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Coltivare e fare Memoria

Nella ricorrenza del «Giorno della Memoria» crediamo sia importante non solo ricordare fatti e avvenimenti che hanno creato una grave frattura nell’umanità intera, ma richiamare la Memoria quale elemento fondamentale dell’esperienza di vita personale e politica.

I ricordi, come i molti avvenimenti più o meno drammatici che attraversano l’agire umano, sono portatori di emozioni che non sempre diventano parte della Memoria personale e collettiva in quanto sfuggono, vengono sottratti alla considerazione e comprensione.

Ogni persona ha diritto alla propria Memoria come il dovere di implementarla attraverso la cura delle scelte e delle diverse relazioni di cui la persona stessa si rende responsabile e protagonista.

Tuttavia affinché la Memoria personale possa vivere e resistere nel tempo e nelle contrapposizioni imposte dal sistema, ha bisogno di farsi Storia, diventare Memoria politica per l’umanità intera e produrre cambiamento.

E’ come dire che la Memoria personale, diversità propria, diventa parte di quella diversità che si rende partecipe protagonista della Storia.

Una scelta a voler essere parte attiva nei confronti degli abusi, delle violenze, delle guerre, delle persone migranti, delle ingiustizie, ….

Condizioni della precarietà di sistema e umana che devono trovare nella Memoria personale e collettiva quella narrazione capace di:

  • sovvertire le prepotenze e gli abusi dettati dalla misoginia, dalla xenofobia e dal razzismo;
  • abolire i respingimenti e i relativi decreti per una diversa accoglienza;
  • abbattere ogni muro, filo spinato che limitano la libera circolazione e generano perversi lager di disumanità colpevole;
  • bloccare ogni forma di guerra e aggressività a partire dalla produzione e vendita di armi;
  • rivendicare pari diritti e giustizia per tutte e tutti;
  • superare le disuguaglianze a partire da una diversa ridistribuzione delle ricchezze;
  • capace di …

La ricorrenza del «Giorno della Memoria» suggerisce a tutte e a tutti la necessità di trovare la forza e il tempo per destrutturare le emozioni suscitate dai ricordi e dagli accadimenti che ogni giorno perseguitano la realtà e le condizioni di vita, analizzando i fatti, recuperando le conoscenze adeguate per costruire il sapere necessario utile per pratiche diverse.

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Nel mentre un altro evento richiama la Memoria.

Il 6 febbraio 2014, oltre 200 persone migranti cercarono di entrare nella città di Ceuta dal territorio marocchino.

Mentre si avvicinavano, nuotando, alla spiaggia di Tarajal la Guardia Civil utilizzò attrezzature antisommossa – scariche di fumo e proiettili di gomma – per impedire loro di entrare nel territorio spagnolo.

Quindici immigrati sono morti nella parte spagnola, decine sono scomparsi e altri sono morti nel territorio marocchino.

Per ricordare questo evento, dal 6 al 8 di febbraio 2020, si riuniranno a Oujda (Marocco) alcuni dei parenti dei migranti scomparsi dalla Tunisia, Algeria, Marocco, Camerun, Senegal, Siria e Messico insieme ad attivisti di diversi paesi che quotidianamente lottano per denunciare la violenza omicida che gli stati esercitano ai confini.

Sarà la giornata globale di commemorAzione dei migranti deceduti, dispersi e/o vittime di scomparsa forzata.

All’evento in Marocco parteciperà anche un membro della Carovana Migrante Centroamericana che si fa lungo il Messico alla ricerca dei migranti desaparecidos. Si tratta di Ruben Figueroa, mexicano, migrante per un tempo negli USA che ora si dedica al lavoro di ricerca dei migranti.

In questo video potete vedere il lavoro che realizza.
https://www.arte.tv/es/videos/090255-000-A/mexico-en-busca-de-los-migrantes-desaparecidos/

A Milano la consueta Marcia per i Nuovi Desaparecidos è proprio giovedì 6 febbraio, quindi farà parte della giornata globale di CommemorAzione.

 

10 dicembre 1948 – 10 dicembre 2018

Chi ha visto il mio diritto?

Le date del calendario sono piene di ricorrenze proposte dalle Istituzionali Internazionali che intendono richiamare l’attenzione su diverse realtà problematiche.

Tuttavia quelle sui Diritti meritano la massima attenzione, infatti dall’osservanza e dalle pratiche dei Diritti Universali dipendono Libertà e Giustizia e con esse la Dignità di tutte le persone e dei rapporti interni alla società.

La giornata del 10 dicembre 2018 ricorda il 70° della “Dichiarazione Universale dei Diritti Umani” rilasciata il 10 dicembre 1948 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite.

In essa vengono sanciti i Principi Universali attualmente sottoscritti da 196 paesi, Principi che sono diventati parte delle diverse “Carte Costituzionali” dei Paesi, ma anche di intere Comunità come la “Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea” e la “Carta araba dei diritti dell’uomo“.

VEDI:

È quindi sempre utile e necessario riconsiderare la valutazione dell’attuazione dei Principi che stanno alla base delle relazioni sociali e della Dignità personale e collettiva.

La mancata responsabilità dei Governi Istituzionali nell’applicazione e nel garantire l’universalità dei diritti genera disuguaglianze e ingiustizie: è una politica assoggettata al potere economico e all’interesse privato.

L’insignificanza non trova la pratica dovuta, il corrispondente ricambio e scambio di una rielaborazione, viene svalutata la forza e la ragione per garantire pari dignità e cittadinanza.

Chi ha visto la mia dignità?

La dignità non è un altrove insignificante, essa appartiene al corpo e alla mente, va svelata, palesata come la diversità che la comprende.

E’ l’assunzione di responsabilità necessaria per conoscere e comprendere la diversità dell’altro, per ricreare la forza necessaria a resistere e lottare contro i soprusi e le violenze per una diversa umanità: i  principi della “Carta” sono parte del presente.

Il personale piega l’universalità al diritto privato: potere per sé!

Il personale diventa l’alibi che giustifica ogni possibilità di cambiamento: assuefazione – apatia – indifferenza.

La misura della dignità appartiene alla quantità di beni acquisiti sul mercato concorrenziale.

Una violenza repressiva e distruttiva ha rubato l’anima, non solo la Dignità!

La paura di perdere, di essere, sentirsi emarginato, manifesta il limite personale e l’asservimento al potere dominante: economico, politico.

Occorre riprendere la forza dell’autodeterminazione, della soggettività personale, in ragione del potere/volere di cambiamento che è costantemente violato: Libertà, Giustizia, Solidarietà, sono parole associate che devono sviluppare le pratiche di lotta e di partecipazione.

L’obiettivo è garantire il Diritto, la Dignità da riconquistare: aprire un fronte di lotta contro l’apatia, l’indifferenza che giustificano le scelte e le relazioni per recuperare comprensione e solidarietà contro la diffamazione e la sterilizzazione della dignità umana.

10 dicembre 2018
dichiarazione universale dei diritti umani

18 dicembre
Giornata Internazionale per i Diritti dei Migranti

 

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