NON C’E’ PACE IN PALESTINA: LA VERITA’

Ieri sera, martedì 4 giugno, tra le mille “attrazioni” che i giorni di Giugno propongono abbiamo messo anche la ‘nostra’ iniziativa nel segno di una dovuta attenzione alla bestiale aggressione che da 71 anni Israele impunemente esercita sul popolo palestinese e la sua terra.

I racconti di viaggio di Valeria Bacchelli e ancor più l’esperienza diretta pluriennale di Patrizia Cecconi hanno raccontato e descritto con passione e con uno sguardo disincantato, la tragica realtà di un popolo costantemente aggredito e sempre più usurpato da insediamenti abusivi dei coloni israeliani che è costretto ad essere profugo sulla propria terra.

Insediamenti dei coloni israeliani su terra palestinese

 

Una strategia imperiale taciuta, assecondata dai Paesi Occidentali e non solo, nonostante le diverse risoluzioni ONU, nessuna delle quali è mai stata imposta al Governo di Israele.

Alla fine l’emozione se non la costernazione suscita sempre la domanda “fatale” (così l’ha definito una persona tra i presenti) :  “e noi cosa possiamo fare?“.

… Patrizia Cecconi, sospendendo un attimo la parola … afferma: “dire la verità, spiegare quello che succede, … soprattutto raccontare la verità“.

Sembra quasi un messaggio cristiano: “portatori di verità“.
D’altra parte, cosa c’è di più rivoluzionario nel manifestare la verità?

La verità si impone al giudizio, svela i pregiudizi.
La verità libera dalle dipendenze, scopre l’ingiustizia, alimenta i diritti, svela l’ignoranza, la faziosità.

A Gaza la verità è a rischio della vita, è il corpo nudo offerto ai cecchini israeliani sulle alture.

La verità è il popolo che agita e agisce la libertà.
La verità è identificativa della giustizia, non è un plagio della realtà e non può essere la forma edulcorata del possibile per il diritto.

La verità non è ballerina al “servizio” di un tempo altro, – oggi qui, domani là – di un desiderio romantico un po’ confuso nel solidale destino di umanità.

Dire la verità, agire la verità per gli abitanti di Gaza è marciare ogni venerdì per chiedere giustizia e libertà senza compromessi.

La nostra verità che posiziona i corpi al diritto e alla giustizia, può essere la “forza” per il popolo palestinese: può essere la sconfitta delle strategie che il Potere israeliano (piuttosto che la geopolitica degli Imperi) ordina insediamenti, usurpa la terra, alza muri per oltre 700 km, ricatta i bisogni della gente, … impone una politica segregazionista e razziale: una vera Apartheid.

La lotta incessante del popolo palestinese dà forza e verità alle nostre strategie contro il potere dominante, per i diritti degli esclusi, contro la precarizzazione diffusa e l’indifferenza generalizzata. E’ una costante azione conflittuale per non essere alienati da un mercato suadente e da politiche di marginalità sociale che alimentano ingiustizie.