri-2019-Stati-spendono-di-piu

 – ed a nulla serve il lamento del Segretario Generale dell’Onu circa il mancato rispetto del divieto di vendere armi ai Paesi in guerra.

In questo contesto internazionale è oltremodo importante denunciare all’opinione pubblica, per lo più disinformata, circa il ruolo delle oltre 100 basi militari Usa-Nato presenti in Italia, presenza che vede nelle basi militari di Aviano (Pordenone) e di Ghedi (Brescia) la presenza di oltre 65 bombe nucleari Usa, oltre alla grande base di Sigonella in Sicilia che possono essere direttamente coinvolte nelle guerre.

Inoltre il territorio italiano, di fatto un crocevia di trasporti bellici, è sempre più soggetto alla perdita della sovranità popolare in particolare oggi con il sovranismo della Lega sempre più schierata e subalterna alle posizioni di Turmp.

Per non restare subalterni alla guerra occorre chiedere, con maggior determinazione, una presa di posizione chiara contro l’utilizzo del territorio italiano a fini di guerra:

  • Non dare la disponibilità delle Basi Usa in Italia.
  • Bloccare l’acquisto degli F35.
  • Ritirare i nostri soldati dall’Iraq e dall’Afghanistan.
  • Dare più potere all’Onu e non alla Nato.
Dobbiamo gridare il nostro no alla guerra!