Nella piazza è rimasta la forza delle emozioni

Ogni anno, e sono 75: le strade e le piazze non hanno mai tradito le aspettative.

Oggi il grido della Resistenza liberata si accompagna al canto invalso dalla finestra che si affaccia sulla strada vuota.

A sinistra la bandiera simbolo della Resistenza dei popoli sovrani: la Palestina, disonorata della dignità e martoriata nel sangue combattente, a destra un fiore a ricordare i martiri ma anche la bellezza di un sorriso e della forza necessaria alla liberazione.

Commozione, passione, … desideri, nel giorno della Memoria esaltano la ricorrenza comune.

Nessuno vuol cedere alla solitudine, al vuoto della piazza, la malinconia si produce nel canto resistente- il canto partigiano – mentre una lacrima scivola sulla guancia.

Resistenza di liberazione

Primo Levi scriveva “I sommersi e i salvati” descrivendo la vita nei lager nazisti.

Oggi noi potremmo scrivere “sommersi e obbligati” tra le maglie incalcolabili di deprezzamenti che sfigurano i corpi e le anime degli umani resi ostili alle diversità, addebitati di paure delle precarietà emarginate.

Al grido “Ora e sempre Resistenza” molta parte dell’umanità sembra aver perso la dignità dell’universalità del diritto: raccapricciante.

Anche le lotte rinchiuse in tanti frammenti si rendono ostili ad essa per una vitalità consumata, come l’agnosticismo dell’indifferenza (https://youtu.be/FmfTQTHCrrw).

  • Corpi resistenti affrontano le sofferenze che la violenza repressiva del dominio impone ai movimenti che affrontano le criticità del sistema pandemico.
  • Corpi giudicanti le violenze e le prevaricazioni che ammorbano i desideri di pace e di giustizia rivendicano contro le guerre e le spese militari.
  • Corpi respingenti l’amalgama inconsistente delle idealità che respirano solo lo spazio interno alle aspettative frustrate.
  • Corpi desideranti la bellezza dell’universalità dell’essere, vita coniugata alle diversità che l’abitano nella forma complessa.
  • Corpi attenti, intelligenze presenti ai diritti che spiegano le “paure”, le false verità che sovvertono il pensiero rendendolo “unico” a sé stesso.

Miseria.

  • Corpi soggiogati al piacere delle cose che pesano sulle possibili libertà, come frastuoni che rimbalzano nella dimensione dello spazio e del tempo comunque coniugato.
  • Corpi indistinti, che vagano, rimbalzano dentro costumi fuorvianti, disinteressati, fantocci che godono della libido sconsiderata del piacere effimero che agisce sul privato interesse che mai fu così di dominio capitale.

L’abitudine del tempo che ha bisogno di cose, che ha bisogno di “fare” per andare avanti: a fine vita.  …  “Non avrai altro dio al di fuori di me” (cantava De André)

Oggi potrebbe essere il giorno della verità: il presente

  1. Si vuotino gli arsenali, sorgente di morte …”. Liberazione corrisponde al “ripudio della guerra” e delle spese per gli armamenti.
  2. Universalità della giustizia, dell’uguaglianza e dei diritti a partire dal reddito di base incondizionato, fino alla liberalizzazione dei confini, all’accoglienza.
  3. Controllo delle risorse al fine della salvaguardia dei Beni Comuni.
  4. Pratiche generalizzate di lotta per la democrazia contro le violenze e le repressioni, contro le menzogne di regime.
  5. Nessuno si fermi ad aspettare la Liberazione: la Resistenza è vita costituente come la libertà che percorre la verità dell’essere e della sua universalità.
  6. Davanti alla Costituzione dove i diritti fondamentali della democrazia, tra cui il ripudio alla guerra, vengono affidati al cittadino.

La Liberazione non è straniera a nessuno per questo chi resiste, il resistente, è in nome dell’universalità dell’essere e della vita.