Memoria: le cifre che misurano l’indifferenza e la responsabilità della politica

ingiustiziaA Davos i “grandi” della terra fanno passerella, calpestano i numeri che denunciano le grandi ingiustizie e diseguaglianze presentate nell’ultimo rapporto Oxfam (confederazione internazionale di organizzazioni no-profit).

A mettere insieme le cifre, i numeri delle ragioni economiche e politiche che regolano l’egemonia del mondo, la vita quotidiana in tutte le sue disuguaglianza, sembra che la Memoria (di cui oggi si celebra la ricorrenza) per una diversa umanità, sia definitivamente messa sotto i piedi e che nessuna speranza possa ancora altro.

TUTTAVIA UN RAPPORTO IMPOSSIBILE DA IGNORARE.

Il diritto alla dignità personale e collettiva richiama ognuno a ribellarsi, quantomeno a resistere all’ignominia che formule violente di stampo fascista e razzista trascinano nel baratro dell’ignavia e dell’indifferenza i corpi e le anime soggiogate al sistema.

Così non può funzionare. Sono cifre che muovono la Vita in tutte le sue stratificazioni, articolazioni.

  • L’82% dell’incremento di ricchezza globale registrato l’anno scorso è finito nelle casseforti dell’1% più ricca della popolazione, mentre la metà più povera del mondo (3,7 miliardi di persone) ha avuto lo 0%.
  • In Italia il 20% più ricco degli italiani detiene oltre il 66% della ricchezza nazionale netta, mentre il 50% più povero degli italiani possiede solo l’8,5%.
  • Nel periodo 2006-2016, il reddito nazionale disponibile lordo del 10% più povero degli italiani è diminuito del 23,1%.

E gli italiani sopportano un debito illegittimo che ha raggiunto il tetto di 2300 miliardi pari al 132,6% del Prodotto Interno Lordo, collocando il nostro Paese al quinto posto nel mondo dopo Giappone (239,2%), Grecia (181,3%), Libano (143,4%) e Capo Verde (133,8%).

Dal rapporto emerge inoltre che:

  • i 2/3 della ricchezza dei più facoltosi miliardari del mondo non è frutto del loro lavoro ma è ereditato o è frutto di rendita monopolistica. E questo è ancora più scandaloso se si considera che nel 2016 erano 40 milioni le persone schiavizzate nel mercato del lavoro, tra cui 4 milioni di bambini.
    Il trend è in peggioramento visto che 7 cittadini su 10 vivono in un paese in cui la disuguaglianza negli ultimi 30 anni è aumentata.

Se si osserva la distribuzione del reddito, il rapporto Oxfam riferisce che:

  • tra il 1980 e il 2016 circa il 27% dell’incremento del reddito globale sia stato appannaggio dell’1% più ricco in termini di reddito della popolazione mondiale.
    Il 50% più povero ha beneficiato di una porzione del 12%
  • In termini assoluti, negli ultimi 20 anni il reddito dei più poveri ha visto un aumento in media di 217 dollari contro i ben 4.887 dollari del 10% più ricco.

Molti altri dati stanno a denunciare l’ingiustizia che continua a produrre povertà, disumanità e grande precarietà in un continuo processo di colonizzazione.

SOPRATTUTTO SE CONSIDERIAMO

Le spese militari per mantenere attive le guerre di rapina e sfruttamento per il potere coloniale hanno superato la cifra di 1700 miliardi di dollari.

In Italia le spese militari non conoscono crisi, più 22% negli ultimi 11 anni.
Nel 2017 la spesa è stata di circa 23,5 miliardi di euro pari all’1,4% del PIL (65 milioni al giorno), mentre la Nato ha chiesto all’Italia di aumentare la spesa fino al 2% del PIL (una cifra che sarà pari a 100 milioni di euro al giorno).

SIAMO DI NUOVO IN PERICOLO.

Dal 2014 l’amministrazione Obama, ha attivato un programma di riarmo nucleare dal costo di oltre 1000 miliardi di dollari.

Dal 2021 la nuova arma nucleare “B61-12” sarà disponibile anche per i caccia degli alleati e il  Pentagono ha annunciato il piano per schierare i caccia F-35A di nuova generazione armati di B61-12.

Eppure al mondo ci sono tre milioni e mezzo di bambini rifugiati che non hanno avuto la possibilità da andare a scuola nel corso dell’ultimo anno scolastico.

INTERESSA TUTTO QUESTO A QUALCHE CANDIDATO ALLE NOSTRE ELEZIONI POLITICHE?

Nel frattempo i’ipocrisia di Davos è «Costruire l’avvenire comune in un mondo fratturato», tra tensioni geopolitiche, protezionismo, paure dei migranti, e, soprattutto, ineguaglianze crescenti tra ricchi e poveri.

COSÌ NON PUO’ FUNZIONARE !

La Memoria che identifica la nostra umanità deve sapersi ribellare, scuotere l’indifferenza e ricercare ambiti e tempi di una nuova resistenza.

… e dunque dobbiamo aprire una nuova prospettiva perché la Memoria diventi lo strumento straordinario di cui tutti ci armiamo per costruire un mondo di uguaglianza, di giustizia sociale, di fine dello sfruttamento e di riaffermazione dei valori centrali su cui va costruita questa società.  Contro i privilegi, trasformare il mondo in un progetto di appropriazione selvaggia attraverso la privatizzazione dei nostri corpi, delle anime, della natura, degli animali, … di tutto, perché serve agli interessi dei pochi.” (Moni Ovadia: messaggio nel Giorno della Memoria)

 

MEMORIA CALPESTATA!