Nella testa del ministro

Una volta c’era la Lega … oggi c’è Salvini.

Ministro della Repubblica democratica assume in sé e rappresenta la negligenza dell’umano indifferente,
la debolezza del rancoroso che piange sulla propria miseria,
l’uomo del comando, al comando del disordine violento e repressivo.

Per Salvini il corpo del reato è l’altrui miseria quella in fuga,
la miseria generata dalle ingiustizie perpetrate nei loro paesi,
e qui da noi, nell’occidente responsabile, il migrare non è un diritto,
ma la pena dell’ingiustizia,
il migrante è un perseguitato politico che ingenera paure.

Nella testa del ministro – ci siamo noi

Un giorno ci si dovrà chiedere seriamente quanti “salvini” abitano tra noi;
a cominciare da chi, usa la parola senza dargli senso,
manifesta in piazza e plaude alla sicurezza repressiva,
critica le nefandezze di una certa politica ma non la agisce,
fa della solidarietà l’alibi della propria inconsistenza politica,

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per poi “comprendere” la miseria di chi si fa forte, arrogante e violento sulla miseria altrui,
la paura che rivendica il diritto esclusivo,
l’apatia di chi “non cambia niente”, avanti il più “forte”.

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E’ ora di prendere parola e dare ad essa la giusta dimensione;
abbattere lo scempio di umanità che si ingenera nei linguaggi e nelle politiche del Governo;
paura e diffidenza sono paradigmi brutali di una disumanità senza storia.

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«Ridare all’intelligenza umana la libertà di pensiero potrebbe essere la determinazione di una lotta morale e politica del nostro tempo».