Liberarsi dal potere e abbracciare l’umanità

La notte della democrazia inizia sempre con un crepuscolo, che pochi riconoscono come tale.

La democrazia è un bene comune prezioso, che richiede la presenza attiva della cittadinanza.

Sono gli obiettivi politici che generano la direzione.

Tra rabbia e delusione, tra rancore e indifferenza, tra cinismo e solitudine, la disumanizzazione della politica e l’imbarbarimento delle relazioni umane procedono drammaticamente senza sosta.

Giorno dopo giorno, stiamo assistendo, quasi inermi e lobotomizzati, alla frantumazione della nostra Costituzione e, di conseguenza, al rapido declino di quel poco che resta della nostra sempre più malata democrazia.

Il decennio di politiche liberiste e di austerità, portate avanti dai governi di centrosinistra e centrodestra e dai governi tecnici, ha creato uno spaventoso vuoto che ha inghiottito ogni possibilità e credibilità di una democrazia progressista.

Gli spazi democratici di dissenso e di pensiero critico umanista stanno rapidamente evaporando, dai luoghi del lavoro precario e sfruttato ai centri della in-cultura mercificata (televisiva e social), lasciando via libera al trionfo della violenza e della stupidità.

Stiamo assistendo ad una costante e dolorosa svolta regressiva della nostra vita associata.

Il nuovo governo italiano, cerca di ricomporre le lacerazioni sociali prodotte dal capitalismo globale, attraverso politiche di stampo razzista e discriminatorio, attuando moderne e cieche caccia alle streghe contro facili capri espiatori, che alimentano mortali guerre tra poveri.

E’ palese la rinuncia alla costruzione di una società giusta e solidale, in cui rimettere profondamente in discussione i processi di alienazione e di sfruttamento del mercato e del capitalismo scegliendo di trasformarsi in amministratori dello status quo.

In questa frammentazione sociale, è riemersa nel nostro Paese, come in altre parti d’Europa e del mondo, la voglia di uomini e di identità forti, pronti a tutelare non tanto la comunità, ma gli interessi privati dei singoli.
Tali spinte autoritarie stanno generando, ancora una volta, mostri politici che non mostrano alcuna intenzione di scagliarsi contro le cause strutturali che generano miseria e sfruttamento.

In questo clima, il governo sta facendo della paura lo strumento centrale per dominare le società liquefatte del mercato. Muri, confini, porto d’armi, respingimenti, cultura de nemico, odio razziale, egoismo identitario e disprezzo della democrazia. stanno diventando prospettive politiche e culturali egemoniche nella società italiana.

Siamo sempre di più di fronte ad un bivio.
Se le crepe e le macerie di un capitalismo predone e coloniale non si trasformano nelle pietre di radicale rivoluzione sociale ed economica, fatta di mutualismo, di solidarietà, internazionalismo e di autogoverno dal basso, le nostre società e le nostre vite saranno destinate ad essere schiacciate dalla violenza dello sfruttamento, dell’autoritarismo e della guerra.