IL RIFUGIATO: CHI L’HA VISTO!

Il 20 giugno si celebra in tutto il mondo la Giornata Mondiale del Rifugiato, appuntamento annuale voluto dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, che ha come obiettivo la sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulla condizione di decine di milioni di rifugiati e richiedenti asilo costretti a fuggire da persecuzioni, distruzioni, guerre, fame, ….

Oggi, 19 giugno 2019, molte agenzie compresi i telegiornali hanno trasmesso gli ultimi dati dell’Agenzia delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR): nel 2018, il numero di persone in fuga da guerre, persecuzioni e conflitti ha superato i 70 milioni: quasi 500.000 in più rispetto alla rilevazione precedente.

Un numero spaventoso, “da paura” come lo sono le devastazioni e le violenze che sembrano “soggiogare” il mondo dell’indifferenza economica e della politica.

Prima gli americani“, “prima gli italiani“, … prima il “nostro” benessere sempre più sottratto con l’abusivismo e la violenza a quelle stesse popolazioni, private dei “loro” diritti, costrette alla fuga e a tendere la mano che spesso si trova “legata” alle sbarre di una cella, anziché ricevere un doveroso aiuto.

Così sulla base di facilonerie abusate e distruttive: “Basta con le maxi strutture piene di immigrati, costose, spesso degradate e dove non si fa integrazione ma solo business”, bastabuonisti impegnati (a pagamento) nell’accoglienza”, … la politica del governo italiano ed in particolare quella del ministro Salvini (un cristo che agita rosari e madonne) racconta “palle infernali“, promuove decreti “sicurezza“, minaccia, reprime, apre nuove galere, respinge, e … di quelle persone “rifugiate” e richiedenti asilo … “chi se ne frega“.

Così anche le persone oneste dimenticano di leggere la realtà come quella dei numeri delle persone che sbarcano in Italia e si sentono quasi in “dovere di sentirsi minacciate“, di avere “paura“, …

Mentre i dati del Dipartimento della Pubblica sicurezza  ci dicono:

E’ necessario conoscere alcuni altri dati sulla “invasione” dei rifugiati:

  • RICCHI E POVERI.
    –  i Paesi ad alto reddito accolgono mediamente 2,7 rifugiati ogni 1.000 abitanti;
    –  i Paesi a reddito medio e medio-basso accolgono in media 5,8 rifugiati ogni 1.000 abitanti;
    –  i Paesi più poveri accolgono un terzo di tutti i rifugiati su scala mondiale.
  • DOVE SI TROVANO.
    Circa l’80% dei rifugiati vive in Paesi confinanti con i Paesi di origine.
  • MINORI.
    Nel 2018, un rifugiato su due era minore, molti (111.000) soli e senza famiglia.
    L’Uganda ha registrato 2.800 bambini rifugiati di età pari o inferiore a cinque anni, soli o separati dalla propria famiglia.
  • PROBABILITÀ.
    Il numero sempre più grande di rifugiati – dell’abbandono forzato – dei quali non bisogna nascondere e tacere le grandissime responsabilità di un sistema economico-finanziario e di una politica obbligata al suo contesto, fanno rilevare un dato di prospettiva: nel 2018, 1 persona ogni 108 era rifugiata, richiedente asilo o sfollata: 10 anni prima la proporzione era di 1 su 160.

Queste persone non hanno bisogno di commiserazione e tanto meno di misericordia.

Per loro e per noi abbiamo il dovere di riconoscere i diritti di umanità a partire dal combattere quelle false e strumentali informazioni, che rendono sempre più precario il diritto di cittadinanza in quanto sempre più, loro e noi, siamo costretti in ambiti regolamentati dal regime persecutorio ed escludente.