25 aprile 2016: una festa impossibile … una lotta necessaria.

25-aprile2016

25-aprile2016La lotta di liberazione non esclude nessuno e rende possibile la libertà per tutte e tutti. Così si manifesta il lutto nel giorno di festa, nel giorno della liberazione.

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Milano Senza Frontiere e le associazioni in Rete, lo hanno praticato lungo tutto il percorso della manifestazione rendendo visibile, denunciando, rivendicando il diritto, dovere della lotta solidale e di liberazione per tutti i reclusi delle guerre e delle miserie, confinati dietro i muri e i fili spinati delle frontiere.

Un’arroganza “democratica” degli Stati che dopo aver “concesso libertà” alle manovre di guerre e alle violenze per l’esclusivo interesse privato e del diritto unilaterale a godere delle ricchezze naturali, ora mobilitano una nuova guerra per una presunta sicurezza delle frontiere e della proprietà sottratta.

Lo ha detto ieri anche il Presidente della Repubblica italiana:
“… è possibile dire no alla sopraffazione, alla violenza della guerra e del conflitto ….
 … è sempre tempo di Resistenza ….
 … è tempo di Resistenza perché guerre e violenze crudeli si manifestano ai confini d’Europa, in Mediterraneo, in Medio Oriente …
 … lì vanno affermati i valori della Resistenza …
 … la Resistenza, la lotta antifascista appartengono al popolo ….
… non ci può essere pace soltanto per alcuni e miseria, fame, guerre, per altri …
“.

Così la solidarietà e la lotta antifascista si manifestano a tutto campo, non si chiudono dentro i “confini” delle buone intenzioni, ma si intrecciano con i diritti universali.

Ci hanno battuto le mani, al passaggio con lo striscione “I NUOVI DESAPARECIDOS – fermiamo le stragi ai confini” e le foto dei dispersi nel Mediterraneo, hanno riconosciuto la solidarietà e il dovere di quella nostra presenza a rivendicare giustizia e verità.

Così si caratterizzavano gli slogan di denuncia verso l’arroganza delle politiche europee in violazione dei diritti, di  chiusura dei confini, contro gli accordi infami di “sicurezza” con paesi di dubbia moralità, contro i respingimenti.

Dietro lo striscione della Rete Milano Senza Frontiere quello della Rete delle Scuole Senza Permesso a manifestare una solidarietà delle parole necessarie senza confini; i Rom e Sinti in vertenza con il Comune di Milano capace di sicurezza e ordine poco attento alla dignità di queste persone; l’Associazione Naga con la sua instancabile attività a difesa della salute e a sostegno dei rifugiati.

A chiudere questo spezzone il camion “Stop War not People” dietro al quale la presenza di decine di giovani che rivendicavano la molteplicità dei diritti (casa, lavoro, studio, reddito, …)  per una umanità di giustizia libera dalle guerre e dagli armamenti.

Il 25 aprile non è una ricorrenza
è una memoria resistente partecipata
di giustizia e verità.