Io sto con Piero

Calamandreai

CalamandreaiRiflessioni a margine dell’incontro pubblico “Come cambia la costituzione come legittimare il NO” – Biblioteca di Baggio – Giovedì 9 giugno 2016.
IO STO CON PIERO
La Costituzione è l’affermazione solenne della solidarietà sociale, della solidarietà umana, della sorte comune, che se va a fondo, va a fondo per tutti. E’ la carta della propria libertà, la carta per ciascuno di noi della propria dignità di uomo“. (Piero Calamandrei)

IO STO CON PIERO
Perché nella Costituzione c’è dentro tutta la nostra storia, tutto il nostro passato, tutti i nostri dolori, le nostre sciagure, le nostre gioie.
Perché l’offesa più grande che si fa alla Costituzione è l’indifferenza alla politica.

IO STO CON PIERO
Perché la Costituzione non è un pezzo di carta dove giustizia e libertà, scritte con il sangue di centomila morti, possano essere manipolate da qualche politico o da qualche governo per propri interessi di potere.

Così ieri sera, nell’incontro pubblico in biblioteca,  dopo aver ascoltato Il discorso di Piero Calamandrei agli studenti milanesi – era il 26 gennaio 1955 a Milano – https://www.youtube.com/watch?v=wU2mu0mXuwI – è partito spontaneo un caloroso applauso di tutti i presenti.

E’ seguito l’intervento dell’Avv. Luciano Belli Paci (Coordinamento Democrazia Costituzionale) che con grande chiarezza ha spiegato le gravi contraddizioni che si porta appresso la modifica della costituzione (ben 47 articoli) fortemente e illegittimamente voluta da Renzi.

La Costituzione enuncia principi e regole di tutti, della casa comune, non di un partito o di una maggioranza di Governo; soprattutto va rispettato il principio della “Sovranità popolare“.
Non si può chiamare il popolo italiano ad un plebiscito fiduciario “prendere o lasciare“, “o con me o senza di me“, escludendo al cittadino la possibilità di scelte utili.

Poi, anzi prima delle proposte di modifiche, il Governo ha approvato, per la sola camera, una legge elettorale – l’Italicum – che mira chiaramente, come ha affermato candidamente Roberto D’Alimonti chiamato da Renzi a stendere la riforma elettorale a legittimare una maggioranza – indipendentemente dalle percentuali di voto – al potere assoluto, spacciato per stabilità (vedi: http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2015-04-26/gli-elettori-sceglieranno-chi-governa-ma-sistema-non-sara-presidenziale-142917.shtml?uuid=AB2taBWD.
Contro l’Italicum si stanno raccogliendo le firme per un referendum abrogativo.

Sicuramente la Costituzione può essere modificata usando quella stessa saggezza e lungimiranza che hanno impegnato i Padri Costituenti.
Ma nel passato così non è stato:

  • Lo ha fatto la sinistra nel 2001 per “rincorrere” la Lega sul federalismo: per poi pentirsi.
  • Aveva provato il governo Berlusconi nel 2005 con la modifica di oltre 50 articoli (respinti con referendum nel 2006), approvando comunque il Porcellum.
  • Nel 2012 il Governo Monti introduce in Costituzione il “pareggio in bilancio

Ora un Parlamento delegittimato propone 47 emendamenti con una sorta di dictat: “se perdo, me ne vado” mostrando l’arroganza di chi non ammette discussioni, facendo venir meno uno dei principii fondante della Costituzione: “la sovranità appartiene al popolo“.

Nella serata si è richiamata alla memoria la grande vittoria popolare del referendum dell’11 e del 12 giugno 2011 in cui si è ri-affermato il diritto all’acqua pubblica. Nel contempo si è denunciata la manovra del Ministro Madia che, con il Testo Unico sui servizi pubblici locali, prevede l’obbligo di gestire i servizi a rete (acqua compresa) tramite Società per Azioni, reintroducendo in tariffa “l’adeguatezza della rimunerazione del capitale investito” (la stessa dicitura che il Referendum aveva abrogato!).

Anche in questo caso siamo di fronte ad un problema di illegittimità politica, di un potere
subordinato agli interessi privati, che mira oltretutto a sfiduciare i cittadini dalla politica.
Stiamo raccogliendo le firme per portare radicali modifiche al Testo.
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IO STO CON PIERO
“Se voi volete andare in pellegrinaggio nel luogo dove è nata la nostra Costituzione, andate nelle montagne dove caddero i partigiani, nelle carceri dove furono imprigionati, nei campi dove furono impiccati. Dovunque è morto un italiano per riscattare la libertà e la dignità, andate lì o giovani, col pensiero, perché li è nata la nostra Costituzione”. (Piero Calamandrei)