Cibo e cambiamenti climatici

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Cibo-e-clima“Perché ripartire dall’Antartide?
L’Enea ha costruito in Antartide, in collaborazione con la Francia, una base di ricerca permanente, la Base Concordia, nel sito denominato Dome C a un’altitudine di 3 233 s.l.m.,  …

dove si sono analizzate le bollicine di gas contenute nel ghiaccio, prelevato tramite carotaggi fino a 3 mila metri di profondità (il massimo tecnicamente possibile), e ricostruito la storia del clima del Pianeta dell’ultimo milione di anni, cioè la Temperatura e la concentrazione di Gas Serra (anidride carbonica, metano e protossido di azoto).

In questo periodo si sono visti chiaramente confermati i cicli di Milankovic: ogni 125 mila anni il pianeta va incontro a un riscaldamento e ad un raffreddamento, dovuti all’oscillazione dell’orbita della Terra, tra l’elittico e il circolare.

Attualmente siamo in una fase di orbita quasi circolare, cioè in una fase interglaciale, calda, fra 60 mila anni saremo in una fase di glaciazione, non si può fare nulla per questo.
Oltre a causa dell’orbita, il clima cambia anche per l’oscillazione dell’asse terrestre e per il cambiamento di direzione dell’orbita terrestre, chiamata precessione degli equinozi.

Nell’ultimo milione di anni nei periodi interglaciali, caldi, la T. era di 7 gradi inferiore a quella attuale e la concentrazione di anidride carbonica era di 290 ppm ( parti per milione).
Nel 1750 era di 280 ppm, si è mantenuta a 290 ppm fino all’inizio di questo secolo, attualmente (dati 2013) è superiore a 400 ppm, secondo l’ONU oltre i 450 ppm scatterà il campanello d’allarme.
Per riscontrare valori superiori a 300 ppm bisogna tornare probabilmente a oltre 20 milioni di anni fa, per arrivare a 400 ppm riandare a 60 milioni anni fa, al tempo della scomparsa dei dinosauri.

300 milioni di anni fa l’atmosfera terrestre conteneva 2000 ppm di anidride carbonica, la quale è stata riassorbita dal pianeta, soprattutto attraverso le foreste, arrivando a 280 ppm, cioè a un’atmosfera praticamente pura nel 1750.

L’ominide è comparso sulla terra circa 5 milioni di anni fa, l’homo erectus un milione anni fa, quando l’aria era pulita, l’homo sapiens 100 mila anni fa: negli ultimi 200 anni abbiamo fatto un percorso a ritroso di almeno 200 milioni di anni fa, annullando il grande lavoro della natura, che in 60 milioni di anni aveva ripulito l’aria, mettendo e comprimendo i vegetali sotto terra e riassorbendo l’anidride carbonica in metano, carbone e petrolio.

Partire dall’Antardide significa che, alla luce di questi dati, dobbiamo tornare a mantenerci nei cicli naturali: competere con la natura è sicuramente perdente, il pianeta sopravviverà, non così il genere umano, che sarà destinato all’estinzione, se andiamo avanti così.
Dobbiamo tornare ad essere compatibili alle capacità ricettive dell’ambiente, come lo è l’agricoltura familiare.

Nel 2014 sono stati emessi 33 miliardi di Tonnellate di anidride carbonica, il valore più alto dal 1850, data di inizio della rivoluzione industriale.
La capacità naturale di assorbimento è di 10-11 miliardi/anno, attraverso l’acqua degli oceani e le foreste (fotosintesi clorofilliana), ma, col riscaldamento del pianeta, la capacità sta diminuendo per due effetti :

  1. A – la fotosintesi clorofilliana è compensata, se non surclassata, dalla respirazione delle piante, che emettono anidride carbonica, e

B – aumentano i processi di decomposizione di materia organica, con emissione anche di          metano, un gas serra 25 volte più potente dell’anidride carbonica.

  1. l’acqua degli oceani si scalda e assorbe minor anidride carbonica ( l’acqua fredda trattiene i gas, ad es. se si scalda una bottiglia di acqua minerale essa perde anidride carbonica e ossigeno).

Negli ultimi 100 anni a livello globale la T. è aumentata di 0,8 gradi, in Italia di 1,2 gradi.

Clima e meteorologia
Sono due cose differenti.
La meteorologia, dal greco “al di là della collina”, riguarda la dinamica, i movimenti dell’atmosfera.
Il CLIMA è l’equilibrio energetico del sistema climatico, che è composto dagli oceani, dalla geosfera, dall’atmosfera, dalla biosfera, che interagiscono continuamente fra di loro, tramite il ciclo del carbonio e il ciclo dell’acqua.

Il Sole manda energia, assorbita, distribuita e rielaborata dal sistema e rimandata nello spazio.
Il Clima è l’equilibrio tra l’energia che arriva e quella che è emessa .
Il Clima cambia perchè:

  1. cambia l’energia che arriva: quando l’orbita terrestre è circolare l’energia che arriva è costante, quando è ellittica l’energia diminuisce del 10-15% ( il che spiega la glaciazione)
  2. cambia l’energia che viene emessa: 500 milioni di anni fa c’era la pangea e gli oceani, poi la terra si è spaccata, allora il clima era ben diverso; l’attuale configurazione della superficie terrestre risale a 25 milioni di anni fa ( il Mediterraneo risale a 5 milioni di anni fa).

Negli ultimi 200 anni abbiamo cambiato la composizione dell’ATMOSFERA

L’atmosfera è trasparente alla radiazione solare incidente (a onda corta, inferiore a un micron), che riscalda la terra, che riemette raggi infrarossi ad onda lunga (circa 15 micron), che vengono assorbiti dai gas serra, prima di essere rilasciati verso l’alto.

Se, insieme al vapor acqueo che è un gas serra naturale, aumentano nell’atmosfera altri gas serra ( anidride carbonica, metano, protossido d’azoto, freon e altri), si determina un maggior assorbimento di infrarossi, che vengono rimandati in tutte le direzioni, anche sulla Terra, con un riscaldamento del sistema definito effetto serra.

Se si da più energia, schiacciando l’acceleratore, una macchina va più veloce e si scalda.
Lo stesso avviene al nostro Pianeta che è una macchina termodinamica: se aumenta l’energia del sistema 1) esso si riscalda di più e 2) tutto gira più velocemente, il processo di evaporazione, condensazione e precipitazione è molto più veloce, aumentano i fenomeni estremi.

Scioglimento delle calotte
Anche in Antartide c’è stata una riduzione dello spessore del ghiaccio, seppure non dell’estensione, ma è più importante lo scioglimento dell’Artide, non tanto per i blocchi di ghiaccio galleggianti , fenomeno analogo allo scioglimento dei ghiacciai ( le Alpi si sono ridotte del 50%).

La deglaciazione della Groenlandia sta avvenendo a un ritmo di 220 miliardi di metri cubi di acqua dolce all’anno.Se il Pianeta si scalda più di 4 Gradi/secolo, i ghiacci della Groenlandia, che sono fatti di acqua dolce, si sciolgono e vanno nell’Oceano Atlantico, alzano i livelli del mare e interrompono la Corrente del Golfo, con un rischio di glaciazione per eccesso di riscaldamento. Questo perchè l’acqua dolce crea una differenza di salinità tra Nord e Medio Atlantico, che blocca la corrente del Golfo.

Come funziona la Corrente del Golfo?
L’acqua del Golfo del Messico è calda e leggera e sta in superficie; per effetto della rotazione terrestre si sposta verso Gran Bretagna e Norvegia, cede calore, riscaldando, e si raffredda.

La Groenlandia e la Norvegia sono alla stessa latitudine, ma c’è grande differenza tra loro rispetto al ghiaccio, così come tra la Gran Bretagna e il Nord del Canada, anch’essi alla stessa altezza .
A parità di salinità l’acqua calda è più leggera dell’acqua fredda, ma invece si verifica un blocco della Corrente del Golfo quando arriva acqua dolce, più leggera dell’acqua salata, che la affonda. L’acqua calda salata quindi non può più procedere e riscaldare, di conseguenza aumenta la formazione di ghiacci nell’Artico, i quali riflettono l’energia solare, avviando così una glaciazione.

Qualcosa di simile è già successo 2.500 anni fa, quando il nostro pianeta stava uscendo da una glaciazione e si stavano sciogliendo i ghiacci del Nord. Si verificò lo sversamento a mare, per cedimento di una diga di terra, del lago di Hudson (Younger Dryas) e per 1300 anni l’Emisfero Nord è andato in glaciazione, fino a chè si è ristabilito l’equilibrio di salinità nell’Atlantico ed è ripresa la Corrente del Golfo.

Agricoltura e riscaldamento climatico
L’Agricoltura è una causa del riscaldamento, ma ne subisce anche le conseguenze.
L’agricoltura contribuisce al riscaldamento climatico dal 9 al 15%, con i processi di lavorazione che emettono gas serra ( trattori, trebbiattrici ecc), ma soprattutto per l’uso di concimi chimici che contengono protossido di azoto che ha un potere calorifico maggiore 250 volte l’anidride carbonica.
Inoltre influisce anche con le emissioni di metano derivanti dagli allevamenti del settore zootecnico.

Bisogna ridurre drasticamente l’impatto dell’agricoltura, tornare a pratiche agricole molto più naturali e meno impattanti, fare in modo che, aumentando la sostanza organica del suolo, questa assorba i gas serra e riduca la desertificazione.
Anche la produzione industriale di alimenti e il packaging emettono gas serra, bisogna fare e consumare prodotti freschi, con un’agricoltura a Km zero: un terzo dei gas serra deriva dai trasporti, in gran parte trasporti di derrate alimentari.

Se il clima cambia bisogna fare un’agricoltura resiliente, tutelando in primo luogo le risorse idriche, l’agricoltura attuale consuma acqua, in Italia il 70% del totale , con i sistemi di irrigazione a pioggia gran parte evapora e si perde.

E l’acqua che viene rilasciata è spesso inquinata.
Bisogna tornare all’agricoltura che si faceva prima, che manteneva anche la biodiversità del territorio

Tratto dall’intervento di Vincenzo Ferrara, climatologo e fisico dell’atmosfera,
al Convegno “L’agricoltura di Ischia riparte dall’Antartide” del 17 Aprile 2005 a Ischia,
( a cura di Antonio Lupo)
https://www.youtube.com/watch?v=tkoVdFHwOv4