IL 12 MARZO IN TUTTA ITALIA MANIFESTIAMO CONTRO LA GUERRA di fronte alle basi e alle sedi della guerra

12-marzo

12-marzoIl nostro paese è in guerra! Questo è il primo fatto chiaro che va denunciato.
Lo scorso 25 febbraio il Presidente della Repubblica ha riunito al Quirinale il “Consiglio Supremo di Difesa“, cioè il massimo organo istituzionale in tema di guerra.

Nonostante il governo smentisca la partecipazione dell’Italia alla imminente ennesima guerra in Libia, il quotidiano della Confindustria, ha rivelato che sono già attualmente in Libia un centinaio di soldati italiani appartenenti ai corpi speciali.
E sono stati i giornali statunitensi a rivelare che l’Italia ha concesso le basi aeree siciliane agli USA come punto di partenza per le loro azioni belliche in Libia.

In realtà siamo in guerra dall’11 settembre del 2001, da quando iniziò la guerra contro l’Afghanistan a cui sono seguite molte altre iniziative belliche fino alle attuali.
Una guerra lunga oramai sedici anni che è costata tantissimo al popolo italiano sia in termini economici (oltre un miliardo di euro all’anno), sia in termini di vite umane.

La devastazione della Siria, che conta centinaia di migliaia di morti e feriti, milioni di sfollati interni ed esterni; lo sfaldamento della Libia, uno stato fallito e spogliato della sua sovranità, e ancor prima dell’Iraq, dell’Afghanistan e della ex Jugoslavia; il massacro in corso nello Yemen ad opera della coalizione saudita; la nascita e il “successo” del Nuovo Califfato oggi e di al Qaeda ieri, non sono certo fenomeni sovrannaturali.

Le fameliche pulsione di egemonia degli Stati Uniti e della loro creatura la NATO, ha prodotto le aggressioni dirette o indirette di questi Paesi che per la loro politica o posizione geostrategica dovevano essere “normalizzati” e resi inoffensivi.
A questo delittuoso disastro partecipano gli alleati dell’impero Usa/Nato: Europa, Turchia, Israele e Paesi del Golfo con a capo, oltre al Qatar, l’Arabia Saudita, la più grande scuola di indottrinamento e ingaggio dei criminali che ingrossano le fila del sedicente Stato Islamico.

Loro sono i veri responsabili della liquidazione di interi Stati e delle fughe forzose dei loro popoli che “invadono” le nostre aree protette. Altro che pacificatori.

Le loro guerre non solo producono miseria, morte e sconvolgimenti sociali, ma stanno rendendo l’Europa e il nostro Paese un territorio autoritario, dove gli spazi di libertà e di agibilità democratica vengono drasticamente ridotti.
L’Italia, oltre alla responsabilità morale per le immani sofferenze inflitte ai paesi colpiti dalle aggressioni a cui ha partecipato, deve anche rispondere degli 80 milioni di euro che ogni giorno escono dalle casse dello Stato per il mantenimento dell’infernale macchina da guerra Usa/Nato presente sul nostro territorio.

Noi esprimiamo solidarietà e sostegno a tutti i popoli oppressi in lotta, a partire da quello curdo e palestinese, ma rifiutiamo la guerra e il coinvolgimento del nostro paese in essa.

È necessaria una mobilitazione diffusa e permanente contro la guerra esterna e contro la guerra sociale interna che banche, multinazionali, interessi industrial militari vogliono imporci. Bisogna che l’Italia esca dalla NATO, alleanza che oggi non ha più alcuna giustificazione politica e morale.

Tutto il nostro paese è sempre più coinvolto nei danni, nei costi e nei nuovi crescenti rischi della guerra. Per questo bisogna mobilitarsi prima che si troppo tardi, per fermare la guerra e le politiche di distruzione della democrazia e dei diritti sociali che l’accompagnano.

Manifestiamo per :

  • La fine immediata di ogni partecipazione italiana alle guerre in corso, con il ritiro delle truppe da esse e il ripristino dell’articolo 11 della Costituzione.
  • Lo smantellamento delle basi e delle servitù militari, il rispetto del trattato di non proliferazione nucleare, la fine del commercio delle armi.
  • L’uscita dell’Italia dalla Nato e da ogni alleanza di guerra. L’Italia deve diventare un paese neutrale per contribuire alla pace.
  • La fine delle politiche persecutorie e xenofobe contro i migranti.
  • La fine delle politiche di austerità e del sistema di potere UE che le impone.
  • La cancellazione delle leggi sicuritarie che in tutta Europa nel nome della guerra al terrorismo stanno costruendo uno stato di polizia.

IL 12 MARZO IN TUTTA ITALIA MANIFESTIAMO CONTRO LA GUERRA ANCHE PER SENSIBILIZZARE L’OPINIONE PUBBLICA LOCALE IN VISTA DEL GRANDE INCONTRO NAZIONALE UNITARIO “ITALIA-LIBIA: BASTA GUERRA” CHE ALEX ZANOTELLI PROPONE DI CONVOCARE PROSSIMAMENTE A ROMA.