Riforma Costituzionale: “Basta morti sul lavoro”

Costituzione-Riforma-del-lavoro

Costituzione-Riforma-del-lavoroI diritti, come i doveri, in quanto fondamentali per la vita di ogni essere vivente, sono fondati su principi inalienabili; perché rimangono tali non hanno bisogno di scorciatoie ma di essere esercitati e resi duraturi nel tempo.

Così è per la nostra Costituzione che recita all’art. 1 «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.» mentre continua anche oggi la conta dei morti sul lavoro: 3 a Messina e 1 a Carrara.
Ed è solo l’art.1 … dall’inizio dell’anno sono 590 i morti sul lavoro, 1285 se si considerano quelli in itinere sulle strade. Una strage per un diritto reso precario, mai riformato.

Così è per una “riforma” sulla quale viene impunemente rilevato da chi la propone: “sì, ci sono delle contraddizioni che tuttavia possono essere fatte successivamente”. Perché non prima?

Oggi è l’ultimo giorno di questa gazzarra di politicanti inconsistenti.
Per chiuderla, trasmetto lo scritto di Fiorella Mannoia non perché sia un fan della sua musica ma per la immediatezza dei suoi pensieri.
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Fiorella Mannoia
RIFORMA COSTITUZIONALE: “IO VORO NO”

Io voto NO perché non sono all’altezza di capire i 47 punti della Costituzione che vengono cambiati e non ho capito come.

Voto NO
perché non mi bevo il fatto che si snellisce la votazione di una legge, quando le hanno votate in tre giorni quando gli ha fatto comodo.

Voto NO perché non mi convince questo nuovo Senato composto da sindaci e consiglieri comunali, visto che la metà dei comuni italiani sono in odore di corruzione e non mi va che a queste persone sia data l’immunità parlamentare.

Voto No perché i Senatori non saranno più votati da noi.

Voto NO perché non si capisce nel caso di disaccordo tra Camera e Senato chi ha la parola finale, chi decide.

Voto NO perché penso che sia un risparmio relativo, e che potremmo risparmiare molto di più se ritirassimo le truppe dall’Afghanistan visto che siamo lì da vent’anni e ci costa due milioni e seicento euro al giorno, circa 900 milioni all’anno.

Voto NO perché per contribuire al bilancio potremmo fare una vera legge anti corruzione.

Voto NO perché potremmo cercare chi non paga le tasse e porta i capitali all’estero.

Voto NO perché non capisco che cosa ci sia dietro a tutto questo interesse per questo referendum tanto da scomodare banchieri e addirittura il presidente degli Stati Uniti d’America e non mi fido.

Voto NO perché un referendum avrebbe avuto senso se ci avessero semplicemente chiesto: volete ridurre il numero dei Senatori? Allora sarebbe stato semplice rispondere SI’ senza scrivere una pappardella incomprensibile perfino a costituzionalisti più preparati.

Voto NO perché il mio voto sarà l’eredità che lascio alle generazioni future e sono troppo ignorante per assumermi la responsabilità di cambiare la nostra Costituzione con queste premesse.

IO VOTO NO.

I diritti, come i doveri, in quanto fondamentali per la vita di ogni essere vivente, sono fondati su principi inalienabili; perché rimangono tali non hanno bisogno di scorciatoie ma di essere esercitati e resi duraturi nel tempo.

Così è per la nostra Costituzione che recita all’art. 1 «L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.» mentre continua anche oggi la conta dei morti sul lavoro: 3 a Messina e 1 a Carrara.
Ed è solo l’art.1 … dall’inizio dell’anno sono 590 i morti sul lavoro, 1285 se si considerano quelli in itinere sulle strade. Una strage per un diritto reso precario, mai riformato.

Così è per una “riforma” sulla quale viene impunemente rilevato da chi la propone: “sì, ci sono delle contraddizioni che tuttavia possono essere fatte successivamente”. Perché non prima?

Oggi è l’ultimo giorno di questa gazzarra di politicanti inconsistenti.
Per chiuderla, trasmetto lo scritto di Fiorella Mannoia non perché sia un fan della sua musica ma per la immediatezza dei suoi pensieri.

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RIFORMA COSTITUZIONALE: “IO VORO NO”
Fiorella Mannoia: Io voto NO perché non sono all’altezza di capire i 47 punti della Costituzione che vengono cambiati e non ho capito come. 
Voto NO perché non mi bevo il fatto che si snellisce la votazione di una legge, quando le hanno votate in tre giorni quando gli ha fatto comodo.

Voto NO perché non mi convince questo nuovo Senato composto da sindaci e consiglieri comunali, visto che la metà dei comuni italiani sono in odore di corruzione e non mi va che a queste persone sia data l’immunità parlamentare.

Voto No perché i Senatori non saranno più votati da noi.

Voto NO perché non si capisce nel caso di disaccordo tra Camera e Senato chi ha la parola finale, chi decide.

Voto NO perché penso che sia un risparmio relativo, e che potremmo risparmiare molto di più se ritirassimo le truppe dall’Afghanistan visto che siamo lì da vent’anni e ci costa due milioni e seicento euro al giorno, circa 900 milioni all’anno.

Voto NO perché per contribuire al bilancio potremmo fare una vera legge anti corruzione.

Voto NO perché potremmo cercare chi non paga le tasse e porta i capitali all’estero.

Voto NO perché non capisco che cosa ci sia dietro a tutto questo interesse per questo referendum tanto da scomodare banchieri e addirittura il presidente degli Stati Uniti d’America e non mi fido.

Voto NO perché un referendum avrebbe avuto senso se ci avessero semplicemente chiesto: volete ridurre il numero dei Senatori? Allora sarebbe stato semplice rispondere SI’ senza scrivere una pappardella incomprensibile perfino a costituzionalisti più preparati.

Voto NO perché il mio voto sarà l’eredità che lascio alle generazioni future e sono troppo ignorante per assumermi la responsabilità di cambiare la nostra Costituzione con queste premesse.

IO VOTO NO.

Fiorella Mannoia: Io voto No. Ecco perché