Verso uno stadio terminale
Una madre di tre figli uccisa a Minneapolis l’altro giorno, non è e non sarà l’ultima vittima uccisa brutalmente dalle milizie speciali – gli ICE create da Trump – che sono autorizzate, con impunità, a praticare abusi, maltrattamenti e respingimenti di migranti senza motivo alcuno.
Milioni di noi stanno assistendo alle scene che arrivano dagli Stati Uniti: agenti che trascinano le persone fuori dalle loro case all’alba, famiglie spezzate per strada, mentre i vicini restano paralizzati dallo shock.
Una pratica di governo, quella di Trump, assoluta di indicibile violenza; un Impero che vuole essere egemonico e che si va via sempre più confermando.
Nel suo delirio di onnipotenza, nessun limite se non la “mia” morale”, sembra evocare l’impossibile ragione di una “purezza razziale” di triste memoria.
Il paragone è sicuramente improprio: un tempo erano gli ebrei ad essere vessati, cacciati, oggi sono le persone migranti ad essere perseguitati, respinti quasi fossero la “razza impura” che va disdegnata, eliminata.
Pratiche quelle volute da Trump, di espulsione di massa dei migranti, seppure con le dovute diversità, si estendono a tutte le democrazie occidentali.
Da altre parti: in Palestina, nel Darfur, in Etiopia, nel Niger, in Somalia, nello Yemen, in Cina, … le popolazioni più soggette a vulnerabilità, vengono soggiogate da milizie comandate da Dittatori, Autocrati che reprimono, sfruttano e uccidono.
Eppure, l’accoglienza come la solidarietà sono e rimangono valori del diritto universale: in Italia sono affermati e scanditi dalla Costituzione (art 2 e art.10); mentre lo sfruttamento, l’illegalità e l’abusivismo sono soprusi, prepotenze contro l’intera umanità.
A partire dal 2026, entra in vigore il “Nuovo Patto Europeo Migrazione”
Le nuove procedure di asilo dell’Unione Europea che si propongono di “migliorare in maniera strutturale la procedura di asilo al fine di garantire un processo equo ed efficiente”.
Un Regolamento (UE 2024/1348) che sembra copiare le logiche oppressive e di espulsione che vorrebbe imporre Trump in America alle persone immigrate.
Le nuove procedure estendono il potere decisionale dei governi, scaricando la colpa sui nuovi arrivati, per problemi che loro si rifiutano di risolvere.
La mobilità umana vista come una minaccia caratterizza l’approccio della politica migratoria europea leggendo il Regolamento rimpatri – o, come sarebbe più appropriato chiamarlo, il “Regolamento sulle deportazioni” .(ASGI-Associazione per gli studi giuridici sull’immigrazione).
Oltre 200 organizzazioni tra cui ASGI, Refugees Welcome, Amnesty, considerano il Regolamento rimpatri” un testo repressivo, una “deportazione” che viola i diritti umani, allontanando le persone da paesi senza legami e criminalizzando i migranti.
“L’Ue investe centinaia di milioni di euro nel controllo delle frontiere e delle migrazioni senza garantire il rispetto dei diritti dei minorenni, anche se è legalmente obbligata a farlo”. (Federica Toscano.di Save the Children)
Motivi principali dell’opposizione:
- Deportazioni verso paesi dove le persone non hanno legami personali, anche in centri di rimpatrio offshore, probabilmente destinati a diventare centri di detenzione simili a prigioni, al di fuori del territorio UE.
- Sorveglianza e rafforzamento dei controlli e delle identificazioni, alimentando il rischio di pratiche di profilazione razziale.
- Ordini di espulsione privi della previsione di valutare altre possibilità di titoli di soggiorno.
- Aumento dei periodi di detenzione fino a 24 mesi, anche per chi manca del solo titolo di soggiorno, inclusi minori e soggetti vulnerabili.
- Misure punitive e coercitive per chi non rispetta obblighi di cooperazione sproporzionati, anche in situazioni difficili.
- Erosione dei diritti di ricorso: viene eliminato l’obbligo di sospensione automatica delle espulsioni durante un appello e la conseguente tutela giudiziaria, con il diritto a un ricorso effettivo.
- Mancanza di valutazioni d’impatto e consultazioni.
- Il Consiglio ha inoltre approvato la prima lista di “Paesi di origine sicuri” ai fini dell’asilo, che comprende Bangladesh, Colombia, Egitto, India, Kosovo, Marocco, Tunisia.
Alla fine, non possiamo ignorare che i partiti della maggioranza del Governo italiano, stanno predisponendo l’ennesima legge sulla “sicurezza”.
Un dettato legislativo che si propone di aumentare ulteriormente la forza repressiva, lasciando inalterate le cause che ingenerano violenza.
I nostri pensieri, le nostre parole spesso rimbalzano come un’eco contro un muro di “sicurezza” (che ci circonda) e ritornano su noi stessi come alibi di verità/obiettività impossibili.



