Monthly Archives: Giugno 2020

#StopEuMercosur

Non svendiamo il pianeta e la nostra salute

Parte in tutta Europa e nei Paesi dell’America Latina la nuova campagna sostenuta da 265 organizzazioni e sindacati, 42 solo in Italia

Con il nuovo report di Stop TTIP Italia “Pianeta Svenduto” e una lettera firmata da 265 organizzazioni europee e latinoamericane parte oggi la Campagna #StopEuMercosur, per fermare uno dei trattati più tossici mai formulati, negoziato dall’UE con i Paesi del mercato comune sudamericano (Mercosur): Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay.

Il documento è firmato, in Italia, da Stop TTIP Italia, Fairwatch, CGIL, Terra!, Greenpeace, Legambiente, ARCI, ARCS, Slow Food, Attac Italia, ISDE, Navdanya International, Fridays For Future Italia, Parents For Future, Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua, LAV, A Sud, Movimento Consumatori, COSPE, Coordinamento Nazionale No Triv, Transform! Italia, USICONS, Associazione Botteghe del Mondo, AIMeF, Movimento Umanista Popolare, Coordinamento Nord-Sud del Mondo, CiLLSA, Civica, Fondazione Capta, Sobrevivencia, Fridays For Future Pisa, Fridays For Future Roma, Comitato Acqua Pubblica Salerno, Hemp Revolution, Comitato Stop TTIP Udine, Slow Food Cremonese, Verdi Europa Verde Milano, ProDES FVG-ASP, Associazione culturale Musica in corso, Associazione Natura, Cavalli e Carrozze, Acqua Bene Comune Valle Telesina, Salviamo il Paesaggio Casalasco, Meetup Andora in Movimento, Associazione Il Chicco di Senape.

Con questa lettera, indirizzata ai Governi, al Parlamento europeo e alla Commissione europea, la società civile sui due lati dell’Atlantico si mobilita contro un accordo commerciale che rischia di alimentare la distruzione dell’Amazzonia e le violazioni dei diritti umani, soprattutto per i popoli indigeni. Il tutto per aumentare gli scambi fra l’Unione europea e i paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) di prodotti particolarmente dannosi per il clima e l’ambiente: da un lato il trattato vuole facilitare l’industria automobilistica europea – e soprattutto tedesca – mentre dall’altro aiuterà allevatori e agricoltori brasiliani e argentini a spedire in Europa centinaia di migliaia di tonnellate di carne, soia, biocarburanti e altri prodotti agricoli, tra cui OGM e prodotti trattati con pesticidi spesso vietati. Tutte produzioni ricavate spesso dalla deforestazione dell’Amazzonia, che con l’abbattimento di regole e controlli potranno entrare nei nostri mercati a prezzi così bassi da colpire duramente il settore agricolo nazionale e continentale. Non solo: anche se ormai è incontestabile il collegamento fra allevamenti industriali e pandemie, questo accordo rafforza un settore che sta contribuendo ad una crisi ecologico-sanitaria senza precedenti.

Per accendere un faro sugli impatti ecologici, economici e sociali dell’accordo UE-Mercosur, Stop TTIP Italia pubblica oggi “Pianeta Svenduto”, un rapporto di analisi che va nel merito del trattato commerciale per dimostrarne l’insostenibilità e spingere la politica a prendere una posizione netta contro la sua approvazione. Finora, tuttavia, l’Italia si è allineata acriticamente alle posizioni favorevoli di altri paesi europei, come dimostrano le dichiarazioni della Viceministra degli Esteri, Marina Sereni e del Ministro per gli Affari europei, Enzo Amendola. Il rapporto che pubblichiamo oggi e la Campagna #StopEuMercosur contengono tutti gli elementi per mettere da parte questo ottimismo e assumere una prospettiva più critica.

Come siamo arrivati a questo punto? Dopo 20 anni, i negoziati tra l’UE e i paesi del Mercosur (Brasile, Argentina, Paraguay e Uruguay) sono culminati in un accordo politico nel giugno del 2019. Da allora la Commissione europea sta preparando il documento per la ratifica definitiva, che spetta al Parlamento europeo e ai Parlamenti nazionali. Ma questo accordo è molto controverso: i Parlamenti di Austria, Olanda e Vallonia lo hanno addirittura respinto per com’è oggi, mentre alcuni stati membri (Francia e Irlanda) hanno espresso chiare critiche. È difficile infatti trovare un accordo commerciale più pericoloso per l’ambiente, il clima e i diritti umani di quello con il Mercosur. Le politiche antidemocratiche e del presidente brasiliano Jair Bolsonaro stanno colpendo tutti i cittadini, ma in particolare le minoranze e le comunità indigene. Inoltre, la sua vicinanza alle lobby della carne e della soia alimentano gli incendi nella foresta Amazzonica, che sta perdendo la sua capacità di mitigare il cambiamento climatico.

Noi crediamo che questa volta non debba vincere la voglia di fare affari o la paura di mettersi contro le grandi imprese multinazionali. Crediamo che l’Italia e l’Unione europea non debbano macchiarsi di complicità nella devastazione ambientale e nel massacro dei difensori della terra e dei diritti. Per questo chiediamo che il nostro Parlamento richiami il Governo a schierarsi immediatamente contro il trattato UE-Mercosur e a allinearsi agli altri membri Ue che ne chiedono la sospensione e la completa revisione.

Pubblicato da Stop Ttip Italia

La “normalità” che non vogliamo

Non sappiamo quanto la “normalità” (economica, ambientale, politica, …) sia la causa della Pandemia che ha provocato grandi emergenze sanitarie ed economiche, ma anche precipitazioni nelle instabilità nelle coscienze delle persone.

Certamente il cosiddetto lockdown ha rotto la “normalità” costringendo tutte e tutti a riscoprire, sperimentare forme di rapporti e di vita che riprendessero il senso di una diversa comunità.

In particolare la Pandemia è rovinata sul mondo dei migranti e su quelle situazioni di precarietà, massacrando ulteriormente la dignità di quelle persone che tuttavia hanno trovato in tante persone resilienti quella umanità necessaria per il diritto all’esistenza, affinché nessuno sia escluso.

Anche nella Scuola di Italiano per Migranti di Dimensioni Diverse si è creata una frattura nei rapporti tra migranti e insegnanti volontari i quali hanno cercato di attivare, sperimentare forme di relazione un po’ “artificiali” ma essenziali, per mantenere comunque una relazione di vicinanza, non sempre facile in particolare per le madri costrette in casa con i figli da seguire.

Nel complesso è stata comunque un’sperienza che ha anche permesso di reagire a quella “normalità” quotidiana, ma anche di solidarietà, che non di raro, trascina all’interno di un limbo dove le pratiche diventano standard abitudinarie fino alla passività, all’indifferenza.

Abbiamo voluto descrivere, comunicare la nostra piccola esperienza, che come altre, hanno voluto reagire, recuperare (pur dentro la grave e pesante crisi della “normalità” un pensiero, una diversa pratica di cittadinanza.

VEDI: Venire a scuola – Andare a scuola

20 giugno: Giornata Mondiale del Rifugiato

La Giornata del Rifugiato è stata istituita il 4 dicembre del 2001 dall’Onu, in occasione del cinquantennale della Convenzione di Ginevra del 1951 sullo status di “rifugiato”, la Giornata nasce per sensibilizzare l’opinione pubblica sulle condizioni di milioni di persone in fuga dai propri paesi.

Negli ultimi 20 anni, nel nostro mondo “pacificato” dai poteri dominanti, il numero delle persone costrette ad abbandonare la casa, la loro terra, a causa di guerre, persecuzioni, violazione dei diritti, … è più che triplicato.

Impressionante! Dai 69,5 milioni censiti nel 2018 siamo arrivati ai 79,5 milioni al 31 dicembre 2019. Dieci milioni in più.

Una criticità che appare inarrestabile: l’1% della popolazione mondiale è costretta all’esilio. 

L’UNHCR (Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati) rivolge un appello a tutti gli Stati affinché agiscano in spirito di apertura e solidarietà per dare protezione a milioni di persone in fuga nel mondo da guerre, persecuzioni e violenze.

L’infografica prodotta dall’UNHCR ci dice che noi, i governi, la Politica non possono rimanere indifferenti.

I Rifugiati sono una categoria di persone che non hanno la possibilità di scegliere: sono costrette a trovare un qualche rifugio che permetta loro di vivere, di salvare la vita.

È capitato anche a noi di essere costretti a rimanere chiusi, ciascuno nella propria casa, per evitare un grave pericolo, per poter riprendere poi a vivere.  

A volte serve una pandemia come quella da COVID-19 per ricordare a tutte e a tutti che abbiamo bisogno di riprendere la nostra umanità e a non permettere più che il mondo rimanga prigioniero delle violenze e degli abusi dei privati interessi che non rispettano la dignità delle persone. 

La miseria dell’esilio e dell’abbandono richiamano solidarietà, diritti e giustizia per i quale è chiamato l’impegno di tutti noi.

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IMPORTANTE:

Nella giornata odierna 19 giugno 2020, “Quante Storie”, un programma di Rai 3, ha messo in onda una trasmissione dal titolo “Sulla stessa barca – Le esperienze che cambiano una vita” con Alessandra Sciurba e il giornalista Nello Scavo assolutamente da non perdere.

https://drive.google.com/drive/folders/1ck6HcJ-OrFpir6m3jNWh2ZVjwnIrN5sT?usp=sharing