La Palestina di Vittorio

Noi che difendiamo i diritti e la giustizia universale siamo a fianco del popolo migrante per il loro diritto all’inclusione sociale.
Così come sosteniamo la lotta del Popolo Palestinese per il loro diritto alla Terra, contro l’arroganza e la violenza usurpatrice e razzista del Governo israeliano.

Il 15 Aprile 2011 Vittorio Arrigoni, volontario ed attivista per i diritti umani, veniva ucciso a Gaza – Palestina.  
Vogliamo ricordare con la sua memoria e il suo impegno solidale e di pace, l’indifferenza colpevole delle Istituzioni Internazionali e dei Governi, Italiano compreso, a fonte del continuo massacro di quel popolo.

La Palestina, oggi come ieri, rappresenta la difesa eroica di un popolo in lotta per l’affermazione del principio di autodeterminazione, contro la guerra di oppressione economica e di rapina dello Stato d’Israele. 

Uno Stato, quello Israeliano, violento e criminale, responsabile di espropri di terra, di acqua e di risorse, colpevole, sotto gli occhi complici delle “democrazie occidentali”, di un genocidio perpetrato pervicacemente per decenni, responsabile di persecuzioni, arresti e uccisioni di massa di un intero popolo, quello palestinese, costretto alla fuga dalla propria terra.

Ahmed Sa’adat, Segretario Generale del FPLP, si fa portavoce di un grido per la ricostruzione di un movimento di resistenza contro l’imperialismo israeliano e per l’attuazione di una strategia unitaria per la liberazione della Palestina dall’occupazione sionista, attraverso il ritorno dei profughi e la costruzione di un unico stato libero e laico in Palestina.

La memoria riconosce la storia di aggressione, occupazione di Israele verso l’intero popolo palestinese.
Una logica che mira a ghettizzare e criminalizzare qualsiasi opposizione in qualsiasi paese del mondo attraverso una campagna che vorrebbe far coincidere il sionismo con l’antisemitismo. 

Il popolo palestinese, a seguito dell’aggressione israeliana durante la Grande Marcia del Ritorno di un anno fa, ha subito 256 morti, 29.382 feriti (fonte: Ministero della Sanità palestinese).
La Grande Marcia ha visto un popolo di donne, uomini, vecchi e bambini dimostrare al mondo che cosa sia l’imperialismo sionista e cosa sia il coraggio della resistenza palestinese.

Oggi come ieri è importante ricordare che: Essere capaci di sentire nel più profondo qualsiasi ingiustizia commessa contro chiunque, in qualsiasi parte del mondo, è la qualità più bella di un rivoluzionario” (Che)