Cosa si nasconde dentro le olimpiadi invernali di Milano-Cortina
I giochi olimpici sono, erano, grandi manifestazioni sportive sulle quali si confrontano gli atleti nei diversi campi.
Nel tempo le Olimpiadi si sono trasformate in un grande business, dove, oltre le sfide tra atleti, si accompagna sempre più, una struttura organizzativa tesa ad esaltare il primato nazionalista tra le nazioni.
La Nazione a cui è assegnata l’organizzazione dei giochi, si sente in dovere di concorrere nel manifestare, rappresentare ed esaltare il proprio “prestigio” nazionalista.
Di conseguenza, tutto ciò che, in qualche modo, limita la propria influenza come Nazione, deve essere eliminata o sostituita.
A questo fine non ci sono limiti di spesa, o attenzioni particolari verso i beni naturali.
È il gioco “politico” dell’apparire, della prestanza di sè.
In questo “gioco” non possono che alimentarsi gravi contraddizioni.
Anzitutto lo spreco delle risorse naturali, ma anche errori di politica generale.
Così, mentre la Russia di Putin è stata espulsa dai giochi perché ha invaso l’Ucraina, Israele di Netanyahu, che da anni si accanisce contro la Palestina e i palestinesi, condannata per genocidio, per devastazione e massacri di persone civili, continua ad essere ammessa.
Questa è la “giustizia” di una geo-politica di comodato d’uso.
“Alle Olimpiadi di Milano-Cortina non vogliamo le presenze di fascisti e/o di nazisti massacratori”.
Diciamo No alla devastazione dei beni naturali.
Diciamo NO alla presenza di Israele ai giochi invernali di Milano e Cortina.
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