10 dicembre 1948 – 10 dicembre 2018

Chi ha visto il mio diritto?

Le date del calendario sono piene di ricorrenze proposte dalle Istituzionali Internazionali che intendono richiamare l’attenzione su diverse realtà problematiche.

Tuttavia quelle sui Diritti meritano la massima attenzione, infatti dall’osservanza e dalle pratiche dei Diritti Universali dipendono Libertà e Giustizia e con esse la Dignità di tutte le persone e dei rapporti interni alla società.

La giornata del 10 dicembre 2018 ricorda il 70° della “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” rilasciata il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

In essa vengono sanciti i Principi Universali attualmente sottoscritti da 196 paesi, Principi che sono diventati parte delle diverse “Carte Costituzionali” dei Paesi, ma anche di intere Comunità come la “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” e la “Carta araba dei diritti dell’uomo“.

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È quindi sempre utile e necessario riconsiderare la valutazione dell’attuazione dei Principi che stanno alla base delle relazioni sociali e della Dignità personale e collettiva.

La mancata responsabilità dei Governi Istituzionali nell’applicazione e nel garantire l’universalità dei diritti genera disuguaglianze e ingiustizie: è una politica assoggettata al potere economico e all’interesse privato.

L’insignificanza non trova la pratica dovuta, il corrispondente ricambio e scambio di una rielaborazione, viene svalutata la forza e la ragione per garantire pari dignità e cittadinanza.

Chi ha visto la mia dignità?

La dignità non è un altrove insignificante, essa appartiene al corpo e alla mente, va svelata, palesata come la diversità che la comprende.

E’ l’assunzione di responsabilità necessaria per conoscere e comprendere la diversità dell’altro, per ricreare la forza necessaria a resistere e lottare contro i soprusi e le violenze per una diversa umanità: i  principi della “Carta” sono parte del presente.

Il personale piega l’universalità al diritto privato: potere per sé!

Il personale diventa l’alibi che giustifica ogni possibilità di cambiamento: assuefazione – apatia – indifferenza.

La misura della dignità appartiene alla quantità di beni acquisiti sul mercato concorrenziale.

Una violenza repressiva e distruttiva ha rubato l’anima, non solo la Dignità!

La paura di perdere, di essere, sentirsi emarginato, manifesta il limite personale e l’asservimento al potere dominante: economico, politico.

Occorre riprendere la forza dell’autodeterminazione, della soggettività personale, in ragione del potere/volere di cambiamento che è costantemente violato: Libertà, Giustizia, Solidarietà, sono parole associate che devono sviluppare le pratiche di lotta e di partecipazione.

L’obiettivo è garantire il Diritto, la Dignità da riconquistare: aprire un fronte di lotta contro l’apatia, l’indifferenza che giustificano le scelte e le relazioni per recuperare comprensione e solidarietà contro la diffamazione e la sterilizzazione della dignità umana.

10 dicembre 2018
dichiarazione universale dei diritti umani

18 dicembre
Giornata Internazionale per i Diritti dei Migranti