Fermiamo il virus della violenza, chiediamo aiuto.

La violenza non si ferma con  il Covid 19, anzi.

E’ un fenomeno strutturale nella nostra società patriarcale, attraversa tutte le classi sociali e in questo momento è un’emergenza nell’emergenza.

Antonio Guterres, segretario generale ONU, ha lanciato in questi giorni un appello ai governi affinché rendano la prevenzione e la riparazione della violenza contro le donne una parte fondamentale dei loro piani di risposta al Covid 19.  Ha dichiarato che si è registrato “un terrificante aumento globale della violenza domestica” connessa al lockdown.

La rete D.i.re (Donne in rete) contro la violenza, denuncia un aumento del 75% delle richieste di aiuto, di cui solo il 28% richieste di primo supporto, contro il 78% dei periodi “normali”, dato che rivela le difficoltà di questo periodo.

”A fronte di questi dati drammatici, nessuna risorsa è ancora arrivata ai Centri Antiviolenza e alle associazioni che li gestiscono. Nonostante siano state richieste risorse straordinarie e le necessarie protezioni per gestire l’emergenza, nessun fondo è ancora arrivato. I tre milioni annunciati, e non ancora arrivati, con il Cura Italia sono irrisori rispetto ai bisogni dei Centri. Nessun intervento è previsto per affrontare la prossima fase di apertura e ora che si sta avvicinando il momento della riapertura del Paese nessun intervento è stato previsto per affrontare la situazione mentre le richieste di supporto potrebbero aumentare ancora, come è già successo in Cina. Il governo deve assolutamente cambiare strategia”.

Nella nostra città, nei primi giorni di ritiro in casa, il Cadmi (Casa Accoglienza Donne Maltrattate di Milano) ha registrato una vistosa diminuzione delle richieste di aiuto e questo ha indotto le operatrici a iniziare una campagna informativa nei confronti delle possibili utenti suggerendo indicazioni di tempi e modi per essere contattate.

La rassicurazione ha prodotto effetti e nel giro di pochi giorni le domande di aiuto sono riprese sia da parte di donne “nuove” che di quelle già seguite.

Il numero telefonico 02.55015519 e il sito www.cadmi.org sono a disposizione in qualsiasi momento per prestare attenzione alle richieste di aiuto in forma assolutamente anonima.

L’anonimato è la condizione che il Cadmi rivendica anche nei confronti delle amministrazioni locali che vorrebbero tracciare le donne che chiedono aiuto.

Oltre all’ascolto, le operatrici della Casa, persone formate a questo scopo, accompagnano le donne in percorsi di uscita dalle situazioni di violenza con progetti di vita e lavorativi.

Le donne a rischio violenza possono anche contattare il 1522, che fa capo alla Rete antiviolenza, sempre attivo, che può indirizzare verso il centro antiviolenza più comodo.

Vedi: Volantino_Violenza

Il sito www.direcontrolaviolenza.itDonne in rete contro la violenza” è a disposizione.

Il sito www.reteantiviolenzamilano.it è una Rete di 14 organizzazioni per aiutare, sostenere e supportare tutte le donne di Milano.