L’emergenza rifiuti è planetaria

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mergenza-rifiutiContinua inarrestabile fino a diventare un’emergenza planetaria, la crescita dei rifiuti solidi urbani (Rsu) prodotti nelle città dove ormai vivono tre miliardi di persone che producono 1,2 kg pro-capite di spazzatura al giorno (0,64 kg dieci anni fa).

E’ quanto emerso nella XXI Conferenza internazionale sulla gestione dei rifiuti solidi urbani Solid Urban Waste Management, organizzata a Roma dal Cnr e dallo Iupac Chemrawn Committee (Chemical Research Applied to World Needs).
Presenti oltre 300 esperti, alla ricerca di soluzioni per trasformare i rifiuti in una risorsa utilizzabile dalla collettività.

Dal 2010 per la prima volta, spiega una nota del Cnr, la maggior parte della popolazione mondiale vive in una città e questa percentuale continua a crescere. Cento anni fa vivevano in un’area urbana 2 persone su 10, nel 1990 meno di 4, entro il 2050 si stima che saranno 7 su 10.

La quantità di Rsu sta crescendo anche più velocemente: si è passati dai 0,68 miliardi di tonnellate prodotte nelle città 10 anni fa agli 1,3 miliardi di oggi, e se ne prevedono 2,2 miliardi nel 2025 (1,42 kg per persona).
Un’attenzione particolare viene data dalla Conferenza ai Paesi svantaggiati, dove la questione, spiega Mario Malinconico, ricercatore dell’Istituto dei polimeri, compositi e biomateriali del Cnr, “si ripropone in maniera più urgente e drammatica, creando spesso delle emergenze sanitarie“.

La produzione di Rsu, come pure il consumo di energia, varia notevolmente da megalopoli a megalopoli: “New York – rileva Malinconico – ha una produzione di rifiuti solidi 19 volte maggiore di Dacca, capitale del Bangladesh, così come un consumo pro capite di energia 28 volte più elevato di quello della città indiana di Kolkata e un consumo d’acqua 23 volte più elevato di Giakarta, capitale dell’Indonesia. Nei paesi in via di sviluppo, invece, una larga fascia della popolazione non ha un accesso al livello minimo di risorse, a volte per problemi di gestione: a Buenos Aires o San Paolo circa il 70% dell’acqua potabile va sprecato e Hong Kong produce quasi 14mila tonnellate di rifiuti solidi al giorno“. (ANSA).

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Nel corso dell’ultima riunione del Consiglio dei Ministri è stato approvato il nuovo Documento di economia e finanza (Def), che sarà presto esaminato a Bruxelles.
Sono i grandi numeri dell’economia italiana che il governo Renzi presenta ai cittadini con il solito ottimismo che sorride ai soliti noti, prevedendo per tutti gli altri tagli e un peggioramento delle condizioni di vita.

Numeri che si piegano all’economia di mercato lasciando ai margini gli investimenti pubblici.
Due dati utili che permettono di capire quanto fondate sono le prospettive di un diverso sviluppo.

  • Secondo il Fondo monetario internazionale, in Italia ogni anno i cittadini sono chiamati a versare 60 euro ognuno (4,02 miliardi di dollari in tutto) per sovvenzionare i combustibili fossili; secondo Legambiente, che aggrega sconti diretti e indiretti, la cifra sale a 14,7 miliardi di euro. Questo mentre l’esecutivo continua a ripetere che si trova in prima fila nella battaglia al cambiamento climatico.
  • La Corte dei Conti ha contato 799 agevolazioni fiscali, che valgono 313,1 miliardi di euro di mancato gettito fiscale.
    Su 313,1 miliardi di euro in agevolazioni fiscali, non c’è 1 euro dedicato al riciclo effettivo.