Verso un Trattato Onu per l’abolizione delle armi nucleari

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Difesa-nucleareRappresentanti di 132 Paesi sono in riunione da ieri, 15 Giugno, a New York, all’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, per il secondo round di colloqui  per negoziare “uno strumento legalmente vincolante per proibire le armi nucleari e volto alla loro totale proibizione“.

Una iniziativa a cui non si era mai giunti a trattare una proibizione totale dell’arma nucleare.
L’intesa, vincolante, dovrà essere discussa e approvata al Palazzo di vetro entro il 7 luglio.

Un impegno di questo tipo non sarebbe problematico per la stragrande maggioranza degli Stati, che, avendo aderito al Trattato di Non Proliferazione nucleare (Tnp) del 1970, hanno già rinunciato all’arma atomica.
Anche la disposizione, che pure dovrebbe essere inclusa nel nuovo trattato e che prevede la proibizione degli esperimenti nucleari, non presenta difficoltà, poiché ad un Test Ban Treaty hanno aderito quasi tutti gli Stati.

Nella realtà l’iniziativa della proibizione crea evidenti difficoltà ai cinque Paesi cui il Tnp concede di possedere l’arma nucleare (Cina, Francia, Regno Unito, Russia, Stati Uniti), cui si sono aggiunti nel tempo altri quattro che non hanno aderito al Tnp e si sono dotati anch’essi dell’arma nucleare (India, Israele, Pakistan e da ultimo la Corea del Nord) che in base all’accordo in atto dovrebbero anche loro rinunciare agli arsenali nucleari anche se non hanno dato alcuna indicazione di voler rinunciare all’arma atomica.

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Preoccupazioni sorgono anche a quegli Stati a cui difesa finale conta sull'”ombrello nucleare” americano. Si tratta degli alleati europei della Nato, ma anche di Paesi dell’Asia/Pacifico come Corea del Sud, Giappone e Australia.
Tutti i Paesi della Nato (con l’eccezione dei Paesi Bassi) hanno deciso di non partecipare a questo negoziato, anche se approvato a larga maggioranza in Assemblea generale e nonostante l’impegno vincolante adottato nel Tnp di negoziare “uno strumento giuridicamente vincolante che proibisca le armi nucleari e conduca alla loro eliminazione totale” .

Tuttavia è assai probabile che il negoziato finisca per produrre, comunque, un accordo internazionale giuridicamente vincolante e depositato presso le Nazioni Unite. È anche prevedibile, come avvenuto in altre occasioni, un “effetto stigmatizzazione” nei confronti di coloro che si saranno tenuti fuori dall’accordo.

In Italia un appello al governo per l’adesione al trattato è stato promosso da accademici appartenenti all’Unione degli Scienziati italiani per il Disarmo (Uspid), da alcuni membri del capitolo italiano dello European Leadership Network, da Pugwash e Landau Network. Tutti enti impegnati nel campo della sicurezza e controllo degli armamenti.