Fino all’ultima goccia d’acqua

Il Forum dei Movimenti per l’Acqua ha sbirciato tra i conti delle quattro grandi aziende multiservizio quotate in Borsa che gestiscono l’acqua: gli utili e i dividendi sono da capogiro.

Siamo di fronte a un sistema di gestione votato soltanto al profitto “che nessuna attenzione può e vuole avere per la conservazione quali-quantitativa del bene acqua, con investimenti del tutto insufficienti per la reale ristrutturazione delle reti”. scrive Paolo Carsetti del Forum.

Occorre costruire una seria inversione di tendenza, ad esempio approvando subito e senza stravolgimenti la proposta di legge in discussione alla Camera, cioè l’aggiornamento della legge di iniziativa popolare presentata dodici anni fa dal Movimento per l’Acqua.

Pd, Forza Italia, Lega e anche M5S non sono d’accordo: naturalmente il Forum non ha nessuna voglia di arrendersi.

Un impegno anche in occasione delle prossime elezioni Europee

Vedi:  APPELLO DEL MOVIMENTO EUROPEO PER L’ACQUA

Fino all’ultima goccia

Questo lo slogan del Forum italiano dei movimenti per l’acqua

Non è un segreto che gestire l’acqua risulta essere un business molto redditizio. In Italia il giro di affari annuo si aggira intorno ai 10 miliardi di euro.

Gestire l’acqua vuol dire non avere rischio d’impresa poiché i profitti, anche dopo il referendum del 2011 e a seguito dell’intervento dell’Autorità di Regolazione per Energia Reti e Ambiente (ARERA), continuano ad essere garantiti caricandoli direttamente sulla tariffa. 

Gestire il servizio idrico significa gestire un servizio in regime di monopolio poiché l’acqua è monopolio naturale. Pertanto può essere pubblico o privato ma non sussiste possibilità di concorrenza nel mercato. Parlare di liberalizzazioni in questo campo, dunque, è una vera e propria mistificazione. D’altra parte, i fautori del mercato sostengono che rimanendo pubblica la proprietà delle reti, l’acqua non viene privatizzata, e che ciò che viene messo sul mercato è la sua gestione.

È evidente che il reale proprietario del bene è colui che lo gestisce poiché detiene tutte le informazioni e non colui che ne mantiene la proprietà formale.

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A distanza di otto anni siamo ancora costretti ad un’intensa mobilitazione perché l’esito referendario è stato completamente disatteso e si persevera lungo la strada della mercificazione.

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La natura delle grandi aziende multiservizio quotate in Borsa, cioè quelle che sono il “dominus” del sistema di gestione italiano, non è infatti produrre servizi pubblici fondamentali, ma “creare valore per gli azionisti”, e cioè distribuire consistenti dividendi ai soci. 

Quest’affermazione si basa su uno studio dei bilanci (dal 2010 al 2016) delle “quattro grandi sorelle” – HERA, ACEA, IREN e A2A – effettuato dal Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua.

Nei sette anni indicati, in termini cumulati, IREN, A2A, HERA e ACEA realizzano utili per 3,257 miliardi di euro e distribuiscono dividendi per 2,983 miliardi di euro ai soci pubblici e privati, pari al 91 per cento degli utili! 

L’articolo completo su:  https://comune-info.net/2019/04/fino-allultima-goccia/

Paolo Carsetti  – Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua – 3 Aprile 2019