Un santo …, no un prete …, anzi un uomo.

A Baggio esiste una via, quella che dal Cimitero arriva alla via Cusago, dedicata a Óscar Arnulfo Romero arcivescovo salvadoregno, ucciso mentre celebrava la Messa da un sicario dei cosiddetti “squadroni della morte”, il 24 marzo 1980 a San Salvador.

Solo dopo 35 anni (il 23 maggio del 2015) la Chiesa lo ha dichiarato martire.

Un passaggio caratterizzante la vita di Oscar Romero è stato l’assassinio (il 12 marzo del 1977 a El Paisnal) di Padre Rutilio Grande, da parte delle forze di sicurezza salvadoregne insieme a due dei suoi parrocchiani contadini.

Rutilio Grande, un caro amico e collaboratore di  monsignor Oscar Romero, era un gesuita salvadoregno che andò a vivere in campagna tra i contadini, immergendosi nella loro vita, nella loro religiosità, nei loro problemi. Diceva: “non sono venuto a portarvi la Chiesa ma perché voi diventiate chiesa

Fu ucciso perché la sua predicazione evangelica scuoteva i contadini dal torpore sociale e indirettamente suscitava rivendicazioni sindacali.

L’uccisione di Padre Rutilio Grande è stato uno degli eventi chiave che ha condotto Monsignor Oscar Romero, nominarono arcivescovo di San Salvador il 3 febbraio 1977, ad allineare il suo ministero con la causa dei poveri e degli oppressi in El Salvador.

Poiché era arcivescovo della capitale San Salvador, di fatto primate della Chiesa salvadoregna, questa assunzione di responsabilità significò per Romero impegnarsi in un ruolo pubblico di difesa dei poveri, con grande forza e determinazione.

Romero viveva sobriamente nelle stanzette del custode di un ospedale per malati terminali.

Pur consapevole delle reiterate minacce di morte, con grande responsabilità e determinazione, non ha mai smesso di opporsi al regime denunciando con determinazione violenze e ingiustizie.

A chi lo sollecitava alla prudenza rispondeva: il pavido che cerca di sottrarsi ai pericoli e alle difficoltà della vita ha già perso la propria. 

Con questa memoria di uomo giusto, ancorché beato, lungo la via a lui intestata verrà realizzato in sua memoria un murales, realizzato dall’artista salvadoregno Renacho Melgas, che sarà inaugurato domenica 26 agosto alle ore 17 alla presenza del Console della Repubblica di El Salvador.

Sarà presente anche Don Alberto Vitali, parroco dei migranti.

Il volantino