Monthly Archives: marzo 2019

Salviamoci con il Pianeta!

La COP 24 in Polonia è stato un fallimento desolante.

Le conclusioni non hanno accolto gli allarmi dell’IPCC (Gruppo intergovernativo sul cambiamento climatico) sugli effetti del riscaldamento globale: è l’Umanità che si avvia alla sua estinzione!

Nell’Assemblea dell’ONU sul Clima a Nairobi in questi giorni, si preferisce studiare le tecniche di captazione (storage) dei gas serra climalteranti invece di imboccare la strada, unica e maestra, della rapida eliminazione dell’uso dei carbonfossili.

Il recente documento conclusivo del Global Compact sulle Migrazioni (GCM), accolto anche da Papa Bergoglio, è stato rifiutato da molti paesi Ue, compresa l’Italia, e dagli Stati Uniti.

In questo enorme disinteresse a darci speranza è arrivato il 14 Dicembre 2018 il discorso della quindicenne svedese Greta Thunberg ai partecipanti alla COP 24: “Voi non avete più scuse e noi abbiamo poco tempo. Noi siamo qui per farvi sapere che il cambiamento sta arrivando, che vi piaccia o no. Il vero potere appartiene al popolo“.   Un intervento replicato davanti ai “potenti della Terra” del Forum di Davos il 22 gennaio 2019: Non voglio la vostra speranza, voglio che siate in preda al panico e che agiate. Perché la nostra casa, la Terra, sta bruciando”.

Da allora “scioperi climatici”, School Strike for the Climate, manifestazioni di migliaia di giovani, si svolgono ogni venerdì in tutta Europa, con lo slogan “Fridays for future”, in vista del Global Climate Strike, la Marcia internazionale per il Clima del 15 marzo 2019.

Per condividere analisi concrete e convincenti che i politici oggi difficilmente riescono a fare, è meglio partire dai valori comuni, la pace, la difesa della vita, la libertà ed eguaglianza, accantonare le vecchie etichette e valutare la realtà e i numeri che la definiscono.

I movimenti sono fondamentali, ma è necessario che definiscano priorità comuni a partire dall’eliminazione delle guerre dalla storia.

Quelle in corso che vengono chiamate “conflitti”, e quella continua e spietata, guerra alla natura: una guerra che perderemo se non ritroviamo un po’ di umanità, cioè il senso della realtà e del limite.

La legge di natura che regola la vita del vivente e della biosfera è in graduale e costante dissipazione e degradazione di energia e di materia.
La biosfera può benissimo sopravvivere ai drammatici sconvolgimenti climatici, la specie vivente no.

Sono regole che spesso sfuggono all’attenzione e non riguardano la riflessione politica e le nostre piccole lotte che per concretezza promuoviamo a partire dal territorio. 

La Grande Cecitàdell’umanità è sempre più diffusa e condivisa. (Amitav Gosh)                            

CHI EMETTE GAS SERRA

Prima di COP 24 sono uscite le previsioni (rapporto Global Carbon budget 2018) sui dati di gas serra emessi nel 2018: un aumento record a 37,1 milioni di Tonnellate (+ 2,7%), a cui si devono aggiungere 5 miliardi di tonnellate di CO2 per la deforestazione e il consumo di suolo.

I 10 maggiori Paesi per emissioni nel 2018 sono:
  1. Cina con il  27% del totale,
  2. Stati Uniti 15%,
  3. UE a 28 con il 10%,
  4. India con il 7%,
  5. Russia, poi Giappone, Germania, Iran, Arabia Saudita, Corea del Sud e Canada.

Questi dati di emissioni procapite vengono raramente divulgati e considerati. eppure sono l’unica base di partenza per arrivare a delle trattative concrete nelle varie COP.           

Principali settori che causano emissioni di GAS Serra
  • Energia (industria, elettricità e calore) circa il 41%,
  • Trasporti circa il 28%,
  • Agricoltura, allevamento e deforestazione circa il 24%, ecc.

Un’analisi più mirata fatta sul CIBO INDUSTRIALE ci dice che la sua produzione è responsabile di circa il 44-57% dei Gas serra.

  • Deforestazione 15-18%,
  • Agricoltura 11-15%,
  • Trasporti 5-6%,
  • Lavorazione Industriale e confezionamento 8-10%,
  • Refrigerazione e vendita al dettaglio (Retail) 2-4%,
  • Rifiuti 3-4%

Vedi:  https://www.grain.org/article/entries/5102-food-sovereignty-five-steps-to-cool-the-planet-and-feed-its-people

Questo studio sollecita proposte politiche contro l’agrobusiness delle multinazionali e a sostegno di una riconversione agricola e degli allevamenti verso una AGROECOLOGIA per una produzione di cibo sano e sostenibile.

IL GLOBAL WARMING È L’INCUBO REALE!

Due recenti e importanti studi affermano che il 90-93% del calore è stato assorbito dagli Oceani, che si stanno scaldando più velocemente del previsto, con conseguenze devastanti.

Questa grande quantità di calore ed energia provoca l’aumento del volume delle acque marine, con il conseguente innalzamento del livello delle acque, a cui contribuisce lo scioglimento dei ghiacci e rende più potenti e devastanti gli uragani.

«Stato dell’Alimentazione e Agricoltura –  Migrazione Agricoltura e sviluppo rurale» 

Il documento della FAOSOFA 2018′ dimostra l’entità reale del problema.
Nel rapporto tra “Migrazione e Agricoltura” si continua a proporre un modello di produzione di Cibo non naturale; si tralascia di parlare di desertificazione da monoculture, di espulsione violenta dalle terre per l’estrattivismo, di land e water-grabbing (compiuti  da alcune Nazioni: USA e Cina in primis, ma anche dall’Italia, da Fondi Pensione  e Multinazionali), ecc.

E’ un problema centrale.  In Africa il 60% della popolazione vive nelle aree rurali e negli ultimi decenni si è registrata una migrazione costante dalle campagne alle aree urbane del continente, per l’espulsione e/o  l’adozione di un’agricoltura  intensiva.  

L’umanità deve rifiutare il determinarsi di tali mostruosità apocalittiche, come il formarsi di  megalopoli del tutto incompatibili con la natura, la vita, la pace e qualsiasi dignità.

 

(tratto da uno scritto di Antonio Lupo – Comitato Amigos Sem Terra – MST Italia

«Non Una di Meno»: “lotto marzo noi scioperiamo!”.

L’8 Marzo, in tante città in Italia e nel mondo, si sciopera e si manifesta per il recupero del vero significato di questa giornata che trae origine dalla battaglia contro lo sfruttamento e le molteplici discriminazioni verso le donne.

Il recupero del significato dell’8 Marzo è in atto da alcuni anni. Ricordiamo gli scioperi e le grandi manifestazioni che si sono tenute lo scorso anno in 70 paesi.

Lo sciopero è la risposta a tutte le forme di violenza che sistematicamente colpiscono la vita delle donne, in famiglia, sui posti di lavoro, per strada, … dentro e fuori i confini.

Le donne che attraversano il Mediterraneo combattono in prima linea contro continue e ripetute forme di violenza nelle società di partenza, di transito, e di potenziale arrivo.

Oggi la necessità di rafforzare le mobilitazioni serve per:

  • contrapporsi alla sempre più pesante crisi economica, che grava in particolare sulle donne che vengono private della loro indipendenza economica e costrette sempre di più tra le mura domestiche, per supplire alla costante riduzione del “Welfare state” ormai ridotto al lumicino;
  • contrapporsi alla diffusione della peggiore immondizia ideologica contro le donne, oscurantismo religioso e maschilista presente nel disegno di legge Pillon su separazione e affido, strumentalizzando i figli;
  • contrapporsi alla legge Salvini, che impedisce la libertà e l’autodeterminazione delle migranti e dei migranti, mentre legittima la violenza razzista;
  • reclamare la libertà di decidere delle nostre vite e sui nostri corpi, la libertà di muoverci, di autogestire le nostre relazioni al di fuori della famiglia tradizionale, per liberarci dal ricatto della precarietà.

Contro questa violenza strutturale, che nega la nostra libertà

noi scioperiamo!

Un tipo di violenza tipica della società basata sulla proprietà privata, in cui le donne vengono ancora considerate proprietà esclusiva degli uomini, spesso private della libertà di scelta.

Nonostante tutto questo sui media la notizia non c’è.
Anche per questo l’8 marzo scioperiamo!

Lo sciopero è un’occasione unica per affermare e praticare la liberazione di tutte le soggettività e affermare il diritto all’autodeterminazione sui propri corpi contro tutte le violenze, mentre riaffermiamo la volontà di imporre un cambio di sistema che disegni un altro modo di vivere sulla terra alternativo alla guerra, alle colonizzazioni, allo  sfruttamento della terra, dei territori e dei corpi umani e animali.

I’M A WOMAN – lotto Marzo si sciopera e si manifesta!

Cosa fanno oltre 200mila persone in piazza

Una marea umana pronta a significare il diritto di ogni persona alla dignità e alla vita.

Potete declinare il messaggio come volete, ma questo è!
Non un atto di fede, una semplice simpatia per il diverso, una solidarietà forse confusa, ma una certezza mobilitante, in marcia.
Dietro uno striscione,  un cartello, uno slogan conclamato, una musica cantata,. … forse anche una preghiera o un invito istituzionale, ma questo è!  Il rispetto della diversità e il rispetto per la dignità personale, … comunque a voler essere parte: nessun pregiudizio o ci sei o non ci sei .

E’ il momento di decidere da che parte stare!

Oltre 200mila persone in piazza a manifestare contro il razzismo, le paranoie fasciste, a dire basta alle angherie, alle violenze, alle paure indotte, alle speculazioni politiche e soprattutto a dire con forza “MAI PIÙ LAGER – NO AI CPR” – Ed è come dire forte e chiaro NO alla scellerata politica razzista del governo che sta criminalmente violando i fondamentali diritti umani.

Una esplosione di consensi ognuno dei quali può aver colto nelle diversità la capacità di dire basta!

Di ripetersi oltre ogni fede o appartenenza che “Prima le Persona” è solo lo slogan che può liberare l’energia necessaria per essere oltre ogni sé esclusivo, la dimensione della conoscenza e la forza della bellezza per agire il cambiamento.

Noi vogliamo essere quella diversità che impara a riconoscere e insorgere quella miseria che, scompagnata,  si protegge con “muri” del personale riconoscimento.

E’ quindi l’ora della resistenza attiva partecipata che libera giustizia e libertà per ogni vivente, per ogni persona che si riconosce parte della stessa umanità.

Da quando il governo ha intrapreso la sua scellerata politica razzista fino al cosiddetto “decreto sicurezza” contenente misure persecutorie nei confronti di persone del tutto innocenti e che costituisce flagrante istigazione all’odio razzista, molte sensibilità si sono mosse in difesa dei diritti e della legalità.

Anche a Milano già prima dell’estate del 2018 si è costituito il Coordinamento “Mai più lager – NO CPR” per promuovere le necessarie iniziative:

sono state iniziative propedeutiche alla marcia degli oltre 200mila di sabato 21 marzo 2019.

Anche la nostra è sempre stata e vuole essere una presenza attiva e significante, consapevoli che molta parte del razzismo, come molta parte della violenza e dell’indifferenza, nascono dall’egemonia economica capitalistica e dalla sudditanza politica ad essa.