Resistenza umana e civile al decreto Salvini

Il cosiddetto “decreto sicurezza”, voluto dal Ministro dell’Interno Salvini, ha creato insostenibili problemi giuridici e sociali alle amministrazioni comunali: l’abolizione della protezione umanitaria, il prolungamento del periodo di detenzione dei richiedenti asilo, la chiusura degli SPRAR, il rifiuto dell’iscrizione anagrafica dei residenti legali non incidono sui diritti degli italiani.

La prima questione che coinvolge direttamente i sindaci riguarda le procedure per la concessione della residenza anagrafica agli stranieri provenienti da paesi al di fuori dell’UE o con i quali l’Italia o l’UE hanno sottoscritto accordi di associazione.
Infatti il sindaco di Palermo Leoluca Orlando richiama gli articoli 2, 14, 16 e 32 della nostra Carta e le sentenze della Corte Costituzionale del 1997, 2001, 2005, 2006 e 2008 che affermano concordemente che “lo straniero è anche titolare di tutti i diritti fondamentali che la Costituzione riconosce spettanti alla persona… In particolare, per quanto qui interessa, ciò comporta il rispetto, da parte del legislatore, del canone della ragionevolezza, espressione del principio di eguaglianza che, in linea generale, informa il godimento di tutte le posizioni soggettive”.

Per quanto riguarda la protezione umanitaria i sindaci di alcune tra le più grandi città d’Italia, contestando il Decreto Sicurezza, denunciano di trovarsi di fronte ad una legge ritenuta ingiusta e non conforme alla Carta dei Diritti fondamentali e alle Convenzioni di Ginevra e di Amburgo.

Vale la pena di ricordare (come sta facendo il Movimento europeo pubblicando la Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea www.movimentoeuropeo.it) che:
            gli articoli 1 (dignità umana), 3 (integrità della persona), 4 (proibizione di trattamenti degradanti), 6 (libertà e sicurezza). 7 (rispetto della vita privata e familiare), 10 (libertà di pensiero e religione), 11 (libertà di espressione), 12 (libertà di riunione e associazione), 14 (diritto all’istruzione), 15 (diritto di lavorare), 18 (diritto di asilo), 19 (protezione in caso di allontanamento e di espulsione), 20 (uguaglianza), 21 (non discriminazione), 24 (diritti del minore). 25 (diritti degli anziani), 26 (diritto delle persone con disabilità), 29 (diritto di accesso ai servizi di collocamento), 30 (tutela in caso di licenziamento ingiustificato), 31 (diritto a condizioni di lavoro giuste e eque), 32 (divieto del lavoro minorile), 34 (sicurezza sociale), 35 (protezione della salute), 45 (libertà di circolazione e di soggiorno per i cittadini dei paesi terzi che risiedono legalmente nel territorio di uno Stato membro), 47 (diritto a un ricorso effettivo e a un giudice imparziale);
riguardano tutte le persone che stanno all’interno dell’Unione senza distinzione fra cittadini europei e cittadini di paesi terzi.

Questa legge è un veleno per la nostra democrazia!

E’ profondamente ingiusta perché degrada la persona dei migranti e crea due classi di cittadini, rendendo “lo ‘straniero’ una minaccia, un nemico e sancendo così la nascita del ‘tribalismo’ italiano, come lo definisce Gustavo Zagrebelsky. Anzi crea l’apartheid giuridica e reale”.

Particolarmente grave il diniego del diritto d’asilo per i migranti, un diritto riconosciuto in tutte le democrazie occidentali, menzionato ben due volte nella nostra Costituzione.
Nega i principi di solidarietà e di uguaglianza, infatti prevede per i migranti l’abolizione della protezione umanitaria, il raddoppio dei tempi di trattenimento nei Centri per il Rimpatrio (CPR), lo smantellamento dei centri SPRAR (Sistema per i richiedenti asilo e rifugiati) affidati ai Comuni (un’esperienza ammirata a livello internazionale, per non parlare di Riace), l’articolo 13 impedisce ai richiedenti asilo, provvisti di regolare permesso di soggiorno, di avere una residenza, soppressione dell’iscrizione anagrafica e quindi di iscriversi al servizio sanitario nazionale e ad altri diritti sociali, trovarsi un alloggio decente, …  con pesanti e concrete conseguenze, l’esclusione e la revoca di cittadinanza per reati gravi.

I diritti dei migranti sono semplicemente umani!

I migranti non possono essere discriminati sulla base dello slogan: prima vengono gli italiani.
Siamo di fronte a pubblicità ingannevole per giustificare la cosiddetta “sicurezza” ma che in realtà moltiplicherà il numero dei clandestini e degli irregolari che verranno sbattuti per strada.
Oggi tre migranti su quattro si sono visti negare l’asilo, migliaia di titolari di un permesso di soggiorno sono stati messi alla porta, circa quarantamila usciranno dagli SPRAR … Così entro il 2020 si prevedono oltre 130.000 irregolari per strada,  mano d’opera a basso prezzo per il caporalato del nord e del sud.

Questa legge è la conclusione amara di un lungo cammino xenofobo, iniziato con la Turco-Napolitano (i CIE!), seguito dalla Bossi-Fini, dai decreti Maroni e dalla legge Orlando-Minniti, oltre che al criminale accordo di Minniti con la Libia

Quando promuove le sue leggi (dal Decreto Sicurezza alla Legittima Difesa), Salvini sa quello che vuole: riattivare continuamente un’emergenza immigrazione che non esiste se non per i migranti.  
La verità è che i diritti dei migranti sono semplicemente «umani», sono di tutti e hanno a che fare con le condizioni minime di esistenza di una società civile.

E’ grave che anche il Presidente della Repubblica abbia firmato questo Decreto.

Non possiamo sottrarci al diritto-dovere di organizzare una grande resistenza conflittuale poiché mai come oggi “la disubbidienza non è una virtù“.

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