Ed è CRISI: … della POLITICA, … del Governo, … della Giustizia, …

GdAG-2016

GdAG-2016«Le persone migranti sono bersaglio di politiche ingiuste. A detrimento dei diritti universalmente riconosciuti ad ogni persona umana, queste mettono gli esseri umani gli uni contro gli altri attraverso strategie discriminatorie,» ….

«Tali politiche sono imposte da sistemi conservatori ed egemonici che per cercare di mantenere i propri privilegi sfruttano la forza di lavoro, fisica e intellettuale dei migranti. …»
«Le politiche di sicurezza attuate dagli Stati Nazione inducono a credere che le migrazioni siano un problema e una minaccia, mentre costituiscono un fatto storico naturale, complesso, certo, ma che, lungi dall’essere una calamità per i paesi di residenza, costituisce un contributo economico, sociale e culturale di valore inestimabile.» (Dalla “Carta Mondiale dei Diritti dei Migranti”)

18 dicembre 2016:  «Giornata d’Azione Globale»
contro il razzismo per i diritti dei migranti rifugiati e sfollati.

Mai come di questi tempi la “Giornata di Azione Globale”, si carica di significati, di attenzioni e di lotte contro le politiche violente e di esclusone praticate dai governi, acclamate dalle prepotenze razziste e taciute dall’indifferenza generalizzata.
Il deterioramento, la precarizzazione dei rapporti di produzione, la disumanizzazione dei rapporti sociali e di vita, richiamano la necessità di una reazione forte, di sovvertimento e di liberazione.

Sensibilità diverse sperimentano forme di resistenza e di riscatto alle diverse coercizioni imposte dalle politiche degenerative, ma non sono sufficienti a frenare i muri dell’ignoranza che imprigionano ogni soggettività desiderosa di trasformazione.

Le speranze e gli obiettivi sono tanti, ognuno in sé valido, per quanto frammentati in strategie incomprese, mentre le politiche economiche sono proprie ad un’unica strategia, un solo obiettivo: imprigionare la “vita” agli interessi privati del mercato.

Loro, i migranti per necessità, con tutte le loro, nostre, miserie, sono costretti in fuga a ri-percorrere le strade della vita e della morte, delle ingiustizie e delle prepotenze, privati di ogni dignità possibile.

Per loro il 2016 è stato un anno infausto, di passioni, di marce forzate, di violenze e abusi inauditi, di respingimenti, di morti … tanti morti.

Intollerabili le “incarcerazioni” dentro gli hotspot degli accordi bilaterali, con governi di nessuna moralità, così come i sensazionalismi e i silenzi dei media sulle stragi e le responsabilità.

Alla fine c’è anche l’accoglienza tanto decantata: Cdsa, Cda, Cara, Cas, Sprar, Cie.
Tanti Centri per diverse classificazioni: profughi di guerra, rifugiati economici, ambientali, perseguitati politici, … risultano meschine “ripartizioni” improprie; una accoglienza priva di una possibile progettualità per un inserimento sociale.

APRITE LE FRONTIERE!
MIGRARE PER VIVERE NON PER MORIRE!

  • Aprite le frontiere è l’urlo di uomini, donne, bambini e bambine bloccati lungo le frontiere dai muri e dai fili spinati.
  • Aprite le frontiere è l’urlo di chi fugge dalle guerra e dalla miseria.
  • Aprite le frontiere è l’urlo angosciato di chi, privato di ogni bene, cerca una nuova speranza di vita.
  • Aprite le frontiere è l’urlo delle vittime morte o disperse lungo le rotte migratorie.
  • Aprite le frontiere, abbattete i muri, è il grido di tutte le persone che lottano per i diritti e la giustizia.

E noi con loro per affermare diritti e giustizia per tutti gli esseri viventi!

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La Giornata d’azione globale nacque nel 2010, durante il Forum Mondiale delle Migrazioni realizzato a Quito (Ecuador).  L’obiettivo della Giornata è quello di favorire la visibilità e la convergenza di tutte le attività che molte organizzazioni già fanno il 18 dicembre, data in cui, nel 1990, l’Assemblea Generale delle Nazioni Unite adottò la Convenzione Internazionale per la tutela dei diritti di tutti i lavoratori migranti e delle loro famiglie.
Da allora la Convenzione è divenuta operativa perché ratificata da numerosi Paesi ma da nessuno degli Stati soggetti a fenomeni di immigrazione, da nessun Stato membro dell’Unione Europea.