VII° Conferenza Internazionale di Via Campesina

VCI

VCIUna Riflessione sulla Dichiarazione finale della VII° Conferenza Internazionale di Via Campesina (VCI) – Paesi Baschi, 16-24 luglio 1917

13 anni fa l’incontro con il Movimento Sem Terra (MST) ha fatto conoscere, a me cittadino, una realtà entusiasmante di lotta popolare e di cultura politica.

Negli anni successivi ho conosciuto anche Via Campesina Internazionale, un movimento di 200 milioni di contadini e pescatori (forse l’unico movimento mondiale organizzato, dopo la crisi dei sindacati e della classe operaia), e questa esperienza mi ha ridato speranza che forse un mondo migliore era ancora possibile.

Ho aspettato quindi con grande interesse le conclusioni della VII^ Conferenza internazionale di Via Campesina – Scarica file pdf , a cui hanno partecipato oltre 500 delegati, in rappresentanza di 73 nazioni, un incontro abbastanza ignorato in Italia.

Nella prima parte della Dichiarazione politica finale c’è una narrazione incisiva della grave crisi mondiale, del continuo aggravamento per i contadini e per l’ambiente, provocato dal capitalismo finanziario e delle multinazionali, sempre più megafuse.

Il loro modello agro-idro-estrattivista sta accaparrando l’acqua, i semi e la terra (idro-land-grabbing), non risolve la fame nel mondo, espelle i contadini dai campi verso le megalopoli, provocando nel contempo grandi migrazioni (si accenna nella dichiarazione alla diaspora Africana).

La Dichiarazione rivendica la centralità della sovranità alimentare, dei piccoli contadini e della loro agroecologia (del tutto alternativa e non cooptabile dall’agrobusiness) nell’alimentare la maggior parte della popolazione mondiale.

Si chiama ad una lotta di massa, una lotta fondamentale per l’Umanità e la sopravvivenza della Madre Terra, una lotta anche contro il nemico patriarcato, per la costruzione di un movimento mondiale sempre più forte, con un ruolo centrale delle donne e dei giovani, in alleanza con in popoli delle città.

La dichiarazione finisce affermando che “contro la barbarie è urgente costruire un altro futuro per l’umanità, costruire un Movimento per cambiare il Mondo”.

Questa Dichiarazione non poteva non essere sintetica e politica, ma francamente a me pare che manchi qualcosa, alcune realtà, alcuni “nomi” importanti.

Probabilmente si è stati imprecisi nel dichiarare in via di esaurimento i carbonfossili, petrolio e gas.

Negli ultimi anni siamo in una fase di sovrapproduzione e di caduta dei prezzi, insieme a nuove tecnologie estrattive (fracking, shale gas, sabbie bituminose ecc.) e a sempre maggiori iniziative “belliche e coloniali” per impadronirsi dei giacimenti, violentando Terra e Mari.

A quasi due anni dagli Accordi di Cop 21 a Parigi, neanche risolutivi della mitigazione, non parliamo del surriscaldamento globale, e con finanziamenti non vincolanti per i paesi ricchi che hanno creato il caos climatico, mi aspettavo che nella Dichiarazione si accennasse almeno al rapporto cibo industriale – emissioni di gas serra (circa il 50% del totale), si riprendesse il tema della Giustizia Climatica e del Debito Climatico, contenuto nella Dichiarazione della precedente VI° Conferenza di VCI, svoltasi nel 2013 in Indonesia.

Mi auguravo di trovare nel testo le parole“Petrolio” “Carbone” e “GAS”, e che si dicesse con chiarezza che sono i nemici della TERRA, dell’ACQUA, dei BENI COMUNI, del PIANETA e dell’Umanità, e che dobbiamo far capire ai Popoli che non bisogna estrarli, dobbiamo LASCIARLI sotto TERRA e sotto i MARI.

Molti anni fa mi era assai piaciuta la definizione del MST dell’Agricoltura Industriale o Agrobusiness come Agricoltura senza contadini petrolifera (mineraria).

Nella Dichiarazione si definisce l’Agrobusiness “Agricoltura senza Contadini e altamente escludente”, ma si è eluso il termine “petrolifera”, forse per la paura (legittima) della privatizzazione dell’industria petrolifera da parte di Governi corrotti e golpisti in alcuni Paesi dell’America Latina.

Non possiamo però dimenticare che i carbonfossili sono la base della produzione industriale di Cibo, quel Cibo Spazzatura, a basso costo e alto contenuto di calorie, che ha fatto schizzare a 2 miliardi il numero di Obesi a livello mondiale, in gran parte tra i poveri delle città, delle favelas e delle bidonville, a mio parere realtà da distruggere e che invece sono, soprattutto in Asia e Africa, in continuo aumento.

Dobbiamo dire ad alta voce che la carne è ormai un sottoprodotto del Petrolio e il suo consumo sempre maggiore (con gli animali di allevamento che assumono il 70% degli antibiotici prodotti a livello mondiale) è responsabile di enormi quantità di emissioni di gas serra.

Con tutta la simpatia per i compagni/e dell’America Latina troppo churrasco fa male anche ai contadini, perché i grandi allevamenti estensivi di animali da carne (per la maggior parte per l’export) distruggono i pascoli, la fertilità della terra e consumano e contaminano l’Acqua.

Nella Dichiarazione si dice che la “TERRA è VIVA”, è vero, ma bisogna aggiungere che è malata.

Seriamente malata. Sono stati compromessi i cicli naturali, quello del carbonio, con la perdita di Fertilità del Suolo, che significa Desertificazione e Siccità

L’Agricoltura Agroecologica è la vera Economia Circolare, rifertilizza i Suoli, riassorbendo la CO2 dall’atmosfera e raffreddando il pianeta, come diceva il bellissimo slogan di Via Campesina “ l’Agroecologia contadina nutre il Mondo e raffredda il Pianeta”.

Invece, sui media sentiamo parlare di Economia Circolare solo a proposito di Raccolta Differenziata e riciclo dei Rifiuti: siamo ormai una Società a rischio Estinzione, alla frutta, che si limita a cercare soluzioni solo per il tratto finale dei cicli vitali…

Si è accelerato il ciclo dell’Acqua, si sciolgono i ghiacciai e i Poli e le acque dolci tornano più velocemente al mare e sono meno disponibili.

Il surriscaldamento globale ha determinato un forte riscaldamento degli Oceani, che sono quelli che determinano il Clima e danno origine, con l’evaporazione, all’acqua dolce, solo il 3% del totale delle acque, risorsa ormai relativamente scarsa, cioè poco disponibile in numerose aree mondiali.

A questo scenario tragico si aggiunge, nella folle corsa alla Vita Artificiale e al Lavoro Artificiale, il terzo nemico del Pianeta insieme a idro- e agrobusiness, cioè l’estrattivismo, prevalentemente in Africa e America Latina, che estrae, oltre ai carbonfossili, i minerali necessari per l’informatizzazione anche del Lavoro, cioè per Industria 4.0 e Agricoltura 4.0, realtà senza lavoratori industriali e senza contadini.

La maledizione di avere Terre ricche di minerali si aggiunge alla siccità, desertificazione, guerre e violenze nell’espellere milioni di contadini.

In Cina negli ultimi decenni sono stati espulsi dai campi 170 milioni di contadini, si prevedono nei prossimi decenni almeno 250 milioni di rifugiati Ambientali, soprattutto contadini, da Africa (quasi l’80% sono ancora contadini) e Asia del Sud (quasi il 50%).

E’ difficile dire cosa fare, ma almeno cerchiamo un linguaggio chiaro per educarci e coscientizzare i popoli.

Nella Dichiarazione di VCI si parla di Cambiare il Mondo, mi sembra ancora antropocentrico e tutto sommato falso, come anche dire “Salviamo il Pianeta”.

Molto meglio quello che era scritto qualche anno fa su un’ Agenda LatinoAmerica: “Salviamoci con il Pianeta”, cioè il Pianeta andrà avanti, sopravvivrà. È l’Umanità che è a forte rischio.

E inoltre denunciamo con forza quello che ci ricorda nel suo ultimo libro Amitav Gosh “La Grande Cecità”, in cui si parla appunto dell’occultamento, che facciamo nei fatti. del Surriscaldamento Globale

di Antonio Lupo- Amig@s MST Italia