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Concerto in occasione della Giornata della Pace – 2° Edizione 2025

24 Settembre 2025Guerre-Disarmo

La pace è un bene prezioso di cui ci si accorge solo quando lo si perde.

La maggior parte di noi che siamo qui non ha mai visto una guerra. 80 anni fa si chiudeva la guerra mondiale grazie al sacrificio di uomini e donne coraggiosi e in Europa, esclusa la guerra nella ex Jugoslavia, non si sono verificati scontri armati in questi anni.

Nel resto del mondo purtroppo i conflitti non si sono fermati. Oggi contiamo 56 guerre nel mondo.

Due guerre sono vicinissime a noi e, dopo due e tre anni non si vedono speranze di pace, anzi assistiamo ad un inasprimento.

Potremmo disquisire per giorni sulle cause delle guerre, che sono molteplici, qui interessa capire che la pace, questo bene è da difendere a tutti i costi. Ci troviamo qui non solo per celebrare la pace, ma per cercare di capire come evitare di dover dire “non l’abbiamo vista arrivare”.

Nel mondo attuale ci sono grandi sfide globali, le catastrofi ambientali, attività economiche di grande impatto esercitate al di fuori da ogni regola (multinazionali), la concentrazione delle ricchezze che genera ulteriori ingiustizie sociali, i pregiudizi e gli odi razziali, la tendenza farsi beffa degli organismi sovranazionali, quali l’ONU, la Corte Penale, la Corte di Giustizia… le prevaricazioni e le sopraffazioni di popoli che sfociano nel genocidio nel caso di Gaza.

Purtroppo i prodromi, i segnali di una prospettiva di guerra ci sono. Non so se voi siete d’accordo su questo, ma io sento intorno a me molta preoccupazione.

Molte persone infatti partecipano alle manifestazioni, chiedono che venga posto un freno alla brutalità della guerra, che si smetta di combattere e di fornire armi.

A proposito di armi, vi voglio ricordare che una serie di cartelloni che trovate esposti qui, cercano d spiegare gli effetti degli armamenti, nella convinzione che più armi si hanno, più guerre si producono.

E intuitivamene, meno armi ci sono, meno guerre si fanno.

Troverete nel primo cartellone la storia dell’evoluzione delle armi, dalla preistoria ai giorni nostri.

Assistiamo ad una accelerazione nell’evoluzione dei sistemi di arma talmente veloce che di mese in mese nascono armi sempre più performanti. Un’escalation davvero impressionante e per nulla tranquillizzante!

Il cartellone conclude “la sfida del nostro tempo non è quella di inventare nuove armi, ma di cercare la pace, il disarmo e la cooperazione tra i popoli”.

Il secondo cartello “Armi e Potere” evidenzia come le armi siano servite nella storia anche a mantenere il potere e per controllare e reprimere il dissenso. (vedi regimi dittatoriali)

La produzione di armi nel mondo ha raggiunto la cifra di 2.718 miliardi di dollari ed è in continua crescita. I recenti accordi con la Nato prevedono di arrivare n Italia in breve al 2% del PIL e al 5% entro il 2035. Attualmente spendiamo circa 32 miliardi e dovremo arrivare a 100 miliardi.

Nei cartelli si mette in evidenza quanto si potrebbe fare per il benessere dell’umanità con i soldi che si spendono in armamenti.

Il cartello Retorica della Guerra mette in evidenza come la cultura delle armi, della guerra sia correlata a valori quali il machismo, la forza, la prevaricazione, valori antitetici alla pace e alla cooperazione. Le vittime civili sono aumentate esponenzialmente con l’uso delle nuove armi (100.000 civili nel conflitti in corso) che sono sempre più impiegate contro i cittadini inermi proprio per la loro peculiarità.

Altro capitolo sono le armi in mano ai cittadini, le armi da fuoco ad uso personale, per la sicurezza, un argomento della retorica delle armi, che hanno provocato, solo negli USA, 19.000 omicidi nel 2023.

La costituzione americana sancisce il diritto a portare armi e infatti sappiamo tutti quanti episodi di

violenza si verificano, anche a danno di chi predica e propugna l’uso delle armi (Charlie Kirk).

I produttori di armi da guerra hanno anche un altro fiorente mercato: le armi da caccia. Nel nostro paese i cacciatori si vanno riducendo di numero,ma le leggi diventano sempre più permissive a fronte dei danni sempre maggiori provocati dalla caccia all’ecosistema, alla fauna. Le ultime proposte di legge vogliono punire anche il dissenso di chi protesta contro la caccia.

Anche le motivazioni della caccia hanno delle relazioni con tratti di dominanza sociale e una visione gerarchica del mondo , tanto che il linguaggio rivela questa relazione: “dare la caccia al nemico”, “predatori e prede”…

L’ultimo cartello ipotizza che la pratica del disarmo possa produrre : riduzione del rischio di conflitto, risparmio di risorse e di vite umane. e, molto importante, più spazio a un’etica della cura e della solidarietà : una “narrazione disarmata” permette di promuovere una cultura di pace, i comprensione e di equità.

[clicca su un cartello per ingrandirlo]