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LA COP30 – Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

10 Novembre 2025Ambiente

LA COP30Convenzione quadro delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici

Il Brasile ospiterà la Cop30, partendo già male in nome del greenwashing, dell’agrobusiness e della Guerra a Madre Natura. Ne parliamo con Antonio Lupo, oncologo ed ematologo ex-aiuto primario all’Ospedale Niguarda di Milano, membro di Medici per l’Ambiente -ISDE e del Comitato Amigos Sem Terra Italia

Cosa pensi della Cop30 che si terrà in Brasile?

Dal 10 al 21 novembre la COP 30 si svolgerà in Brasile a Belem, alla Foce del Rio delle Amazzoni, 6.400 Km, il secondo fiume più lungo del mondo, dopo il Nilo.

Tranne che su media specializzati, se ne è parlato pochissimo sui media, anche perché il genocidio (non una guerra!) a Gaza e la guerra in Ucraina hanno monopolizzato opinione pubblica e stampa.

I Movimenti mondiali, soprattutto quelli contadini ed ecologisti, prevedono che ne uscirà ben poco.

Joao Pedro Stedile, uno dei fondatori e leader del MST (Movimento dos Trabalhadores Rurais Sem Terra), ha affermato pubblicamente che la COP30 sarà una grande farsa, nonostante l’urgenza di affrontare la crisi climatica in aumento vertiginoso, sopra-tutto il surriscaldamento globale, con conseguenti desertificazione, crisi idriche, eventi estremi ecc.

Si parla genericamente di crisi climatica e di transizione ecologica, ma in realtà siamo nel CAOS climatico: l’unica sola via è smettere di fare la Guerra a Madre Natura ed eliminare l’utilizzo di carbonfossili e la conseguente emissione di gas serra.

Il Re Petrolio continuerà ad essere centrale come sempre nelle politiche internazionali e nella geopolitica?

Gli impegni assunti nel 2015 da 196 Paesi, con l’Accordo di Parigi alla COP21, per limitare l’aumento della temperatura globale al di sotto dei 2°C sono falliti, per “l’insufficienza degli stanziamenti finanziari, mentre 956 miliardi di dollari sono stati spesi dai governi nel 2023 in sussidi netti ai combustibili fossili. Le strategie di aumento della produzione dei 100 colossi mondiali del petrolio e del gas porterebbero le loro emissioni a superare di quasi tre volte i livelli compatibili con il limite degli 1,5°C. E tuttora le banche private investono nel fossile.”

All’aumento delle Rinnovabili in molti paesi “ricchi” non corrisponde una diminuzione dei consumi di Petrolio e gas: ad es. “in Italia nel 3° trimestre 2024, la produzione energetica da fonti rinnovabili è cresciuta dell’8%, ma accanto al calo del carbone, c’è stato un maggiore utilizzo di gas (+3%) e petrolio (+2,5%),

È INUTILE GIRARCI ATTORNO, IL PROBLEMA RIMANGONO I PAESI PIÙ INDUSTRIALIZZATI…

Abissali sono le differenze di consumi elettrici/ab ed emissioni di CO2/ab tra i paesi ricchi e quelli del Sud del mondo, più che evidenti se confrontiamo ad es. i dati 2022 di USA e Nigeria, due paesi con centinaia di milioni di abitanti:

  1. Speranza vita: USA Uomini 74 anni, Donne 80 anni, Nigeria Uomini 53 anni, Donne 54
  1. Consumi elettrici/ab: USA 12.393 kWh, Nigeria 144 kWh
  2. Emissioni di CO2/ab: USA 14,95 Ton., Nigeria 0,59 Ton.

Confrontiamo anche i dati 2022 del Brasile con 213 milioni di abitanti, grande 27 volte l’Italia (densità 25 ab.Kmq), e dell’Italia, 59 milioni abitanti (densità 195 ab.Kmq):

  1. Speranza vita: Brasile Uomini 70 anni, Donne 76 anni, – Italia Uomini 79 anni, Donne 86
  2. Consumi elettrici/ab: Brasile 2710 kWh, – Italia 4872 kWh
  3. Emissioni di CO2/ab: Brasile 2,25 Ton., – Italia 5,73 Ton.

Alla Cop30 quindi si discuteranno le false soluzioni alla crisi climatica?

A Belem (Stato del Parà), dal 12 al 16 novembre si terrà la Cupola dei Popoli, in parallelo alla riunione di COP30, organizzata dai movimenti dell’America Latina, compreso MST, a cui parteciperanno circa 15 mila delegati di tutti i movimenti mondiali, per confrontarsi e sollecitare ai Governi riuniti nella COP30 vere soluzioni, non quelle false come i Mercati del Carbonio, la geoingegneria, il sequestro e stoccaggio del carbonio.

Tutti i movimenti sono contro i Crediti di Carbonio, una nuova forma di colonizzazione capitalista, uno strumento finanziario, per cui un’entità, che non può ridurre direttamente le proprie emissioni, può acquistare il diritto a emettere CO2, compensando tale emissione attraverso investimenti in progetti che la riducono altrove.

In un manifesto pubblicato alla vigilia della COP30, 55 movimenti e organizzazioni di 14 paesi dell’America Latina e dei Caraibi si sono riuniti per respingere i mercati del carbonio e difendere i loro territori contro una valanga di progetti di compensazione del carbonio che sta causando danni in tutta la regione. Una nuova ricerca di Oxfam e del CARE Climate Justice Centre, pubblicata il 6 Ottobre 2025 rileva che per ogni 5 dollari ricevuti, i paesi in via di sviluppo ne restituiscono 7. A livello globale, quasi il 70% dei finanziamenti viene erogato sotto forma di prestiti anziché di sovvenzioni.

I movimenti ecologisti, contadini, indigeni e terzomondisti continueranno la loro lotta contro quella che Vandana Shiva chiama “ecoapartheid”?

Tutta Via Campesina, i movimenti ambientalisti mondiali e tutti movimenti brasiliani lottano e lotteranno contro questo ecocidio.

Anche la Commissione per l’Ecologia Integrale dei vescovi brasiliani CNBB ha preso una posizione durissima: “La Conferenza episcopale brasiliana (CNBB) condanna le trivellazioni petrolifere nel Margine equatoriale e mette in guardia dall’incoerenza del governo in materia di clima” CNBB ha ricordato che due anni fa, Papa Francesco, nella sua esortazione Laudato Deum sulla crisi climatica, avvertiva: «Le compagnie petrolifere e del gas hanno l’ambizione di realizzare nuovi progetti per espandere ulteriormente la loro produzione. (…) Ciò significherebbe esporre tutta l’umanità, specialmente i più poveri, ai peggiori impatti dei cambiamenti climatici”(LD 53). Vedremo come i movimenti riusciranno a incidere sulla COP 30 dei Governi.

La nostra lotta, senza guerra, continua, come ci hanno insegnato in America Latina.

Ricordiamoci sempre le parole illuminanti di Papa Bergoglio “Dio perdona sempre, l’uomo qualche volta, la Natura non perdona mai”, di certo non perché Madre Natura sia matrigna, come affermava l’illustre oncologo Umberto Veronesi. E’ l’uomo e il patriarcato che sono spesso patrigni.

STOP ALLA GUERRA A MADRE NATURA!

(da un articolo su Pressenza)