Category Archives: Diritti-Giustizia

Ciò che passa … resta

Passato

Passato

“Se non si vuole rimanere confusi, tutto quello che si riflette in noi merita ragione d’essere.
Se poi le ragioni non corrispondono alla dignità e alla giustizia, allora sarà lotta di liberazione.”

Che brutta storia la violenza spietata!

Che brutta storia la paura che genera violenza!

 

Una violenza esclusiva: di imperi, di guerre, di sfruttamenti, di disuguaglianze, di ingiustizie, … una guerra infinita che si accresce e si estende fino alle paure/angosce personali.

Una violenza esclusiva avvolge l’umano in una metamorfosi del sé privato.
Una guerra infinita che investe, attraversa ed esaspera i corpi e gli animi pacificati nella serenità arrogante di presunte libertà disperse in ambiti privati.

2 Giugno

Ogni Nazione ha una propria parata militare a giustificare il rigore della Patria.
Un assurdo esercizio del tutto anacronistico alla “sicurezza” che nella politica e nell’economia si sprigiona in maniera sempre più caustica verso chi si pone in conflitto in difesa dei diritti, verso chi resiste e si ribella alle ingiustizie.

E’ una logica perversa, repressiva del potere costituito che si avvale della “sicurezza” per mascherare l’incapacità ad assolvere, risolvere in modo adeguato e umano i problemi causati dalla rincorsa esasperata al dominio per la crescita.
Per questo l’Italia spende ogni anno oltre 25 miliardi di euro, (+20% negli ultimi 10 anni).
Per questo si emanano Leggi – vedi La Minniti-Orlando – che esasperano i processi di emarginazione e puntano alla repressione contro chi lotta contro la precarizzazione dell’esistenza.

La lotta e la resistenza partigiana, antifascista e antirazzista merita ben altra attenzione dalla Repubblica e dalla sua politica.
Così molte delle organizzazioni umanitarie e pacifiste si sono ritrovate il 2 giugno a manifestare: “La loro Festa, la nostra sfilata” – “DIFENDIAMO L’UMANITÀ NON I CONFINI”.

G7

Abbiamo visto l’altro giorno a Taormina la conclusione, in estrema  “sicurezza”, del cosiddetto G7. Un aggregato illegittimo di 7 Nazioni in grande crisi di identità, allineate principalmente nella difesa degli interessi dei potentati economici.
Ed una conclusione che ha visto Trump fra tutti far valere la propria logica del continuo riarmo (ha da poco concluso con l’Arabia Saudita un contratto di vendita di 110 miliardi di armi) imponendo di fatto un incremento del versamento alla NATO fino al 2% del PIL. L’Italia, che oggi versa circa l’1,5% del PIL, si è subito detta favorevole e già sta riattrezzando anche la Base americana di Camp Darby dove sono stoccate le bombe dell’U.S.Air Force.

Sempre Trump ha deciso di non rispettare gli accordi di Parigi COP 21: il clima è innocente per l’economia americana.
Per il resto il “Paper” finale racconta parole senza diritti e neppure doveri per i 7 “grandi”.

20 Maggio a Milano

100.000 persone hanno manifestato per l’accoglienza:
Una allegra animazione: “INSIEME SENZA MURI” con gli ambiti istituzionali e molti altri che hanno raccolto e diffuso la piattaforma “NESSUNA PERSONA E’ ILLEGALE“.

Diverse le voci accoglienti:

  • Accoglienza e Sicurezza
  • Accoglienza e Legalità
  • Accoglienza e Basta perché questo è l’atteggiamento che legittima e avvalora le diversità.

La manifestazione del 20 Maggio ha messo a nudo la volontà di intenti.
Una seria “Piattaforma” – Vedi – spiega le ragioni Politiche del diritto alla pari dignità, per una accoglienza aperta e solidale a partire da corridoi umanitari per fermare la continua violenza delle stragi nel Mediterraneo.

Consapevoli che i “muri” dell’appartenenza, dell’indifferenza, della proprietà di sé hanno ragione d’essere in una società nella quale la politica agita la concorrenza di Mercato prima del Bene Comune.

Nel frattempo a Trento, al “Festival dell’Economia Solidale” dall’1 al 4 giugno, sono invitati economisti del FMI, il Ministro Pier Carlo Padoan che parla della crescita, il governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco che parla del debito e della spending review dal basso.

Raccogliamo i resti e misuriamoci al presente.

Trump l’imperatore e le possibili azioni dirette efficaci

Trump-Italia

Trump-ItaliaCi sono ragioni, per manifestare, più importanti delle aggressioni ai popoli e al pianeta? Detta altrimenti: davvero non era necessario, o non era possibile, o non era prioritario, o addirittura non era opportuno rendere visibile il 24 maggio a Roma una contestazione a Trump? E’ il miliardario capo dell’Asse della guerra Nato/Golfo, in pochi mesi di regno ha già bombardato tre paesi, ha ordinato l’esecuzione capitale del clima e abbina razzismo antimusulmano con spinto filosaudismo.

“Non c’è che la strada” (Gaber). Altro che proteste furenti sui social, dal tinello di casa. A portata di azioni dirette pacifiche c’era dappertutto quel cobra nero, il corteo di enormi auto blindate, rappresentanti simboliche di carri armati, dollari, potenza, protervia, privilegio, ricchezza e sfruttamento. Purtroppo Trump e la sua corte, ricevuti da tutti in modo bipartisan, perfino da scuolette e ospedali, hanno percorso una città inerte, senza che ai bordi si manifestasse dissenso da comunicare al mondo attraverso i media presenti e per una volta attenti.

“Trump, Nato e G7 uguale guerre ai popoli, guerra al pianeta, padri del terrorismo insieme a Saud, Qatar e Turchia”, recitava in inglese un lenzuolo spennellato a tempera, che a via Nazionale si voleva affiancare visivamente ai mostruosi Suv in sfilata. Azione fallita per il solerte intervento della polizia e per l’errore di essere usciti dal marciapiede. Il corpo del reato, il lenzuolo sequestrato, lo si può vedere e leggere in un video della Polizia di Stato, retto da un poliziotto. http://video.corriere.it/ trump-roma-tre-no-war-cercano- bloccare-corteo/8e639ad8-4085- 11e7-89fb-db87d2424a4b. Gli altri cartelli si riferiscono ad azioni pacifiste – autorizzate – nei giorni precedenti. Tutto materiale sotto sequestro.

Eppure…eppure… 100, 200 persone con qualche ora a disposizione dislocate lungo il percorso osceno del corteo regale avrebbero disturbato il trionfo romano di The Donald e fatto sembrare l’Italia un po’ meno colonia. Non le abbiamo trovate, in giorni di email e sms. Forse non abbiamo cercato bene, non avendo facebook ma solo email e telefono? Non ci volevano pullman organizzati. Né i mezzi e il nome di Greenpeace. L’azione diretta pacifica di tanti bambini come quello di Andersen che dice “il re è nudo” poteva far fiorire Roma di tante scritte ficcanti, piccoli editoriali del dissenso. Tazebao animati. Lanciare contro i Suv di Trump una scarpa (l’epico gesto del cittadino iracheno contro l’occupante Bush a Baghdad) o uova o pomodori sarebbe stato pericoloso: gli americani sparano.

E’ sbagliato pensare che le uniche possibilità di mobilitazione siano le manifestazioni oceaniche, ora difficili, oppure le “sfide muscolari” con la polizia.! A questo proposito va precisato che malgrado le pesanti denunce, le foto segnaletiche, le impronte, e il foglio di via, l’azione delle tre persone del lenzuolo al Quirinale è stata del tutto nonviolenta. Ci sono video, foto e testimoni.

Si potrà creare un movimento mondiale eco-paz il cui strumento, accessibile a tutti, siano i tazebao animati?

Marinella Correggia

http://www.peacelink.it/disarmo/a/44440.html

Saremo con loro

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Corteo-25-4-2017Insieme senza muri” è un richiamo di grande significato, al quale risponde pienamente e compiutamente il principio manifesto di grande accoglienza: “Nessuna persona è illegale“.

Così saremo in piazza sabato 20 maggio 2017.

 

Saremo in piazza a manifestare insieme ai tanti che agiscono la solidarietà con riconoscenza verso tutte le persone che richiamano il diritto alla pari dignità.

Saremo con loro per resistere alle diverse forme di razzismo e xenofobia e per promuovere la lotta necessaria per politiche accoglienti ricche di umanità.

Consapevoli che i muri dell’appartenenza, dell’indifferenza,  della rassegnazione, … hanno ragione d’essere in una società che agita la politica del bene economico di mercato prima del Bene Comune.

Per questo la critica e la lotta sono le forme di resistenza che esaltano la diversità e la dignità di ogni persona consapevole di essere parte del “comune“.

 

Verso (e oltre) il 20 maggio

No-one-is-illegal

No-one-is-illegalDecine di realtà solidali, molte delle quali si occupano di immigrazione da molto tempo, tra cui Dimensioni Diverse, hanno sottoscritto la piattaforma comune “Nessuna persona è illegale“: verso, e soprattutto oltre, la manifestazione del 20 Maggio.

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 NESSUNA PERSONA E’ ILLEGALE

Ci troviamo nel mezzo di una trasformazione profonda e irreversibile che riguarda, simultaneamente, sia il mondo esterno che l’interno delle nostre società. I processi e i fenomeni migratori sono mutati e mutano di continuo; non possiedono più, da tempo, la fisionomia di eventi specifici e dai contorni delineabili che hanno potuto avere – peraltro sempre più contraddittoriamente – nel microcosmo italiano degli anni ’80 e dei primi ’90.

Le migrazioni sono un fenomeno sociale totale che rappresenta lo snodo politico della contemporaneità: né emergenziale né contingente.

I movimenti migratori costituiscono un potente fattore di problematizzazione di forme e confini (fisici, giuridici, economici, politici, etici, antropologici, culturali); interpellano radicalmente l’idea di società che più o meno confusamente possediamo; mettono in questione la cittadinanza; sovvertono i criteri di appartenenza a una comunità nazionale; destabilizzano – e noi pensiamo proficuamente – le identità sociali, i ruoli e i rapporti di genere.

Da un lato, mettono allo scoperto e determinano enormi trasformazioni politiche a livello dell’esercizio della sovranità, delle pratiche e delle tecniche di governo, dei dispositivi di controllo e di detenzione su qualsiasi scala; alterano e talvolta negano i diritti consolidati e destabilizzano le figure del diritto. Dall’altro, hanno neutralizzato, uno dopo l’altro, i modelli e gli strumenti con i quali si è cercato di governarle: dalla fallimentare gestione dei flussi alle varie forme di integrazione selettiva.

L’impatto delle migrazioni, la vastità delle loro implicazioni, minano le divisioni tra un noi, sempre più labile, dotato di identità culturali sempre più incerte, diritti, risorse, e loro, i senza diritti, i senza risorse, i bisognosi.

Lo dimostra il fatto che tutto ciò che viene drammaticamente sperimentato sulle persone migranti, in termini di mobilità, di condizioni di lavoro, di salute, in termini di disconoscimento e di negazione di diritti, retroagisce su tutte e tutti, più o meno velocemente, con aggiustamenti e adattamenti più o meno rilevanti, delineando un orizzonte comune del vivere – e spesso del sopravvivere – dello sfruttamento, del patire, delle relazioni e conseguentemente delle rivendicazioni.

In molti lo dicono ma vogliamo ribadirlo: sulle persone migranti vengono collaudate le tecniche di esclusione e di costruzione di una nuova gerarchia sociale che, poi, verranno applicate a  tutte  e  tutti. E’  in  atto  una marginalizzazione sociale progressiva, resa evidente dal continuo incremento della diseguaglianza nella distribuzione del reddito e dal deterioramento delle condizioni di vita e dei servizi.

Il sistema istituito con la Convenzione di Schengen, che facilita la libera circolazione dei cittadini europei, presuppone però di converso la limitazione della circolazione dei cittadini non  europei. La politica migratoria della U.E. e dei singoli Stati membri neppure agevola l’ingresso legale di chi è costretto a fuggire da guerre e miseria. Ciò determina  che  per  approdare  nel  vecchio  continente  sia  necessario  rivolgersi  ai trafficanti di essere umani, rischiando la propria vita.

Solo nel Mediterraneo oltre 35mila persone sono morte o date per disperse: nessuno parla del dolore in cui vivono le loro le famiglie. Le polemiche strumentali sulle navi delle ONG che salvano vite umane nel braccio di mare tra la Sicilia, Malta e la Libia tendono solo a nascondere la triste verità: le persone migranti vengono lasciate morire e purtroppo a molti va bene così. Inoltre, la politica di esternalizzazione del controllo delle frontiere europee fa sì che sempre di più, in complicità con gli Stati a sud del Mediterraneo, migliaia di uomini, donne e bambini siano rinchiusi in luoghi – spesso costruiti con fondi europei – in cui la tutela dei diritti umani non esiste ma tortura, soprusi e violenza rappresentano la quotidianità. La detenzione delle persone avviene molto spesso in maniera illegale mentre i congiunti rimangono all’oscuro della loro sorte. Nei fatti migliaia di persone migranti sono vittime del reato di scomparsa forzata, da un decennio sancito dal diritto internazionale (Conv. Int. per la protezione di tutte le persone dalla sparizione forzata, ONU 20 dicembre 2006).

Noi, invece, sosteniamo con forza e senza esitazioni che nessuna persona è illegale; intendiamo dire che la libertà di movimento degli esseri umani deve essere garantita; intendiamo dire che le persone non possono circolare meno liberamente delle merci e del denaro.

In Italia e nella UE, al contrario, l’ingresso legale di fatto non è possibile: l’attuale normativa crea irregolarità, determina clandestinità e illegalismo, criminalizzando di fatto i migranti e gettandoli in un circolo vizioso di sfruttamento e marginalità. Noi rifiutiamo con forza la distinzione tra migranti regolari e migranti irregolari.

Se per un verso è ormai pressoché impossibile ottenere un permesso di soggiorno, d’altra parte è facile perderlo; la crisi economica di questi anni ha colpito e colpisce duramente: il lavoro perso, quando non ritrovato, determina la fine del permesso di soggiorno e la caduta nell’irregolarità, creando una condizione di perenne ricattabilità che  finisce  col  comprimere i  diritti non  solo  delle  e  dei  migranti,  ma  di  tutte  le lavoratrici e i lavoratori. Per rompere tale condizione noi vogliamo che il nodo gordiano che lega il permesso di soggiorno al contratto di lavoro venga sciolto.

Le guerre in atto da decenni in medio-oriente, in Africa, in Asia ma anche ai margini della UE sono evidentemente e pesantemente gravate da pesanti responsabilità occidentali; tuttavia non solo l’Italia e la UE, disapplicando i plurimi trattati internazionali, non accolgono degnamente i rifugiati politici ma addirittura tentano e purtroppo spesso riescono ad allontanare il più possibile dai loro confini la sede della procedura di riconoscimento dello status dell’asilo. Noi condanniamo gli accordi scellerati presi negli ultimi anni, tra gli altri, con la Turchia, con l’Egitto e con la pseudo-Libia, così come reputiamo inumani e fallimentari i tentativi, sempre in atto, di esternalizzare le frontiere.

Spesso il richiedente asilo non intenderebbe fermarsi nello stato di primo arrivo (tanto per esemplificare: Malta, le isole greche, il sud della Spagna, l’Ungheria, la Bulgaria, le coste meridionali italiane) ma vorrebbe proseguire per raggiungere luoghi economicamente più floridi, familiari o amici: questo peraltro faciliterebbe il percorso di inclusione sociale. Tale possibilità è, invece, impedita dalla normativa europea, che prevede che lo stato membro competente per l’esame della domanda di protezione internazionale  (il  cd.  asilo)  sia  quello  d’ingresso.  Noi  reclamiamo  la  revisione integrale del c.d. Regolamento di Dublino.

Non va neppure taciuto che a chi sopravvive al viaggio o alla traversata – quando non viene immediatamente espulso perché tacciato di  essere  un  migrante economico  – rimane la sola possibilità, sempre più infruttuosa, di avviare la procedura d’asilo. Così, data  l’impossibilità  di  accesso  regolare  in  altro  modo,  le  richieste  si  gonfiano  a dismisura, facendo crollare l’accuratezza nell’esame. Il governo italiano, scambiando colpevolmente la causa con l’effetto, ha deciso quindi di eliminare un grado di giudizio quanto al riconoscimento del rifugio politico, diritto costituzionale oltre che garantito internazionalmente, e a re-introdurre (perché l’inefficacia e le lotte dei migranti li avevano azzerati) e moltiplicare i Centri di Identificazione ed Espulsione, rinominandoli con eufemismo offensivo “per il rimpatrio”. Noi chiediamo l’abrogazione del decreto- legge n. 13/2017, c.d. Minniti-Orlando, ormai convertito in legge.

Dato che sempre più richiedenti asilo vedono rifiutata la domanda di protezione internazionale, restando senza alcuna possibile alternativa, vengono condannati alla marginalità e alla “clandestinità”. Noi chiediamo l’introduzione del diritto a ottenere un permesso di soggiorno per lavoro anche per gli asilanti diniegati.

Malgrado il panorama politico istituzionale sia, a dir poco, desolante, non smettiamo di lottare né di agire per il cambiamento. Crediamo con forza che la pratica sociale e l’azione politica indipendenti e dal basso siano vincenti.

Pratichiamo ogni giorno una solidarietà che non fa bene solo a chi è immigrato, ma a tutte le cittadine e i cittadini di questo paese. Le nostre esperienze configurano un modello completamente diverso di accoglienza, che non considera la persona migrante un sospetto da controllare né un povero da aiutare ma un cittadino, un uguale, un alleato carico di energie e creatività, che non costruisce “centri” basati sulla segregazione spaziale e sociale ma crea contatto, conoscenza e mescolanza, che non contrappone i bisogni delle e dei migranti a quelli delle e dei cittadini autoctoni ma ricompone contesti sociali frammentati.

Le risorse attualmente disperse nel mantenimento del dispositivo militare e poliziesco destinato all’impossibile controllo delle persone migranti vanno indirizzate invece alla ricostruzione di una solida struttura di servizi sociali per tutte e tutti, indipendentemente dalla nazionalità.

I problemi del lavoro, della salute, dell’alloggio, dell’istruzione e formazione professionale, non  sono  diversi per  gli  autoctoni e  per  i  vecchi e  nuovi migranti. Devono, pertanto cessare la creazione e il finanziamento di strutture specializzate “per immigrati”, che troppo spesso trasformano l’accoglienza in business; si torni invece a investire in strumenti di inclusione sociale universali, più strutturati, meno precari e formativi.

Le migliori esperienze realizzate in Italia e in Europa, quale ad esempio quella di Riace, ci mostrano che l’accoglienza non è un peso, ma può al contrario rivelarsi la chiave per far ripartire il sistema economico europeo devastato dalla crisi.

Se sapremo includere anziché segregare, permetteremo non solo alle nuove e ai nuovi arrivati,  ma  a  tutte  le  persone  che  oggi  vivono  in  condizioni  di  marginalità,  di partecipare alla costruzione del benessere collettivo, e questo non  mancherà di far sentire i propri benefici effetti sui paesi di origine dei migranti stessi, contribuendo così al superamento delle crisi sociali che li tormentano.

Il razzismo non si combatte con le belle parole, ma solo cancellando dalle leggi e dall’immaginario l’oscura figura del “clandestino” e le paure che esso incarna, praticando il mutuo soccorso come alternativa alla competizione, saltando e facendo saltare le frontiere con la forza della solidarietà, perché se i diritti non diventano universali degradano a privilegi.

In questa prospettiva proponiamo una piattaforma di proposte necessarie, ineludibili e possibili da subito.

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ALL’UNIONE EUROPEA

INTRODUZIONE DEL PERMESSO DI SOGGIORNO EUROPEO, CIOE’ DI UN PERMESSO ANCORA RILASCIATO DA CIASCUNO STATO MA CON VALIDITA’ IN TUTTA LA U.E.

NESSUNA DISTINZIONE TRA MIGRANTI REGOLARI E MIGRANTI IRREGOLARI

PREVEDERE FORME VINCOLATE DI VISTI DI INGRESSO PER MOTIVI UMANITARI NEI PAESI DI ORIGINE O TRANSITO INVESTITI DA CONFLITTI ARMATI O DA GRAVI VIOLAZIONI DEI DIRITTI FONDAMENTALI PER RICHIEDERE PROTEZIONE INTERNAZIONALE

REVISIONE DEL REGOLAMENTO DI DUBLINO CON LA PREVISIONE DEL DIRITTO DELL’ASILANTE DI SCEGLIERE IL PAESE DI DESTINAZIONE

ABBANDONO E REVOCA IMMEDIATA DEI TRATTATI SEMI-SEGRETI CON GLI STATI EXTRA-U.E. CHE PREVEDANO L’ESTERNALIZZAZIONE DELLE PROCEDURE DI ASILO E DEL TRATTENIMENTO DEI MIGRANTI CD. ECONOMICI (basti pensare all’accordo del 2016 con la Turchia)

INTRODUZIONE DI PROCEDURE SEMPLIFICATE EUROPEE PER IL RILASCIO DI VISTI PER TURISMO AI CITTADINI EXTRA-U.E.

 

AL GOVERNO E AL PARLAMENTO ITALIANI

ABOLIZIONE DELLA PROCEDURA D’INGRESSO ATTRAVERSO IL DECRETO FLUSSI

VISTO DI INGRESSO PER RICERCA LAVORO E RELATIVO PERMESSO DI SOGGIORNO PER RICERCA LAVORO DELLA DURATA DI ALMENO 12 MESI

RIPRISTINO DELL’INGRESSO PER LAVORO A CHIAMATA NOMINATIVA

INTRODUZIONE DEL DIRITTO A OTTENERE UN PERMESSO DI

SOGGIORNO PER LAVORO ANCHE AI RICHIEDENTI ASILO CHE AL TERMINE DELLA PROCEDURA NON VENGANO RICONOSCIUTI COME RIFUGIATI

REGOLARIZZAZIONE ORDINARIA DEI MIGRANTI GIÀ SUL TERRITORIO CHE SVOLGANO UN’ATTIVITÀ LAVORATIVA, CHE ABBIANO CONCRETI LEGAMI FAMILIARI O NON ABBIANO PIÙ RAPPORTI SIGNIFICATIVI CON LO STATO D’ORIGINE

REVISIONE COMPLESSIVA DEL MECCANISMO DI INCIDENZA PREVALENTE DEL CONTRATTO DI LAVORO QUANTO AL MANTENIMENTO DEL PERMESSO DI SOGGIORNO

AMPLIAMENTO DELLE POSSIBILITA’ DI RICONGIUNGIMENTO FAMILIARE

INTRODUZIONE DELLA CONVERTIBILITA’ RECIPROCA DI TUTTI I PERMESSI DI SOGGIORNO

TRASFERIMENTO DELLE COMPETENZE IN MATERIA DI PERMESSO DI SOGGIORNO DALLE QUESTURE AI COMUNI

RICONOSCIMENTO IN VIA ACCELERATA DELLA CITTADINANZA PER I MINORI NATI IN ITALIA E PER QUELLI CRESCIUTI IN ITALIA

CONCESSIONE DELL’ELETTORATO ATTIVO E PASSIVO ALLE ELEZIONI COMUNALI PER TUTTI I CITTADINI STRANIERI RESIDENTI IN ITALIA DA ALMENO CINQUE ANNI

ABROGAZIONE DEI REATI CHE PUNISCONO L’INGRESSO O IL SOGGIORNO NON AUTORIZZATI

ABOLIZIONE DEI CENTRI DI DETENZIONE AMMINISTRATIVA PER MIGRANTI (gli ex CIE e già CPT, oggi ridenominati Centri per il Rimpatrio) E DI QUALSIASI LUOGO DI TRATTENIMENTO FORZATO (come gli hotspot)

INTRODUZIONE DI MISURE CONCRETE DI AGEVOLAZIONE DEL RIMPATRIO VOLONTARIO

ABBANDONO E REVOCA IMMEDIATA DEGLI ACCORDI SEMI-SEGRETI CON GLI STATI EXTRA-U.E. CHE PREVEDANO L’ESTERNALIZZAZIONE DELLE PROCEDURE DI ASILO E DEL TRATTENIMENTO DEI MIGRANTI CD. ECONOMICI (basti pensare al tragico, e nel contempo grottesco, recente accordo del febbraio 2017 con la pseudo-Libia)

ABOLIZIONE DELLA VIGENTE NORMATIVA IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE (LA CD. TURCO-NAPOLITANO INNERVATA IN SENSO PEGGIORATIVO DALLA CD. BOSSI-FINI)

ABROGAZIONE DEI DECRETI-LEGGE (ora leggi) MINNITI-ORLANDO IN MATERIA DI IMMIGRAZIONE E DI SICUREZZA URBANA

COSTITUZIONE DI UN SISTEMA NAZIONALE PER IL DIRITTO DI ASILO CON FORME DI ACCOGLIENZA ORDINARIA DECENTRATA, DISTRIBUITE DA OGNI REGIONE TRA I PROPRI COMUNI, OBBLIGATI ALLA RICEZIONE

PREVISIONE DI UN PERIODO DI ALMENO SEI MESI DI ACCOGLIENZA E SUPPORTO FORMATIVO, ALLOGGIATIVO, ASSISTENZIALE, ECONOMICO PER I TITOLARI DI PROTEZIONE INTERNAZIONALE O UMANITARIA

SEMPLIFICAZIONE DELLE PROCEDURE PER IL RICONOSCIMENTO DEI TITOLI DI STUDIO OTTENUTI ALL’ESTERO

 

AL COMUNE DI MILANO

ADESIONE TOTALE AL SISTEMA S.P.R.A.R. DI ACCOGLIENZA DEI RICHIEDENTI ASILO, CON L’ASSORBIMENTO INTEGRALE DEI POSTI OGGI DISPONIBILI NEI C.A.S. (Centri di Accoglienza Straordinaria) NONCHE’ CON L’OFFERTA DI 10.000 POSTI IN STRUTTURE S.P.R.A.R. INVECE DEGLI ATTUALI 1.000 (cioè a dire una percentuale dello 0,7% sulla popolazione residente anziché dello 0,07%)

DICHIARAZIONE PUBBLICA DI DISPONIBILITÀ A SVOLGERE LE INCOMBENZE RELATIVE AI RINNOVI DEI PERMESSI DI SOGGIORNO PRESSO GLI UFFICI DELL’AMMINISTRAZIONE COMUNALE

RICONOSCIMENTO DELLA RESIDENZA ALLE PERSONE AVENTI DIMORA ABITUALE NEL TERRITORIO COMUNALE (MIGRANTI O NON MIGRANTI) MA IMPOSSIBILITATI, PERCHE’ IN DIFFICOLTÀ SOCIO-ECONOMICA, A TROVARE UN ALLOGGIO STABILE (ciò permetterebbe l’accesso a servizi di base quali scuola, sanità, lavoro e welfare in genere)

NUOVI INVESTIMENTI NEI SERVIZI PER L’INCLUSIONE SOCIALE E LA SALUTE PER L’INTERA CITTADINANZA, A PARTIRE DALLA GARANZIA DI ACCESSO UNIVERSALE AI SERVIZI PER L’INFANZIA, INDISPENSABILI ALLA PARTECIPAZIONE ALLA VITA SOCIALE DELLE DONNE MIGRANTI E AUTOCTONE

IMPEGNO FORMALE E PUBBLICO A NON USARE NESSUNO DEI NUOVI ODIOSI POTERI CONFERITI AI SINDACI DAI “DECRETI MINNITI” SIA NEI CONFRONTI DEI MIGRANTI CHE DEGLI AUTOCTONI

Dentro la festa: 25 aprile

Corteo-25-4-2017

Corteo-25-4-20171945 – la Liberazione;  2017 – la Memoria resistente

La manifestazione del 25 aprile di quest’anno 2017 rimarrà nella Memoria in particolare per due fatti che l’hanno caratterizzata.

Il primo è sicuramente la grande presenza dei richiedenti asilo che dai diversi “Centri” hanno voluto essere presenti alla festa della celebrazione della liberazione dell’Italia da nazifascismo, per manifestare la loro solidarietà; in particolare per condividere le diverse lotte di liberazione e di resistenza che sono in atto nel nostro paese in difesa dei diritti universali.
Tra questi quello tra i più significativi è il diritto dei migranti ad essere accolti nel pieno rispetto della dignità umana senza le distinzioni disdicevoli tra le persone che fuggono dalle guerre e chi è costretto a migrare per la miseria e la fame che solo la violenza del liberismo capitalista ha procurato loro.

Tutti in marcia con un forte messaggio di uguaglianza per il diritto alla vita:
“NO ONE IS ILLEGAL  – NESSUNA PERSONA È ILLEGALE”
.

E noi con loro perché quella violenza che costringe intere famiglie ad abbandonare la loro terra, si ripercuote, in modo servile, anche nel nostro paese con le politiche del nostro governo in materia di immigrazione e sicurezza.
Per questo anche il nostro striscione, portato anche dagli immigrati, diceva forte e chiaro “No al decreto Minniti-Orlando” – Vedi – mentre alcuni di noi portavano in evidenza cartelli con le ragioni della nostra lotta. Vedi:

L’altro fatto piuttosto inquietante è stata la presenza colorata di blu del Partito Democratico che ha abbandonato il rosso e il tricolore, simboli della Resistenza, per significare la difesa dell’Europa, da rifare. Devo dire opportuno il commento di un compagno: “Il PD, visto che perde in casa, va a giocare fuori casa”.

Noi continueremo a ricordare la Memoria come pratiche di lotta dei diritti universali.

Vedi alcune foto

Festa della Liberazione, impegno alla Resistenza – Baggio 22-4-017

Resistenze

ResistenzeAnche quest’anno, davanti alla biblioteca di Baggio, via Pistoia 10, si è voluto onorare la Liberazione dell’Italia dal nazifascismo.(vedi volantino)

Un deciso dovere verso la Resistenza e i valori propri di giustizia, uguaglianza e libertà che ancora oggi ogni persona è chiamata a difendere a partire dalla salvaguardia e dal rispetto della dignità di ogni essere umano.

Si è voluto anzitutto ricordare il partigiano Dino Sartirana detto “il pantera” che ci ha lasciato dopo che negli anni precedenti ci ha onorato della sua presenza e delle sue parole.

Con noi era presente un gruppo di richiedenti asilo che ha voluto ringraziarci per la nostra solidarietà, ma che di fatto sono loro e la loro indomabile resistenza a sostenere la nostra volontà a continuare nella lotta per i diritti.

Un gruppo di simpatici e “giovani” artisti hanno allietato la serata con musica dal vivo.

Vedi – Intervento – uno della serata

Vedi anche:

Al termine Andrea ha letto “Gli indifferenti” di Antonio Gramsci – vedi Odio gli indifferenti

Una strage che richiama la memoria del presente

Rana-Plaza

Rana-PlazaIl 24 aprile 2013 ha avuto luogo la strage del Rana Plaza, Bangladesh, dove a causa del crollo del palazzo in cui lavoravano circa 5000 persone in condizioni di sfruttamento e salari miserabili, 1138 donne sono morte e 2515 sono rimaste ferite.

Solo dopo due anni di lotte e denunce è stato raggiunto un primo obiettivo: ottenere, da Benetton,  un risarcimento di 30 milioni per le vittime del crollo.

Questa memoria è doverosa per continuare a ricordare e denunciare l’espropriazione e lo sfruttamento del lavoro produttivo da parte del Capitalismo che avviene in ogni angolo del mondo e nella nostra vita quotidiana.

Il Capitalismo utilizza gli stessi meccanismi di accaparramento violenti, presenti fin dalla sua origine, in modo permanente: appropriazione della terra e della natura, sfruttamento del lavoro, violenza e il potere militare.

Ciò significa che questo sistema nelle sue diverse forme è direttamente correlato al neocolonialismo e al patriarcato.

Le aziende organizzano la loro produzione e l’intera catena del profitto, in modo diffuso in tutto il mondo, mirano in particolare ai paesi del Sud del Mondo considerati “paradisi fiscali” con liberalizzazioni garantite dai Governi e manodopera a basso costo.
Le multinazionali godono di grande impunità a fronte di violazione dei diritti umani, inquinamento della natura, ….

Ciò avviene anche con l’usurpazione delle terre delle comunità, con la trasformazione dell’agricoltura familiare in agricoltura intensiva di esportazione, con la deforestazione e con l’inquinamento dei corsi d’acqua da parte delle attività estrattive delle multinazionali.

Si creano in questo modo squilibri naturali e soprattutto di miseria per le famiglie che soffrono per mancanza di cibo e acqua.

Siamo costretti a dover fare affidamento ad un mercato senza confini per mangiare, con un potere d’acquisto controllato.

E’ lo stesso “governo del mercato” che genera le guerre, le miserie, i migranti, i rifugiati che i “nostri” governi, complici, non vogliono accogliere.

Così è per l’industria che supporta gli alimenti surrogati e geneticamente modificati (OGM) che hanno ormai invaso completamente i nostri mercati.
In questo settore, l’aspetto estetico del cibo è più importante della sua qualità nutrizionale, il che significa che la nostra salute e il benessere sono seriamente compromessi.

Una manipolazione tecnologica e mediatica per garantire un consumo accelerato, per creare bisogni inutili e un culto effimero della sovranità.

Questo contesto è il risultato di quello che viene chiamato “libero scambio“, che non è niente di nuovo; gli accordi di libero scambio sono strumenti che stabiliscono regole molto rigide formulate attraverso processi molto poco democratici i cui obiettivi, per le aziende multinazionali, sono di espandere il loro potere sulle nostre vite. Infatti con questi accordi irreversibili controllano le politiche dei Governi. Inoltre le società tendono ad appropriarsi della conoscenza per brevettare la vita, i semi e creare monopoli il più a lungo duraturi.

Esempi di questo sono l’accordo di Tras-Pacifico (TPP), la Tras-atlantico (TTIP) e l’accordo sul commercio e dei servizi (TISA).

Noi lottiamo contro questi accordi di libero scambio che sono oltre le semplici regole del commercio tra i paesi: sono strategie di dominio, per espandere i mercati e aumentare i loro profitti. Nel contempo aumentano le disuguaglianze tra paesi e popoli e minacciano la sostenibilità della vita.

 

E’ facile associare la data del 24 aprile a quella del 25 aprile, data della Liberazione.
Questa memoria ci rafforza e stimola nelle lotte di resistenza contro ogni forma di mercificazione della vita e di violenza razzista.

Un’esperienza “FORTE”

Manara

ManaraIl Centro di Accoglienza della ex scuola Luciano Manara chiude.

La Direttrice del centro, nel saluto agli operatori e ai volontari ha detto: “è stata una esperienza forte“.

Ed è sicuramente vero!

“Forte” per le difficoltà che certamente si sono manifestate nell’organizzazione e nella conduzione, risultate alquanto complesse, sia per i compiti da assolvere da parte di chi aveva contratto la convenzione con il Comune (Fratelli di San Francesco) verso i richiedenti asilo, sia per la struttura (ex scuola elementare) nella quale erano inseriti. Complessità e limiti che si erano già evidenziate fin dalla prima accoglienza con i rifugiati provenienti dalla Siria.

“Forte”  perché l’accoglienza di persone che fuggono dalla guerra e dalla miseria, di cui siamo in buona parte responsabili, non meritano carità e tanto meno supponenza.

“Forte” per le persone richiedenti asilo che hanno subito una condizione di ghettizzazione se non di segregazione, dentro una realtà sociale e politica priva di accoglienza.

“Forte” per la cittadinanza che, pur consapevole, ha subito non tanto la presenza, quanto la inattività di giovani costretti a girovagare passivi, privati di interesse altro se non la sopravvivenza.

E comunque “Forte” nelle motivazioni e nell’impegno solidale da parte delle persone che hanno voluto esprimersi nel rapporto con i migranti.

“Forte” nell’esperienza della pratica del “dono” così fuori luogo e fuori misura dentro la società consumistica, dell’arroganza e dell’interesse privato.

“Forte” per i compagni e le compagne di Soy Mendel che, in particolare negli ultimi mesi, si sono attivati per una accoglienza coinvolgente e responsabilizzante. Nel saluto ieri, 26 marzo, alla festa di commiato c’era molta commozione negli abbracci e nell’assegnazione di una coppa premio per il torneo di calcio.

“Forte” per le insegnanti di Dimensioni Diverse e non solo, che hanno operato, con non poche difficoltà, nell’insegnamento della lingua italiana.

“Forte”, anzi “Fortissima” per i politici e la politica se fossero capaci e/o avessero la volontà di produrre una valutazione di merito di un’esperienza che, come molte altre, risultano fallimentari per la logica securitaria, segregantee discriminante, priva di progettualità accogliente se non meramente assistenziale.

Vedi le foto: http://www.dimensionidiverse.it/profughi-alla-manara-26-marzo/

Due date per la Memoria, ed è Primavera

El-capitalismo
El-capitalismo21 Marzo – Giornata Mondiale per l’eliminazione delle discriminazioni razziali

22 Marzo – Giornata Mondiale dell’acqua

L’universo femminile ha travolto il mondo contro ogni violenza per il diritto alla vita.
Il femminile ha proclamato lo “Sciopero Globale” che si è esteso in 48 paesi.

Non è la destra, non è la sinistra: l’impero è privo di controllo, controlla i corpi e la politica.

Se non fosse per il governo della politica …

Se non fosse per il governo della politica subalterna all’economia;
Se non fosse per il governo della politica sempre doma agli interessi delle grandi imprese;
Se non fosse per il governo della politica che sanziona diritti e giustizia all’apparato economico;
Se non fosse per il governo della politica che agita le paure e l’indifferenza;
Se non fosse per il governo della politica che perdona l’arroganza;
Se non fosse per il governo della politica che dà ragione alla violenza repressiva;
Se non fosse per il governo della politica che sanziona i principi costituzionali;
Se non fosse per il governo della politica che agita il razzismo e la violenza istituzionale;
Se non fosse per il governo della politica che trasforma la crisi in precarietà diffusa;
Se non fosse … la democrazia sarebbe libera.

Chi governa la democrazia?

  • Democratici senza democrazia
  • Democrazia senza diritti umani
  • Umani privati della dignità
  • Dignità senza giustizia
  • Giustizia offesa/oltraggiata dalla violenza e dall’abusivismo

La supremazia della immoralità viola i diritti dell’umanità

Il memorandum siglato tra Roma e Tripoli è immorale!

Il giudizio della società civile è pessimo: «Un atto immorale: l’Italia ha forzato un paese troppo debole. Il GNA (Government of National Accord) si è visto imporre da parte dell’Italia un accordo  che incrementerà gli abusi sui migranti che resteranno in Libia, un paese dove la situazione umanitaria è in continuo deterioramento per la violazione dei diritti umani: abusi sistematici, torture, sparizioni forzate, ecc.. Ma non è un accordo, ma un memorandum, un trucco che elimina aspetti legali come la ratifica dei due parlamenti che infatti non c’è stata!
La società civile libica chiede al Consiglio Onu per i diritti umani di creare un meccanismo di monitoraggio degli abusi.

Vanno segnalati in particolare i ricatti e le violenze che subiscono le donne dalla loro partenza fino all’Italia.  Così come la situazione dei minori non accompagnati, dei quali nel 2016 sono scomparsi  almeno in 10.000 dopo l’arrivo in Europa, secondo le stime di Europol.

In Italia una donna ministra gioca alla guerra

Il 10 febbraio il Consiglio dei Ministri ha deliberato il disegno di legge sulla implementazione del «Libro Bianco per la sicurezza internazionale e la difesa»; la ministra Pinotti sta lavorando alacremente alla creazione di un’unica struttura per i vertici di tutte le forze armate a Centocelle a Roma, ancor prima che il disegno di legge venga discusso in parlamento. È come se fosse in atto, nel silenzio generale, un “golpe biancoche sovverte le basi costituzionali della Repubblica italiana, riconfigurandola quale potenza che interviene militarmente nelle aree prospicienti il Mediterraneo – Nordafrica, Medioriente, Balcani – e ovunque nel mondo dove siano in gioco gli interessi dell’Occidente rappresentati dalla Nato sotto comando Usa.

L’Italia è impegnata in 30 missioni militari in 20 paesi, dal Kosovo all’Iraq e all’Afghanistan, dalla Libia alla Somalia e al Malì.

Inoltre, nel disegno di legge, alla struttura centralizzata viene affidata anche la «salvaguardia delle libere istituzioni» con «compiti specifici in casi di straordinaria necessità ed urgenza»; una formula vaga che si presta a misure autoritarie e a strategie eversive.

Tutto questo costa. L’Italia, annuncia la Pinotti, anche se non è ancora in grado di portare la spesa per la «difesa» al 2% del Pil come richiede la Nato, la sta incrementando: «Quest’anno siamo all’1,18% del Pil pari a oltre 23 miliardi».

Nel mondo due personaggi si sfidano alla guerra

Trump-Putin
Nonostante l’accordo del 2010 tra Mosca e Washington continua la corsa agli armamenti.
Negli Usa sono attive 1.740 testate nucleari, 1.800 in Russia. In Europa sono 150 quelle americane distribuite in Belgio (10), Germania (10), Olanda (10), Turchia (60) e in Italia che ne ospita 60 tra le basi di Aviano e Ghedi.

Vladimir Putin: «affilare le armi nucleari è l’ultima delle cose che vogliamo, ma va ricordato che le armi nucleari non possono essere considerate un fattore di aggressione, ma elemento di contenimento e garanzia di pace».
Donald Trump, «Legge per la difesa e la sicurezza»: «sarà un budget che rispetta la mia promessa di proteggere gli americani», un «aumento storico» del 10% delle spese militari, pari a 54 miliardi di dollari.

Così mentre l’Unione europea declama il suo impegno per il disarmo nucleare, prevede di sostituire 180 bombe nucleari B-61 con le più performanti B61-12. Un programma da 10 miliardi di dollari.

Intanto la Nato tiene schierate in Europa contro la Russia circa 700 testate nucleari (statunitensi, francesi e britanniche), quasi tutte pronte al lancio ventiquattrore su ventiquattro.

L’offesa all’Acqua Bene Comune

22 marzo: in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua MM sta promuovendo l’acqua pubblica e fa bene, anzi, era ora.

Tuttavia Indifferenza, speculazioni e guerre sono gli attributi che si rispecchiano attorno all’Acqua bene comune.

Nonostante 26 milioni abbiano votato Si al Referendum per l’acqua pubblica, la consapevolezza di questo bene sembra venir meno in rapporto al consumo delle cosiddette acque minerali. L’Italia detiene il record europeo per il consumo di acqua minerale: costi esorbitanti e inquinamento. Si ricicla solo il 25% degli imballaggi in plastica

L’acqua è il bene comune per eccellenza, appartiene alla vita, come l’aria che respiriamo, è assurdo pensare che possa diventare una merce. Eppure Ministri e Governi, sempre proni agli interessi delle multinazionali, agiscono nella pressoché totale indifferenza e abusivismo del bene pubblico.

Un grande pericolo vengono dai trattati internazionali come il TTIP e il CETA, che agiscono in funzione degli interessi delle multinazionali che vedono nell’acqua una grande risorsa economica.

Sono ben 343 i conflitti in corso per il controllo dell’acqua, mentre le cifre ufficiali pubblicate dall’Onu: ogni giorno, mille bimbi muoiono a causa di malattie collegate all’acqua.

E’ conflitto globale !

Se non fosse per …
Se non fosse per  il piacere compulsivo che rende le sensibilità sterili;
Se non fosse per  l’obbligo di vivere il quotidiano dovere;
Se non fosse per  lui, per lei, per loro, che irrompono il tempo e lo spazio “libero”;
Se non fosse per  l’omologazione che comprime le libertà dentro sentimenti marginali;
Se non fosse per  lo sguardo miope che non vede oltre l’interesse privato;
Se non fosse per  il turbinio delle acque agitate che precludono il fondale
Se non fosse per

Se non fosse per me forse tutto sarebbe diverso.

La volontà di cambiamento è perseguita dai giudizi che addomesticano i propositi, se non si trasformano in conflitto.

Una sana ribellione potrebbe liberare la vita alla primavera dei diritti, della giustizia e il riconoscimento delle diversità riproduttive che cambiano l’esistenza.

L’impronta ecologica

Impronta-ecologica

Impronta-ecologicaUn dossier infografico del Centro Nuovo Modello di Sviluppo.

L’indicatore “impronta ecologica”, introdotto da Mathis Wackernagel e William Rees nel 1996, aiuta ad individuare il consumo di risorse (l’emissione di anidride carbonica, per esempio, o l’agricoltura intensiva) rispetto alla capacità della Terra di rigenerarle; i valori dell’impronta si esprimono in ettari globali.

Per il calcolo dell’impronta ecologica si utilizzano sei categorie principali di terreno:

  • superficie necessaria per assorbire l’anidride carbonica prodotta dall’utilizzo di combustibili fossili;
  • superficie arabile utilizzata per la produzione di alimenti ed altri beni;
  • superficie destinata all’allevamento;
  • superficie destinata alla produzione di legname;
  • superficie edificata;
  • superficie marina dedicata alla crescita di risorse per la pesca.

Da numerosi studi effettuati emerge ormai che l’impronta ecologica a livello mondiale è maggiore della capacità bioproduttiva mondiale e che quindi in futuro avremo meno materie prime per i nostri consumi.

Secondo ad esempio uno studio pubblicato su Environmental Science & Policy, a fine dicembre 2016, relativo a 19 città costiere del Mediterraneo (tra cui Venezia, Genova, Roma, Napoli e Palermo), sono quasi 60 anni che la regione mediterranea consuma più risorse naturali di quanto l’ecosistema sia in grado di rigenerare.

A livello personale o di comunità, è possibile calcolare la propria impronta per cercare di renderla più sostenibile; a questo proposito, ricordiamo ad esempio il tool del WWF o quello messo a punto dal Global Footprint Network.

Ma per comprendere cosa sia l’impronta ecologica e capire di conseguenza come sia possibile ridurla, anche nelle nostre azioni quotidiane, il Centro Nuovo Modello di Sviluppo, nel 2016, ha realizzato un agevole ed utile dossier intitolato Impronta_maldistribuita: si tratta di quindici infografiche che ridescrivono la geografia mondiale in base alla superficie di terra “produttiva” necessaria a garantire il nostro stile di vita.

Tra gli argomenti raccontati e rappresentati tramite infografica troviamo:

  • base biologica della nostra esistenza: il bilancio CO2;
  • overshoot day: quando oltrepassiamo la biocapacità del pianeta;
  • l’impronta degli italiani: superiore di due volte e mezza a quella sostenibile;
  • i pianeti dell’eccesso: se tutti avessero il tenore di vita di chi vive in eccesso;
  • miglioriamo la nostra impronta: suggerimenti per ridurre l’impronta.
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